L’AQUILA – “Al governo Letta, al governo Renzi, al governo Gentiloni, mettendoci a disposizione in un tavolo che ha funzionato e ha spiegato quali argomenti usare, abbiamo chiesto fondamentalmente di trattare con l’Europa da forza politica, cioè quello che era stato fatto con le quote latte, quello che questo governo sta facendo con l’Ilva. Invece la nostra vicenda è stata lasciata trattare da funzionari, magari gli stessi che avevano dimenticato di fare la notifica, e abbiamo visto com’è andata a finire: c’è stata la procedura di infrazione, il governo ha resistito un anno poi ha mollato, ha fatto il provvedimento di nomina di un Commissario che dovrà recuperare in 60 giorni, all’inizio, con gli interessi, in una sola rata, tutte le tasse non versate”.
Lo ha detto il vicepresidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli parlando alla manifestazione all’Aquila. “Molte delle aziende coinvolte – ha aggiunto – non sono in grado di pagare e chiuderanno, altre più solide avranno un buco e non potendole noi ripianare dovranno portare i libri in tribunale, con centinaia di posti di lavoro si perderanno”.
“Siamo persone serie. Questa è una manifestazione per la legalità, non chiediamo condoni. Questo è il posto d’Italia dove si pagano le tasse più alte, le tasse più la rata di restituzione. Lo Stato rispetti le sue leggi. C’è una legge che dice come restituire le tasse, se i governi che si sono succeduti hanno dimenticato di fare la notifica la colpa non è nostra”, ha concluso Lolli.



