PESCARA – Un pizzico di Rinascimento stamattina sul Ponte del Mare a Pescara.
Strani personaggi si aggiravano tra la piazzetta della Madonnina e il ponte e non ci sarebbe stato da stupirsi se di punto in bianco fosse apparso William Shakespeare in persona.
Proprio Shakespeare è il protagonista del piccolo teatro che si è inscenato nel pieno centro cittadino. I prossimi 25, 26 e 28 agosto, infatti, alle ore 21.15 andrà in scena nel parco di Villa Sabucchi “La parola del mercante”, riadattamento dell’opera di Shakespeare “Il Mercante di Venezia” e de “Gli italiani di Shakespeare” di Nicola Fano.
Lo spettacolo, diretto da William Zola, fa parte del progetto “La Torre del Bardo”, giunto alla sesta edizione e realizzato in collaborazione con il Teatro Stabile d’Abruzzo e la Provincia di Pescara.
L’opera nasce dalla volontà del regista di portare in scena di volta in volta le storie e i personaggi italiani a cui il grande scrittore inglese ha dedicato la sua penna in almeno quindici opere ufficiali. Lo spettatore avrà, così, l’occasione di osservare il modo in cui Shakespeare ha rappresentato il nostro popolo, esaltandoci e denigrandoci, dimostrando di aver capito perfettamente come eravamo e come siamo ancora.
Un’opera che parla di un’epoca passata ma che descrive perfettamente la realtà contemporanea, a partire dal titolo. “Non siamo forse oggi in balia dei mercati e delle borse? – afferma il regista Zola – Quest’ opera è la dimostrazione che William Shakespeare ha anticipato lo scenario attuale raccontando una storia che si svolge nel periodo in cui Venezia dominava tutto il Mediterraneo influenzando la vita economica e sociale delle popolazioni, allo stesso modo in cui oggi i mercati e la finanza influenzano la nostra”.
Il lavoro di Zola è un emozionante viaggio che si snoda su un percorso basato sul gioco delle contrapposizioni.
Continuamente lo spettatore si troverà di fronte al fronteggiarsi di diverse realtà: i cristiani contro gli ebrei, i buoni contro i cattivi, i colpevoli contro gli innocenti. Si tratta, però, solo di un’illusione.
Alla fine del viaggio, infatti, ci si renderà conto che nonostante le differenze tutti i protagonisti condividono lo stesso destino di dolore e solitudine che si compie concretamente nella realtà di Venezia città-stato.
“Il finale dell’opera con l’arringa finale di Porzia – continua Zola – vuole essere un invito alla riflessione sulla condizione umana, sulla sua precarietà e sul trionfo della giustizia”.
Una riflessione che Shakespeare affida ad una donna, mostrando una grande apertura nei confronti delle figure femminili, “le uniche che il Bardo, nelle sue opere ambientate in Italia, salva dalle denigrazioni dando loro ruoli di rilievo e descrivendole come figure forti ed assolutamente emancipate per la realtà del tempo”, afferma il regista.
“Con questa rappresentazione – afferma il vice presidente della Provincia, Fabrizio Rapposelli – abbiamo dimostrato che è possibile realizzare anche in estate un teatro di grande qualità. Naturalmente tutto questo è stato possibile grazie al sodalizio con il Teatro Stabile d’Abruzzo, iniziato lo scorso anno e che si è rinnovato anche per questa stagione nel nome della promozione di spettacoli di elevato spessore culturale ed artistico realizzati da artisti locali”.
Il cast è formato da attori emergenti e già noti nel panorama locale: Silvano Torrieri, Lea Del Greco, Giuseppe Pomponio, Tiziana Di Tonno, Umberto Marchesani, Matteo Febo, Fabio Fusco, Francesco Brescia, Patrizio Nicolini, Geoff Warren. “Tutti di grande bravura e professionalità” assicura il regista.
Suggestiva anche la location scelta per le rappresentazioni che si terranno nel parco di Villa Sabucchi, proprio sotto la Torre, elemento scenografico “naturale” che contribuirà a intensificare l’impatto emotivo e il coinvolgimento degli spettatori. Tutti gli spettacoli sono a ingresso libero.






