L’AQUILA – Un fulmine a ciel sereno. Il rinvio del pagamento delle tasse sospese dopo il terremoto del 6 aprile 2009 non sarebbe stato inserito nel testo del decreto “mille proroghe”: se i ‘rumors’ giunti alle orecchie dal parlamentare Pd Giovanni Lolli fossero confermati dal primo gennaio le popolazioni colpite dal sisma dal primo gennaio dovrebbero restituire, senza alcuna decurtazione come accaduto in passato per altre popolazioni colpite da calamità naturali, tasse tributi e contributi non versati nel post terremoto.
Eppure nei mesi e nelle scorse settimane da più parti erano giunte rassicurazioni, in primis proprio dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che a più riprese aveva annunciato come i terremotati abruzzesi sarebbero stati trattati come quelli di Umbria-Marche e Molise e gli alluvionati del Piemonte. Alluvionati come quelli del Veneto, ai quali, invece, il Governo, ha concesso la proroga dei benefici fiscali.
Immediate le reazioni del mondo politico e non solo alla notizia giunta al termine del Consiglio dei Ministri.
Lolli, che per primo ha diffuso la notizia, ha parlato di “atto gravissimo”, mentre per il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, si tratta di una “decisione inaccettabile”. Bruno Vespa, che nelle scorse settimane aveva dichiarato di essere pronto “alla rivoluzione” in caso di mancata proroga del pagamento delle tasse, è stato contattato dallo stesso Lolli: “Vespa – ha dichiarato l’onorevole – si è detto pronto a guidare la protesta delle masse”.
Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, sta pressando il governo per cercare di evitare la tegola del mancato inserimento nel decreto “milleproroghe” della proroga alla restituzione delle tasse sospese nel “cratere” durante l’emergenza terremoto.
Chiodi ha già sentito sia il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che il sottosegretario di Stato Gianni Letta, e domani sarà a Roma.
Da fonti vicine al presidente si apprende che dai primi colloqui, trovano conferma i problemi per la misura economica, anche se si attende il testo ufficiale del decreto.
Stefania Pezzopane, assessore al Comune dell’Aquila e responsabile nazionale del Pd per la ricostruzione, senza mezzi termini ha dichiarato che la mancata proroga dei benefici fiscali “è una batosta per gli aquilani”; ancora più duro il vice presidente vicario del Consiglio regionale Giorgio De Matteis: “Se dovesse accadere qualcosa di diverso da quanto affermato in più occasioni dal Presidente del Consiglio dei Ministri evidentemente qualcuno dovrebbe prenderne atto e considerare la propria parola meno di niente”.
Immediate anche le reazioni dalla società civile: il segretario provinciale della Cgil, Umberto Trasatti, ha parlato di “decisione vergognosa”, mentre domani alle 16 i comitati cittadini e Amministrazione comunale si riuniranno alle 16 nel tendone di Piazza Duomo.
LOLLI: “DA INDISCREZIONI NESSUN RINVIO IN MILLEPROROGHE”
L’AQUIILA – “Oggi il consiglio dei Ministri ha approvato il decreto “milleproroghe”. Il testo non è ancora disponibile, ma dalle indiscrezioni che filtrano risulta che il rinvio della restituzione delle tasse sospese per i terremotati aquilani non sarebbe stato inserito”.
Lo afferma il deputato del Partito democratico, Gianni Lolli, aggiungendo che, secondo le stesse indiscrezioni, “sarebbe prevista la proroga della sospensione del pagamento delle tasse per gli alluvionati del Veneto”.
“Io non posso credere che tutto ciò sia vero – scrive Lolli – ma se venisse confermato sarebbe un atto gravissimo per almeno tre motivi. Primo: perché infligge una mazzata terribile alla già disastrata economia delle zone colpite dal terremoto. Secondo: perché testimonia un’ingiustizia indescrivibile tra come viene trattata L’Aquila, come sono state trattate in passato Umbria, Marche e Molise e come viene trattato oggi il Veneto. Terzo, perché il Governo avrebbe operato in spregio della volontà del Parlamento che all’unanimità aveva approvato un ordine del giorno che, dopo la mia firma, conteneva la firma dei parlamentari abruzzesi appartenenti a tutte le forze politiche e che impegnava il Governo al rinvio della restituzione delle tasse sospese ai terremotati aquilani”.
“Qualche giorno fa – ricorda Lolli – il presidente Berlusconi ha formalmente affermato che non solo questo problema sarebbe stato risolto, ma che il trattamento di noi aquilani sarebbe stato equiparato a quello dei cittadini di Marche e Umbria”.
