L’AQUILA – La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della procura dell’Aquila contro l’ordinanza del tribunale del Riesame che aveva revocato i domiciliari all’ex assessore comunale Pierluigi Tancredi.
Finito agli arresti per corruzione nell’inchiesta “Redde rationem”, Tancredi è accusato di aver intascato tangenti per favorire alcuni imprenditori nell’assegnazione dei puntellamenti durante l’emergenza terremoto.
A carico dell’ex assessore c’è ancora la misura cautelare dell’obbligo di firma.
L’inchiesta è figlia di quella “Do ut des” del gennaio 2014 che aveva decapito l’amministrazione comunale dell’Aquila, con le dimissioni, poi ritirate, del sindaco, Massimo Cialente, non indagato ma bersagliato da alcuni articoli della stampa nazionale, e quelle confermate del suo vice, Roberto Riga, lui invece indagato.
Tancredi è difeso dagli avvocati Antonio Milo e Maurizio Dionisio, ed è tornato in libertà il 12 agosto scorso, i capi d’imputazione sono corruzione ed estorsione.





