L’AQUILA – È scattata la protesta dei medici specializzandi, dottorandi e ricercatori dell’Università dell’Aquila e di Chieti, che oggi hanno manifestato davanti al pronto soccorso del San Salvatore e davanti al blocco Ateneo-ospedale teatino.
Secondo un emendamento inserito nel ddl in discussione in Parlamento, le somme corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale, eccedenti la somma di 11.500 euro, sarebbero sottoposte a tassazione Irpef.
Circa un centinaio i giovani, soprattutto camici bianchi, si sono ritrivati a protestare questa mattina, con tanto di striscioni anti-decreto: “Cresci-Italia? Ammazza-giovani”, si legge su uno. “Se lo sapevo, facevo la escort”, recita un altro sarcasticamente.
Nell’intervista video: Michelangelo Boschetti, rappresentante dei medici specializzandi dell’Università dell’Aquila.
QUI L’AQUILA
Presente questa mattina alla manifestazione anche la preside della facoltà di Medicina, Maria Grazia Cifone: “Siamo contrari a questo emendamento perché penalizza fortemente dei giovani studenti che molto spesso sono fuori sede e già devono affrontare numerose spese, come il trasforto, vitto e alloggio. Per ogni studenti si è calcolato che ci sarà una riduzione di 200-300 euro”.
Domani la protesta di sposterà a Roma, per la manifestazione a livello nazionale, quando dall’Aquila partiranno circa cento studenti.
“Abbiamo molte spese da sostenere – spiega Michelangelo Boschetti, rappresentante dei medici specializzandi dell’ateneo aquilano – e poi il nostro status non è ben definito. Siamo studenti, perché paghiamo le tasse universitarie, circa 1.200 euro l’anno. Se dobbiamo iniziare a pagare le tasse sul reddito, a questo punto vogliamo venire inquadrati come lavoratori. Speriamo che mercoledì si decida di abrogare questa norma, sarebbe davvero una grande ingiustizia”.
Alla Camera, dove ora è in discussione il decreto, sono molti gli emendamenti che chiedono la cancellazione della norma.
Uno di questi è firmato dai deputati Pd Manuela Ghizzoni, Marco Meloni, Andrea Sarubbi e Salvatore Vassallo.
“È certamente auspicabile che si proceda rapidamente a una revisione dei contratti dei ricercatori nella fase post-dottorato e pre-ruolo, ma la soluzione adottata dal Senato è sbagliata e va cassata”, scrivono in una nota Ghizzoni e Meloni. (e.m.)
QUI CHIETI
Hanno cercato di creare meno problemi possibile al policlinico di Chieti ma non hanno rinunciato al diritto di manifestare contro una norma del governo che ritengono iniqua perché equipara studenti a lavoratori e li vuole tassa proprio come se lo fossero.
Anche a Chieti come nel resto del Paese, specializzandi, borsisti e dottorandi hanno fatto sentire la loro voce per ribadire che tassare i loro compensi (dai 1.000 ai 1.800 lordi euro al mese cui bisogna togliere il contributo Enpam e le tasse universitarie) è ingiusto perché loro si sentono studenti studenti universitari ed infatti pagano anche le tasse universitarie, che alla “d’Annunzio” sono fortunatamente molto basse (circa mille euro a fronte di altre università italiane dove si arriva anche al doppio).
A Chieti gli specializzandi della facoltà di Medicina dell’università “d’Annunzio” sono circa 600, i dottorandi (di tutte le facoltà universitarie, anche se è sempre Medicina a fare la parte da leone) sono circa 250, non quantificabili coloro che hanno ottenuto borse di studio universitarie, anche in questo caso di tutte le facoltà con una prevalenza per Medicina.
I giovani in camice bianco sono fondamentali non solo per portare avanti la ricerca ma anche per assicurare le prestazioni sanitarie.
“Non possiamo essere equiparati a lavoratori – spiega Lorenzo Capasso, uno dei dottorandi membro del Segretariato italiano giovani medici – non ne abbiamo le tutele. Non ci spettano né la tredicesima né una copertura previdenziale piena e non abbiamo il riconoscimento di alcuni indennizzi, come ad esempio quello per la turnazione”.
“In questo modo – continua Capasso – si disincentiva la formazione post universitaria di terzo livello e si incentiva la cosiddetta fuga dei cervelli all’estero, visto che in Italia un dottorando prende meno della metà dei colleghi francesi e inglesi. Continuiamo, così, ad alimentare un flusso in uscita dall’Italia di persone già formate e professionalizzate a spese dello stato”.
Mentre un centinaio tra dottorandi, borsisti e specializzandi si preparano a partire domattina per Roma, per partecipare alla manifestazione nazionale contro la tassazione del loro reddito, Leonardo Citraro, responsabile della sede teatina del Segretariato italiano dei giovani medici, porta la notizia dell’emendamento che abroga quello sulla tassazione.
La protesta dei giovani in camice bianco sembra andata a buon fine. Ma il Segretariato italiano dei giovani medici vuole essere sicuro e non cancella la manifestazione romana. (ar.ia.)



