L’AQUILA, 31 MAGGIO – Si avvicina sempre più il 1° luglio, giorno in cui i cittadini colpiti dal terremoto ricominceranno a pagare le tasse. E con la consapevolezza aumentano anche la paura, l’insofferenza e, inevitabilmente, la protesta di quanti magari hanno perso il lavoro assieme alla casa e potrebbero ricevere una mazzata doppia, dovendo versare i contributi scontati in questi mesi oltre ai nuovi tributi.
Il capoluogo e il resto del “cratere” sono pronti a mobilitarsi per difendere non un privilegio, ma una naturale stampella a cui si è appoggiata la cittadinanza claudicante dopo la botta del 6 aprile 2009. Una “stampella” offerta anche in passato alle popolazioni colpite dai terremoti maggiori in Italia, e questo è quanto semplicemente chiedono i cittadini in rivolta: parità di trattamento.
Le iniziative di protesta si vanno moltiplicando già da ora. Domani, il governatore e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, si recherà a Roma carte alla mano, proponendo un documento in cinque punti per la ripresa economica e spiegando la posizione del Consiglio comunale aquilano.
Nel frattempo, è prevista un’affollata assemblea a piazza Duomo per stilare le iniziative di protesta da intraprendere: assemblea sulla quale è già arrivato l’imprimatur del Partito democratico, ma che vedrà la partecipazione di un fronte sicuramente più vasto, organizzata com’è dai comitati che stanno vivacizzando la scena della ricostruzione tenendo alto l’interesse sul capoluogo martoriato con le loro iniziative.
E una prima data già c’è: quella del 19 giugno, giorno in cui è già stata fissata una trasferta nella Capitale, per andare a manifestare in massa.
CHIODI, A ROMA PER PROPORRE E CAPIRE
L’AQUILA, 31 MAGGIO – Verrà presentato domani al governo il pacchetto di cinque proposte sulla ripresa economica dei territori colpiti dal sisma. Lo ha annunciato il presidente della Regione, Gianni Chiodi, che domani sarà a Roma dove incontrerà esponenti del governo nazionale.
Chiodi si farà portavoce di quanto deciso al termine della seduta del Consiglio comunale dell’Aquila la scorsa settimana e dal comitato per le attività produttive che si è costituito all’indomani della riunione consiliare. Nel corso dell’incontro con il governo, il presidente riproporrà la questione legata alla proroga della sospensione del pagamento dei tributi dopo il 30 giugno nell’area del cratere.
L’incontro servirà inoltre per comprendere meglio la natura della decisione, inserita nella manovra economica licenziata dal governo, di prorogare al 31 dicembre 2010 la sospensione del pagamento dei tributi per i lavoratori autonomi con un fatturato complessivo al di sotto dei 200 mila euro.
IL 19 MAGGIO LA PROTESTA A ROMA
L’AQUILA, 31 MAGGIO – Escludere dipendenti e pensionati del “cratere” dalla proroga della detassazione “è un atto discriminatorio”, e contro quest’atto andranno a protestare a Roma sabato 19 giugno gli aquilani che dal prossimo 1° luglio, stanti così le cose,m dovrebbero restituire le somme non versate dopo il terremoto del 6 aprile 2009.
Se non saranno applicati dei correttivi alla proroga, a partire da luglio i cittadini del cratere dovranno tornare a pagare Irpef, Irap, addizionale Irpef, Tarsu, canone Rai, bollo auto, Ici . Le somme non versate andranno restituite nell’anno in corso, al 100 per cento in 60 rate. Per il pregresso riguardante acqua e luce è prevista la rateizzazione in 24 rate. Anche le nuove bollette torneranno a dover essere pagate.
A rimetterci saranno inevitabilmente le tasche dei cittadini. Stando ai dati del Cresa, un lavoratore che prima del sisma guadagnava 2 mila euro, da luglio vedrà il suo stipendio più che dimezzato, con una cifra che si aggirerà intorno ai 730 euro.
I problemi si aggravano maggiormente per chi ha un mutuo in sospeso che, tra un mese, si vedrà costretto a ricominciare a pagare. Il governo è stato sollecitato più volte a chiedere la sospensione dei mutui su tutti gli immobili danneggiati fino a quando non saranno ristrutturati, e anche dei prestiti che pesano sulle spalle di cittadini che, pur avendo la casa agibile, hanno perso il lavoro a causa del sisma.
Sono chiare da tempo le richieste degli enti locali, sindacati e comitati: restituzione delle somme al 40 per cento, in 12 anni e in 120 rate, come avvenne per Umbria e Marche. Se queste istanze non saranno accolte, la situazione per gli aquilani rischia di collassare.
Al momento alcune modifiche provvisorie della ‘’manovra Tremonti’’ prevedono la restituzione in 60 rate di tutte le somme a partire da gennaio 2011 e la sospensione dei pagamenti, fino a dicembre, solo per lavoratori autonomi con un volume di affari inferiore a 200 mila euro.



