L’AQUILA – Un solo teatrale per portare sul palco ancora una volta il tema della mafia e della colpa prendendo spunto dalla storia di Leonardo Vitale, primo pentito di mafia della storia. Un solo teatrale, non un monologo, portato avanti per 50 minuti dall’unico interprete, l’attore trentaseienne lombardo, ma aquilano di adozione, Giulio Votta.
Uno spettacolo particolare con un titolo lontano da quelli che ci si potrebbe aspettare per questo tipo di temi: Sete, che verrà rappresentato domani sera, mercoledì 15 gennaio alle 21 alla Casa del Teatro, a piazza d’Arti a L’Aquila.
Sete giunge nel capoluogo grazie ad una amicizia e collaborazione che lega l’attore al regista, tra Artisti aquilani onlus e il Teatro atlante di Palermo.
“Il tema della sete viene ripreso da un particolare brano del vangelo di Matteo ‘beati quelli cha hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati’- spiega ad AbruzzoWeb il regista e autore dello spettacolo, il palermitano Emilio Ajovalasit – perché Vitale fu il primo a pentirsi per una questione di morale, quando ancora non c’era la legge per i pentiti. Attraverso Vitale ho cercato di analizzare dei temi quotidiani e generali sempre presenti nella cronaca, come la colpa e la giustizia. Ho voluto fare un tributo a questo importante personaggio ignorato a suo tempo dalle istituzioni”.
“Il monologo è quando un attore è solo e chiacchiera, mentre il solo è una commistione tra monologo, danza e immagini offerte dalla scenografia, come riferimenti religiosi e l’acqua che sarà anche presente fisicamente sul palco. Io mi occupo di integrare la semplice recitazione con altre attività”, spiega l’attore.
“Ho scelto di usare l’acqua come elemento mutevole, che assume diversi significati a seconda della situazione della scena in un preciso momento per rappresentare la mutevolezza”, sottolinea Ajovalasit.
“Questo spettacolo si colloca in un momento di risveglio per Palermo e la sua gente, un risveglio delle coscienze, contemporaneamente al mio impegno con Giulio Votta alla rieducazione – aggiunge- Infatti, insieme abbiamo fatto molte iniziative come quelle mirate a valorizzare le zone più disagiate di Palermo. Abbiamo organizzato dei laboratori per portare a queste persone, quasi sempre giovani con forti disagi socio economici ma anche culturali, la cultura e alla fine abbiamo fatto con loro delle parate in strada, come dei saggi, per rivitalizzare questi quartieri, e per dare a questi ragazzi una speranza”.



