L’AQUILA – Anche la Cgil sarà presente alla mobilitazione di martedì 8 novembre davanti alla Regione contro il mancato rinvio della scadenza per il pagamento delle tasse: “a quella e a tutte le altre che la città deciderà. Lo sarà insieme ai lavoratori, ai pensionati e alle imprese, alle quali chiediamo di facilitare la partecipazione dei dipendenti alla manifestazione”.

A dichiaralo in un comunicato Umberto Trasatti, segretario generale Cgil dell’Aquila.
 
“Ci saremo anche noi – prosegue il segretario generale –  Anche la Cgil sarà accanto a questa città ferita che chiede soltanto quello che le è dovuto, che vuole essere trattata come tutte le altre, che pretende solo il rispetto della sua dignità e dei suoi diritti: senza lacrime di rassegnazione e senza stancarsi di lottare per quello che le spetta”.
 
“La Cgil – continua nella nota – non è tra quelli che hanno creduto ai miracoli e agli annunci del governo e dei suoi fedelissimi locali, a coloro che hanno spacciato a piene mani promesse e rassicurazioni. E tuttavia mai avremmo immaginato che la spudoratezza arrivasse così lontano, che il calcolo politico tradisse persino la fiducia minima di chi ha perso tutto”.
 
“Quale spregiudicatezza guida la destra nel trattare così una città e la sua gente?  – si interroga Trasatti – Quali colpe dobbiamo pagare: quella di non esserci messi in fila davanti ai potenti di turno con il cappello in mano? Di chiedere diritti e non favori? Di pretendere legalità? Di voler ricostruire le case e gli affetti?”.
 
“La riduzione delle tasse e il rinvio del pagamento sono diritti che l’Italia ha già riconosciuto alle popolazioni colpite da una tragedia – dichiara – Non chiediamo trattamenti di favore ma soltanto quello che spetta a questo territorio”.
 
Secondo Trasatti, “nessuno pensava che si potesse arrivare a tanto, che il cinismo e il calcolo politico potessero passare sulle macerie e sulle vite distrutte”.
 
“Gli aquilani lo hanno capito, anche se i responsabili cercheranno una soluzione all’ultimo minuto, anche se si troverà un rimedio a questa follia delle tasse”, conclude.