L’AQUILA – “Abbiamo avuto segnali positivi dalla Giunta regionale: entro il mese di ottobre ci verranno trasferiti 183 mila euro che sono il saldo dell’anno 2011”.
Marco Fanfani, presidente dell’Associazione teatrale abruzzese e molisana (Atam), ente culturale che rischia la liquidazione dopo i tagli operati al settore, annuncia così un’apertura da parte della Regione che, aggiunge, “deve pagarci da 3 anni: questi 183 mila euro sono il saldo dell’anno 2011. Inoltre, abbiamo dovuto fare delle diffide ai Comuni che ci devono soldi da molto tempo”.
La riduzione dei contributi da parte dell’ente e del ministero, che ha tagliato dell’80% il contributo dal Fus, Fondo unico per lo spettacolo, potrebbe mettere in ginocchio l’associazione che, secondo Fanfani, “deve procurarsi da sé la salvezza”.
Fanfani si dice sereno e fiducioso circa le sorti dell’Atam, puntualizzando che “una volta sbloccati i fondi dalla Regione, si innescherà un meccanismo a catena, un circolo virtuoso per il quale si sbloccheranno anche quelli del ministero. Questo, intanto, è un primo passo importante”.
Un commento positivo sulla legge regionale arriva anche da Ezio Rainaldi presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo, favorevole a una convergenza delle attività culturali abruzzesi.
“Fanfani ha voluto spiegare l’attività dell’Atam in un momento di difficoltà, ha voluto dare un perché alla situazione attuale che, purtroppo, è quella che è. Comunque nella nostra stagione l’Atam sarà presente con due spettacoli. Si sta facendo un’attività insieme, nonostante tutto”.Ezio Rainaldi
Secondo Rainaldi, “se vogliamo segnare il futuro del teatro in Abruzzo, dobbiamo passare per forza attraverso Tsa e L’Uovo come enti di produzione nell’ambito di un processo di ottimizzazione e riorganizzazione delle attività regionali e delle risorse, con l’intento di mettere in rete il sistema teatro”.



