PESCARA – Ha preso il via davanti al tribunale collegiale di Pescara il processo relativo a presunte tangenti negli appalti pubblici al Comune del capoluogo adriatico, che conta tra i 24 imputati l’ex sindaco Luciano D’Alfonso, il suo ex braccio destro Guido Dezio e gli imprenditori Carlo e Alfonso Toto.

La difesa prima dell’apertura del dibattimento ha sollevato delle eccezioni preliminari. L’avvocato di Dezio ha sostenuto che non era stata notificata la convalida del sequestro di documenti. Il pm Gennaro Varone però ha prodotto copia della notifica che è stata fatta proprio a Dezio.

Il Tribunale collegiale, presieduto dal giudice Antonella Di Carlo, ha quindi rigettato l’eccezione ritenendola infondata.

Il Tribunale ha anche rigettato l’eccezione dei difensori di Dezio e D’Alfonso relativa alla nullità di alcuni capi di imputazione ritenendola, anche in questo caso, infondata.

Dopo questa fase si è passati alla richiesta di ammissione delle prove.

Il pm oltre a chiedere di sentire i testimoni ha chiesto anche l’esame di alcuni imputati tra cui D’Alfonso.

Gli imputati devono rispondere, a vario titolo, di concussione, corruzione, tentata concussione, peculato, falso ideologico, truffa, finanziamento illecito ai partiti, appropriazione indebita, abuso d’ufficio, favoreggiamento e turbata libertà degli incanti.  

Alla fine del dibattimento si è deciso di riprendere i lavori lunedì prossimo, alle 12, con alcuni testimoni citati dal Pm. Il Tribunale ha stabilito di fare udienza tutti i lunedì fino all’11 luglio.

Alcuni difensori hanno fatto notare al presidente del collegio la difficoltà di poter presenziare alle udienze tutti i lunedì in quanto ci sono anche altri procedimenti di rilievo in corso.

Da parte sua il presidente ha evidenziato che il collegio ha ammesso tutte le prove richieste dalle parti e ha dunque garantito pienamente il diritto di difesa.

Il presidente ha detto che il processo dovrà svolgersi celermente al fine di evitare che anche uno solo dei reati possa prescriversi.