L’AQUILA – “È arrivato ieri il via libera da parte del Governo per la proroga del pagamento delle tasse del sisma 2009”. 

Ad annunciarlo in un comunicato congiunto il senatore Paolo Arrigoni e l’onorevole Luigi D’Eramo, entrambri della Lega. 

Una notizie che arriva dopo la clamorosa protesta di questa mattina da parte del direttore abruzzese di Confcommercio, che si è calato con una corda dal balcone di casa proprio a causa della mancata proroga della restituzione delle tasse ridotte e sospese dopo il sisma 2009, che  l’Unione Europea considera aiuti di Stato. Una partita da 100 milioni che avrebbe effetti devastanti sull’economia cittadina.

Cioni non si è lasciato sfuggire invettive non troppo velate contro i rappresentanti politici locali, tra i quali proprio il leghista D’Eramo: “Amici della politica vergognatevi e trovate una soluzione, altrimenti armiamo una rivoluzione come negli anni ’70”.

Ma i due parlamentari leghisti spiegano come la questione sia  superata in Commissione Bilancio al Senato: “il parere sull’emendamento è ora positivo ed il pagamento verrà prorogato al 31 dicembre 2019. Ora attendiamo l’approvazione da parte dell’aula del Senato”. 

“Ancora una volta – conclude D’Eramo – la Lega conferma i propri impegni, preferendo lavorare per risolvere i problemi, piuttosto che limitarsi ai proclami sulla stampa”.

La questione è sul tappeto da anni e le cartelle esattoriali sono state “neutralizzate” con una serie di proroghe da parte dei governi precedenti e dell’attuale, l’ultima scade a fine giugno.

Inizialmente, erano circa 350 le imprese e le partite coinvolte, ora dopo l’attuazione del ‘de minimis’ di 200mila euro, cioè l’esclusione degli imrenditori che dovevano pagare fino a 200mila euro, la platea si è ridotta a 124 imprese per pagamenti complessivi pari a 78 milioni di euro che con interessi e sanzioni diventano circa 100.

“Se va a finire male – aveva detto questa mattina Cioni-, assisteremo a fallimenti e licenziamenti, non capisco come si trovino miliardi di euro e non si individuino 78 milioni di euro per dare tranquillità a un territorio martoriato che è alla ricerca del rilancio e che potrebbe tornare a crescere con assunzioni e nuovi investimenti senza questa corda appesa al collo. Faccio appello al presidente del Consiglio e ai presidenti delle due Camere per una soluzione definitiva, vasta con le proroghe che ripropongono il problema tra sei mesi, un problema ascribile ad un euroburofollia”.