L’AQUILA “Oggi è stato depositato l’emendamento del Relatore alla manovra economica in discussione al Senato in relazione alle tasse dei terremotati aquilani. Si presume che sia quello concordato con il Governo e quindi in grado di essere approvato”. Lo annuncia il parlamentare del Partito democratico, Giovanni Lolli, che però avvisa subito: “Si tratta di una formulazione estremamente deludente”.

“Per quanto riguarda il rinvio dell’avvio del pagamento – spiega il parlamentare – siamo sempre fermi ai lavoratori autonomi con un volume di affari non superiore ai 200 mila euro, ovviamente riferito ai redditi del 2008: praticamente, quasi nessuno. Tutti i terremotati, quindi, cominceranno a pagare le tasse correnti mentre per quanto riguarda la restituzione di quanto sospeso sino a oggi è previsto lo slittamento a gennaio 2011, ma restano le 60 rate e la misura del 100 per cento di quanto dovuto”.

“Un trattamento completamente diverso da quello di Umbria e Marche – accusa Lolli – che conferma quanto siamo considerati un terremoto di serie B”.

“C’è ancora tempo – conclude – per modificare queste norme ed è quindi necessario continuare a mobilitarsi e protestare in modo unitario e al di là di ogni schieramento. Per questo considero molto importante la riuscita della manifestazione del 7 luglio a Roma”.

CONTO ALLA ROVESCIA PER LA MOBILITAZIONE A ROMA

L’AQUILA – Nei volantini c’è ancora scritto Sos – Sospensione tasse, occupazione, sostegno all’economia – come nella mobilitazione generale del 16 giugno all’Aquila, ma il logo è verde e non più rosso e al centro, al posto della caricatura del “testimonial” aquilano, lo scomparso bidello Mario Magnotta, star degli scherzi telefonici, stavolta figura la Lupa capitolina.

È a Roma, infatti, che si terrà la prossima mobilitazione dei cittadini del cratere del terremoto del 6 aprile 2009. Sindaci, rappresentanti di enti locali si ritroveranno il 7 luglio sulle strade della capitale per chiedere il rinnovo della proroga delle agevolazioni fiscali, oltre alla certezza sui fondi per la ricostruzione, proprio nei giorni in cui la manovra é in discussione al Senato.

Un’iniziativa che partirà dalla mattina, con due tappe fondamentali: la mattina alla Camera e il primo pomeriggio nei pressi del Senato, proprio mentre la manovra sarà in discussione. E il conto alla rovescia inizia questo pomeriggio, con la riunione organizzativa dei rappresentanti di tutte le categorie produttive alla sede aquilana di Confindustria.

Domani pomeriggio, alle 18, il tendone di piazza Duomo ospiterà una riunione plenaria alla presenza dei politici locali. La notizia della mobilitazione rimbalza da un social network all’altro con decine di commenti. Proprio il popolo di Internet, in questi giorni, sta rilanciando alcune iniziative collaterali, come la proposta di non accendere la televisione in favore dell’Aquila, il 5 luglio per protestare contro “la falsa e la mancata informazione di quanto realmente accade all’Aquila”.

Le stesse motivazioni che, domani, animeranno il “No Tg1 Day” virtuale, con quasi 10 mila utenti sulla piattaforma di Facebook che si dicono pronti a mettere sul proprio profilo una foto con il logo della testata sbarrata da una X.

PEZZOPANE: ”I SOLITI PANNICELLI CALDI”

L’AQUILA – “Grazie a una mobilitazione eccezionale che continuerà nelle prossime giornate fine alla manifestazione del 7 luglio prossimo a Roma, Governo e maggioranza si stanno accorgendo della grave sottovalutazione della tragedia aquilana”.

È il commento di Stefania Pezzopane, vice presidente della Provincia, e probabile nuovo assessore del Comune dell’Aquila, all’emendamento proposto in Senato dal relatore della Commissione Bilancio sull’articolo 39 della manovra finanziaria-

“È evidente – scrive in una nota – che rispetto a quanto richiesto dal Consiglio comunale dell’Aquila, dal Consiglio provinciale, da decine di Comuni e dalla Regione, la proposta del relatore in commissione Bilancio, ovvero una sospensione solo per una piccola parte degli autonomi e un rinvio solo per sei mesi della restituzione, risulta del tutto insufficiente”.

“Continua – accusa – la politica dei pannicelli caldi mentre all’Aquila servono certezze, risorse e l’applicazione del sistema di sospensione e restituzione tasse applicato in altre circostanze analoghe alla nostra”.

“La forza della mobilitazione che gli aquilani stanno portando avanti – conclude – merita ben altre risposte: modifica sostanziale dell’articolo 39 della manovra finanziaria e una legge speciale per la ricostruzione”.