“Se le indiscrezioni venissero confermate – conclude – significherebbe che il presidente Berlusconi avrebbe detto una colossale e vergognosa bugia. È chiaro inoltre che se le indiscrezioni venissero confermate il popolo del terremoto unitariamente saprà dare la risposta che un atto di questo genere merita”.
Amaro il commento del comitato di piazza Duomo riguardo la notizia: “Una nuova beffa per la città, un altro colpo, non solo alla nostra economia, ma anche alla nostra dignità di cittadini”.
SINDACO CIALENTE: “DECISIONE INACCETABILE”
L’AQUILA – “Dalle prime notizie che emergono dai lavori dell’odierna seduta del Consiglio dei ministri, sembrerebbe che nonostante le ripetute rassicurazioni e dichiarazioni del presidente Berlusconi, i residenti dei Comuni del cratere sismico non avranno la proroga nella restituzione delle tasse. Se queste indiscrezioni trovassero conferma nei provvedimenti che saranno adottati ci troveremmo di fronte ad una decisione incredibile, assurda, ingiusta, inaccettabile”. A dichiararlo è il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.
“È impensabile che un territorio che vive ancora una fase di emergenza abitativa, sociale ed economica possa divenire il territorio che pagherà ogni mese più tasse di qualsiasi altra città italiana. Come più volte detto, gli Aquilani, che già stanno normalmente contribuendo agli adempimenti fiscali dal primo luglio scorso, in questo momento non potrebbero assolutamente sobbarcarsi ulteriori oneri economici. Se ciò fosse, sarebbe la condanna di centinaia di piccole economie artigianali e commerciali, che andrebbero incontro al fallimento certo, oltre che un attentato ai magri bilanci familiari, impoveriti dalla perdita di posti di lavoro”.
“Ho parlato con il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e con altri Sindaci del cratere e si sono anch’essi manifestati increduli e preoccupati da un siffatto vociare e dal susseguirsi di queste infauste notizie. Pertanto anche a loro nome chiedo che, entro le prossime ore, il governo dia la rassicurazione che quanto dichiarato più volte sia confermato ufficialmente, anche perché queste indiscrezioni, che mi auguro prive di fondamento, stanno generando un crescente clima di tensione tra i cittadini”.
“Voglio invece credere alle ripetute garanzie delle ultime i qualche tempo addietro, del Presidente Berlusconi che sulle tasse saremmo stati trattati come i terremotati di Marche ed Umbria”.
“Se contrariamente ciò non dovesse verificarsi, con il Presidente Chiodi e i Sindaci del cratere abbiamo deciso di convocare per domani pomeriggio un’assemblea dei cittadini e delle forze economiche e sociali, per decidere le migliori azioni a difesa della sopravvivenza dell’Aquila e del suo martoriato territorio”.
PEZZOPANE: “BATOSTA PER GLI AQUILANI, PRONTI ALLA MOBILITAZIONE”
L’AQUILA – “Dal Consiglio dei Ministri non giungono notizie rassicuranti per gli aquilani e per i cittadini del cratere. Al momento sono solo indiscrezioni, che ci piacerebbe venissero smentite dalla pubblicazione del testo integrale del decreto Mille-proroghe. Ma se così non fosse, si annuncia una dura batosta per tutti gli aquilani e i cittadini del cratere, che saranno costretti a restituire dal primo gennaio il 100% delle tasse”.
Lo afferma Stefania Pezzopane, rsponsabile nazionale Pd per la ricostruzione.
“Un bel regalo di Natale! Ricordiamo tutti – dice – le promesse fatte dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, da Gianni Letta e dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, che nelle settimane precedenti avevano sbandierato a gran voce che gli aquilani sarebbero stati trattati come i cittadini di Umbria e Marche. Niente di tutto ciò”.
“Sotto l’albero – dice Pezzopane – rischiamo di trovare l’ennesimo tradimento da parte di questo governo, che prosegue con la politica degli annunci. Stiamo vivendo un momento drammatico e doloroso. All’aumento di disoccupazione, cassa integrazione e al generale impoverimento, il governo risponde con una massiccia stangata”.
Secondo Pezzopane “sarà necessaria una mobilitazione generale, che parte già in queste ore. Tutte le forze politiche sono chiamate responsabilmente a impegnarsi perchè gli aquilani e i cittadini del cratere non vengano ulteriormente ingannati”.
LOLLI: “VESPA GUIDERA’ LA PROTESTA”
L’AQUILA – Se il Milleproroghe dovesse prevedere la restituzione delle tasse da parte dei terremotati aquilani, a guidare la protesta delle “masse” ci sarà Bruno Vespa, anch’egli aquilano “doc”.
