L’AQUILA – L’emendamento per l’abbattimento al 40 per cento delle tasse “congelate” dopo il terremoto per i residenti dell’Aquila e del “cratere” è stato approvato dalla commissione Bilancio del Senato.

Nell’ambito della discussione della legge di stabilità, il provvedimento proposto dal sottosegretario alla Presidenza del consiglio dei ministri Gianni Letta ha ottenuto anche i voti dei parlamentari abruzzesi dell’opposizione. Mentre è stato bocciato l’emendamento del Partito democratico e dell’Italia dei valori che prevedeva il rinvio del pagamento di ulteriori due anni, spostando l’inizio della restituzione dal 2012 al 2014.

“Abbiamo votato a favore dell’emendamento del governo che riduce al 40 per cento le tasse arretrate dei contribuenti del cratere per senso di responsabilità, e perché da due anni insistiamo con decine di emendamenti per il riconoscimento del diritto degli abruzzesi ad essere trattati come gli altri cittadini colpiti da eventi sismici. Registriamo con amarezza l’ostinazione del governo (scaduto) a pretendere il pagamento, seppur ridotto, da subito”.

Lo hanno affermato congiuntamente i senatori abruzzesi Giovanni Legnini e Luigi Lusi del Pd e Alfonso Mascitelli dell’Idv.

“A gennaio, dunque, gli aquilani e gli altri contribuenti del cratere pagheranno più di tutti gli altri cittadini italiani – sottolineano Legnini, Lusi e Mascitelli – pur in presenza delle note gravi difficoltà economiche ed occupazionali e del persistente stallo della ricostruzione.

“Gli emendamenti del Pd e dell’Idv, che chiedevano di far decorrere il rimborso dal 2014 – proseguono i senatori di Pd e Idv – sono stati respinti con i voti di tutta la maggioranza uscente, compresi i parlamentari abruzzesi del Pdl. Continueremo  ad insistere per questa soluzione con i prossimi provvedimenti e per pervenire ad una soluzione per davvero definitiva ad un problema trattato in modo superficiale e pasticciato dal governo Berlusconi”.