L’AQUILA – “Dopo aver letto dalla stampa dello scempio a lui noto da quasi un mese, alle ore 12 del giorno 11 settembre 2013, la massima autorità si accorge dell’abbattimento della targa e si commuove insieme alla popolazione di ciò che è accaduto quel giorno”.

Romeo Bologna, cugino di Lorena Lisi, l’aquilana rimasta vittima nell’attentato dell’11 settembre alle Torri Gemelle, attacca duramente il sindaco si Sant’Eusanio Forconese (L’Aquila), Giovanni Berardinangelo, dopo il riposizionamento della targa in memoria della donna, divelta da mesi, ma ripristinata “solo” nel giorno della ricorrenza dell’anniversario della strage. 
 
“In merito all’ignobile ed ennesima provocazione dell’abbattimento della targa – scrive Bologna in una nota – mi sarei aspettato dalla ‘massima autorità’ una ferma condanna del vile gesto. Invece intervistato da AbruzzoWeb ha espresso quasi un’auto celebrazione del suo comportamento, quasi fosse stato tempestivo nel ripristino della targa”.
 
“È quasi un mese – spiega ancora – che è stata divelta (intenzionalmente) la targa e in un paesino così piccolo la notizia ha fatto il giro in pochissimo tempo e tutti, dal dipendente comunale al sindaco, sapevano. La ‘massima autorità’ è solito parcheggiare proprio lì, dove giaceva la targa divelta, e probabilmente l’ha dovuta anche spostare per parcheggiare! Come mai dopo circa un mese e proprio l’11 di settembre, dopo la pubblicazione sulla stampa, che ringrazio sentitamente, il nostro ‘attore’ mostra in modo maldestro una attenzione e commozione che per tanti anni non ha mai avuto?”.
 
“Complimenti signor sindaco per la tempestività! – conclude sarcastico – Ma nei precedenti anni della tua gestione amministrativa dov’eri?”.