Lo ha annunciato Giovanni Lolli, deputato del Pd, che ha parlato con il giornalista dopo le indiscrezioni sul testo del decreto.
Vespa, durante la presentazione del suo libro, lo scorso 15 dicembre, aveva strappato al premier Berlusconi la promessa che ci sarebbe stata una proroga della sospensione del pagamento delle tasse da parte dei terremotati.
Dopo che in mattinata si è diffusa a Montecitorio l’indiscrezione che nel Milleproroghe non ci fosse la proroga, Lolli ha raccontato ai cronisti:
“Ho chiamato Bruno Vespa e gli ho detto: ‘Hai visto che ha fatto il tuo amico?’.
Lui non ci voleva credere e mi ha detto che se non ci sarà l’articolo nel Milleproroghe lui guiderà di persona la rivolta delle masse”.
“Secondo me – ha concluso Lolli – le masse si rivolteranno da sole, senza aspettare Vespa”.
TRASATTI (CGIL): “UNA VERGOGNA”
L’AQUILA – “Se il mille proroghe non dovesse prevedere, come sembra, una rinvio delle tasse sospese dopo il terremoto saremmo di fronte ad una vera e propria vergogna, di fronte alla quale la città dell’Aquila e tutta la classe dirigente abruzzese dovrà reagire”.
A dichiararlo è il segretario provinciale dell’Aquila, Umberto Trasatti che aggiunge:
“Se le indiscrezioni fosse confermata verrebbe confermata l’inadeguatezza di questo Governo che, a più riprese, aveva annunciato l’applicazione dello stesso trattamento fiscale riservato ad altre popolazioni colpite da calamità naturali. Va benissimo la proroga dei benefici fiscali per gli alluvionati del Veneto, ma non si può innescare una guerra tra poveri. Sono curioso di sapere con quale faccia il premier, Silvio Berlusconi, ed il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, si faranno rivedere all’Aquila dopo le rassicurazioni date negli ultimi giorni”.
“La classe dirigente abruzzese viene bocciata dopo questo schiaffo dato alla città capoluogo e a tutti i comuni terremotati. Non si può più accettare di essere presi in giro e mi auguro che tutta la politica abruzzesi abbia uno scatto e si mobiliti come si mobiliteranno tutte le forze sociali e produttive del territorio”.
DE MATTEIS: “SITUAZIONE INACCETTABILE, NON CI ARRENDEREMO” E ATTACCA TREMONTI
L’AQUILA – “Se dovesse accadere qualcosa di diverso da quanto affermato in più occasioni dal Presidente del Consiglio dei Ministri evidentemente qualcuno dovrebbe prenderne atto e considerare la propria parola meno di niente, e questo vale anche per tutti gli altri a cominciare proprio dal Ministro Tremonti che, dal terremoto ad oggi, si è distinto per il totale ed assoluto disinteresse per il territorio aquilano. Va da sé che certamente non ci arrenderemo a questa situazione inaccettabile”.
Lo dichiara il vice presidente vicario del Consiglio regionale Giorgio De Matteis in merito alle voci sul mancato inserimento all’interno del decreto milleproroghe di un provvedimento relativo al rinvio delle tasse per le popolazioni colpite dal sisma del 2009.
“Da quanto – aggiunge l’esponente Mpa – si apprende sembrerebbero essere nate difficoltà da parte del Ministro dell’economia Giulio Tremonti nell’inserire nel decreto milleproroghe, approvato oggi, disposizioni in merito alle problematiche inerenti il pagamento e la relativa sospensione delle tasse per i residenti nei comuni del cratere”.
IL COMITATO DI PIAZZA DUOMO: “UNA NUOVA BEFFA PER LA CITTA'”
L’AQUILA – “Una nuova beffa per la città, un altro colpo, non solo alla nostra economia, ma anche alla nostra dignità di cittadini”.
Ad affermarlo in una nota è l’assemblea permanente di piazza Duomo, che si scaglia contro il mancato inserimento nel decreto “Milleproroghe” del rinvio della restituzione delle tasse, “su cui Governo e Regione – si legge – si erano peraltro impegnati. Tra pochi giorni, dunque, saremo tenuti a far fronte a tutta una serie di adempimenti tributari e fiscali, che tra l’altro manderanno in tilt gli studi di tributaristi e commercialisti”.
Il comitato ha annunciato che il Comune ha convocato per domani alle 16 in piazza Duomo un incontro pubblico con cittadini, forze sindacali ed economiche.
“Da molti mesi – concludono – noi siamo in mobilitazione sul tema delle tasse e sui tanti problemi della nostra città. Quella di domani sarà dunque un’occasione per far sentite anche la nostra presenza e la nostra voce”.



