Pescara 28 maggio – Lo spettacolo “Nessuno lo sapeva che eravamo santi”, liberamente tratto dall’omonimo libro di Eraldo Miscia, con la drammaturgia e la regia di Eva Martelli, dopo la rappresentazione nell’ambito della Stagione Teatrale 2012/2013 del Teatro ‘Fenaroli’ di Lanciano (Chieti) e la Targa ad Onore 2012 conferita dall’Associazione Minatori e Vittime di Marcinelle Lettomanoppello (Pescara), approda a Marcinelle, in Belgio, presso il sito Unesco del Bois du Cazier.
La rappresentazione si terrà sabato 1 giugno alle 19 presso il Teatro del Museo del Vetro, in occasione della Festa della Repubblica Italiana alla presenza del Premier Belga Elio Di Rupo.
L’evento è patrocinato dalla presidenza del Consiglio provinciale di Pescara, dal Comune di Lanciano, dall’Associazione Familiari delle Vittime di Marcinelle di Lettomanoppelo, dal Centro Bois Du Cazier di Marcinelle e dalla Camera di Commercio di Chieti.
L’8 agosto 1956 la vita di intere famiglie italiane e non solo cambiò per sempre.
A Marcinelle 136 minatori italiani persero la vita nell’incidente del Bois du Cazier.
L’Abruzzo fu una delle regioni più colpite da questa tragedia. Donne e bambini videro mutare il loro destino repentinamente.
“C’erano tante donne a Marcinelle – si legge in un comunicato – e tante erano rimaste a casa, in Italia, ad occuparsi della famiglia. Sono proprio le donne le protagoniste dello spettacolo che racconta la vita che si conduceva in Italia nei paesi dell’Abruzzo nel dopoguerra e le storie di uomini costretti all’emigrazione”.
Lo spettacolo, liberamente tratto dall’omonimo libro in versi (pubblicato nel 1958) di Eraldo Miscia, poeta e scrittore nato a Lanciano nel 1920, “ci conduce nell’Italia degli anni dell’emigrazione e offre i ritratti di alcuni sfortunati uomini che persero la vita a Marcinelle”.
Antonio, Stefano, Filippone, Taddeo, Camillo, Prospero rappresentano simbolicamente tutti i minatori morti al Bois du Cazier e le loro storie raccontano di uomini e donne che hanno sacrificato la loro vita per dare un futuro migliore alle nuove generazioni.
Il lavoro drammaturgico e registico di Eva Martelli è incentrato sull’evocazione di squarci di quotidianità al femminile.
Il lavoro domestico, caratterizzato da una gestualità al tempo stesso quotidiana e rituale, fa emergere le storie dei loro uomini, i loro volti, i moti interiori. Mogli, madri, figlie, sorelle si fanno testimoni della tragedia e diventano portatrici di memoria, per non dimenticare che il diritto al lavoro significa soprattutto diritto alla vita, ieri come oggi.
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La rappresentazione teatrale sarà la struttura narrativa del documentario “Uomini a perdere” del regista Antonello Tiracchia, dedicato alla tragedia di Marcinelle.



