PESCARA – “Tutti i commercianti sono sconcertati dal provvedimento e ne chiedono la revoca immediata pronti anche a manifestazioni eclatanti di protesta”.
Così la Confcommercio Pescara sull’ordinanza che impone le targhe alterne fino al 12 marzo.
Confcommercio ha condotto un sondaggio fra i commercianti associati.
“La città è un deserto e nel pieno del peiodo dei saldi gli incassi sono azzerati. Occorre un immediato dietrofront del Comune o altrimenti Pescara muore. Stiamo anche valutando di non far venire i dipendenti a lavorare giovedì e rimanere chiusi”, afferma Vittorio Fascina, titolare del negozio Victor Shoes in via Cesare Battisti
“Dai commercianti di abbigliamento e calzature ai titolari di pubblici esercizi si alza un coro di dissenso unanime contro un provvedimento inutile, anacronistico e che creerà danni ingenti alle attività economiche cittadine a vantaggio dei centri commerciali. Questa mattina anche nel nostro bar che ha una clientela affezionata l’incasso è sceso del 60 per cento”, sottolinea Carlo Miccoli del Bar Excelsior in Corso Umberto.
“La sola percezione di un’ordinanza di chiusura alle auto ha dissuaso moltissimi a recarsi a Pescara e questo rischia di creare un danno permanente in un periodo fondamentale per le attività economiche come quello dei saldi. Evidentemente il Comune vuole il fallimento della città di Pescara che come tutti sanno vive di commercio. E’ un regalo enorme ai centri commerciali”, precisa Enzo D’Ottaviantonio del negozio Ed’O in via Trento.
“Un errore madornale fatto tra l’altro dopo il fallimento del medesimo provvedimento in altre città tra cui Roma. Oggi per le stade del commercio non si vede nessuno malgrado siamo nel pieno dei saldi e il tempo sia favorevole. Un vero disastro”, afferma Gauro Zulli del negozio Zulli Sport di via Firenze.
“Non si vede un’anima è sto approfittando delle bella giornata per prendere il sole e prendere un po’ d’aria fuori il negozio. E’ incredibile quello che si riesce a fare per distruggere una città e favorire la grande distibuzione”, specifica Sergio Mazzaferro della Casa del Corredo in Piazza Garibaldi.
“Uno scenario desolante. Ci sono momenti che su Via D’Annunzio non si vede una macchina cosa mai successa prima. Vogliono condannarci alla chiusura a vantaggio della grande distribuzione”, conclude Amedeo Fava di Fava Pelletterie in via D’Annunzio.





