L’AQUILA – L’Ordine dei giornalisti dell’Abruzzo “bacchetta” il presidente della Regione, Gianni Chiodi, che, commentando gli articoli odierni sull’inchiesta per corruzione ha parlato, in Consiglio Regionale, di “malcostume che sta imbarbarendo la nobile arte del giornalismo”, mentre l’ordine afferma che “il vero malcostume è nella politica”.
“Piuttosto che preoccuparsi di questo presunto malcostume – afferma in una nota l’Ordine – il presidente della Regione farebbe bene a preoccuparsi di un diffuso malcostume che sta imbarbarendo, davvero, la nobile arte della politica. Come purtroppo hanno provato le tante inchieste condotte negli ultimi anni dalla magistratura abruzzese sulla sanità o la ricostruzione post-terremoto”.
“Il sospetto – prosegue l’Odg – è che la politica tenda a stilare una sorta di lista di proscrizione dei giornalisti sgraditi, ‘rei’ di pubblicare le notizie che non piacciono; anche quando si tratta di stralci virgolettati di citazioni di fonti ufficiali, come nel caso di una ordinanza del giudice per le indagini preliminari che si occupa di una inchiesta per gli appalti legati alla ricostruzione post-sisma”.
“Il tentativo di condizionare il lavoro dei giornalisti – conclude la nota dell’Ordine – sembra essere diventato nel nostro Paese lo sport nazionale, e per farlo non si fa economia di strumenti, come le leggi-bavaglio o gli insulti personalizzati. Vogliamo rassicurare il presidente Chiodi che i giornalisti abruzzesi continueranno a svolgere il proprio dovere professionale senza vincoli e condizionamenti”.




