L’AQUILA – Si gioca su due tavoli la partita del nuovo scandalo tangenti che ha travolto la politica abruzzese. Al tribunale dell’Aquila c’è febbrile attesa per le decisioni del Giudice per le indagini preliminari, Marco Billi (nella foto), che oggi, venerdì, dirà se revocare o meno le misure cautelari emesse nei confronti dei cinque indagati.

Intanto, si è scatenata la caccia alla successione del posto liberato in Giunta dalla dimissionaria Daniela Stati, che ha lasciato le deleghe pesanti all’Ambiente, ai Rifiuti e alla Protezione civile: ieri un incontro tra il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e i due coordinatori abruzzesi del Pdl, Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano. L’esito è stato chiaro: per la successione non c’è fretta, se ne parla dopo l’estate.

Quanto alla Stati, oggi parlerà in una conferenza stampa, già più volte convocata e rinviata, per dirimere alcuni aspetti di questa vicenda giudiziaria.

Come ulteriore aspetto della vicenda va sottolineata la battaglia politica che si sta scatenando per impallinare Chiodi, fin qui rimasto in silenzio sullo scandalo dopo l’intervento in Consiglio regionale. Il clima è ormai avvelenato. Ieri è stato il Partito democratico a usare i grossi calibri, coniando l’espressione “sistema-Chiodi”, pur usando un prudente condizionale nella nota: “starebbe emergendo”.

Anche il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, ospite a Pacentro, ha detto la sua sul nuovo scandalo abruzzese. A suo dire in Abruzzo si è instaurata una “criminalità istituzionale, che va estirpata”.

LA DECISIONE DI BILLI SLITTA A OGGI

Slitta a oggi, venerdì, la decisione, attesa per ieri, del Gip del tribunale dell’Aquila, Marco Billi, in merito alle istanze per la revoca delle misure cautelari per i cinque indagati nell’inchiesta su presunte tangenti negli appalti per la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo.

Il Gip sta ancora studiando le carte dopo che il pm Antonietta Picardi ha depositato nel pomeriggio di ieri il parere con cui si bocciano le richieste degli indagati. “Resto fiducioso – ha spiegato il legale degli indagati, Antonio Milo – ma mi aspettavo una decisione ieri. Vedremo oggi”.

I cinque indagati, che hanno risposto per ore alle domande dei magistrati negli interrogatori fiume di mercoledì, caduti il giorno dopo la notifica delle misure cautelari, sono accusati di corruzione tesa a favorire la società pubblica Abruzzo Engineering negli appalti per la ricostruzione.

STATI RIFIUTA IL CIBO IN CARCERE PER PROTESTA

L’AQUILA – “Rifiuto il cibo come forma estrema di protesta per una detenzione ingiusta per la quale nessuno è disposto ad ascoltarmi e a credermi”.

Queste le parole di Ezio Stati, arrestato lunedì nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte tangenti per la ricostruzione, riportate dal suo legale, Antonio Milo.

“La mia – spiega l’ex capogruppo di Forza Italia in Regione – è una battaglia per la legalità e per dimostrare l’innocenza mia e dei miei familiari. Mai fatto affari con nessuno. Mai avuto utilità”.

È attesa per oggi la decisione del Gip, Marco Billi, sulle istanze di scarcerazione presentate dall’avvocato Milo.

LINEA DURA DELLA PROCURA: CONFERMARE MISURE CAUTELARI

Per la procura della Repubblica dell’Aquila devono essere confermate le misure cautelari per i cinque indagati nell’inchiesta su presunte tangenti negli appalti per la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo.

Il pm Antonietta Picardi ha depositato nel pomeriggio all’ufficio del Gip il parere negativo. La circostanza ha fatto slittare la decisione del Gip del tribunale dell’Aquila, Marco Billi (nella foto), prevista per la tarda mattinata o il primo pomeriggio di ieri, in merito alle istanze di revoca delle misure cautelari emesse nei confronti dei cinque indagati accusati di corruzione tesa a favorire la società pubblica Abruzzo Engineering negli appalti per la ricostruzione.

Il Gip è impegnato a leggere il documento della procura e quindi non è chiaro quando emetterà l’ordinanza.

Gli indagati sono l’ex assessore regionale all’Ambiente Daniela Stati, costretta a dimettersi perché raggiunta dall’interdizione dai pubblici uffici, il padre Ezio, ex capogruppo di Fi in consiglio regionale, in carcere all’Aquila, l’ex parlamentare di An poi passato a Fi, Vincenzo Angeloni, rinchiuso nel carcere di Regina Coeli a Roma, Sabatino Stornelli, amministratore delegato di Selex Service Management (società di Finmeccanica), che ha l’obbligo di dimora a Roma, e Marco Buzzelli, compagno di Daniela Stati, ai domiciliari ad Avezzano (L’Aquila).

Secondo l’accusa, la “combriccola marsicana”, com’è stato definito il gruppo, avrebbe fatto pressioni per far assegnare ad Abruzzo Engineering, società controllata al 60 per cento dalla Regione Abruzzo, al 10 per cento dalla Provincia dell’Aquila e al 30 per cento da Finmeccanica attraverso Selex Service Management, una commessa da un milione e mezzo di euro.

Inoltre, Stornelli e Angeloni avrebbero regalato all’assessore Stati un anello del valore di 15 mila euro, al padre Ezio un televisore e al compagno della Stati un’Audi A4, tutti sequestrati.

DAL VERTICE TEMPI LUNGHI PER IL DOPO-STATI: A SETTEMBRE IL RIMPASTO

L’AQUILA – Tempi lunghi per la successione di Daniela Stati dopo il terremoto politico-giudiziario che ha portato alle sue dimissioni da assessore all’Ambiente e alla Protezione civile.

È l’indicazione emersa ieri in un vertice convocato prima di staccare la spina per qualche giorno di vacanza, se mai sarà possibile, tra il Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, il coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone e il vice coordinatore Fabrizio Di Stefano.

Una riunione a tre per fare il punto sugli scenari possibili per il dopo Stati, alla quale comunque viene espressa massima solidarietà.

“Nell’esprimere a Daniela Stati – si legge in una nota –  solidarietà e vicinanza umana auspicando che quanto prima possa dimostrare la sua estraneità ai fatti, si ribadisce, ancora una volta  fiducia nella attività della magistratura.

Il Presidente ha informato il coordinamento di aver ricevuto le dimissioni di Daniela Stati da assessore regionale e di averle accettate. Si è ritenuto opportuno che il Presidente assuma l’interim delle deleghe a lei assegnate e che la ricomposizione della Giunta avverrà alla ripresa delle attivita’ del Consiglio Regionale.

Si è deciso altresì di impegnare il periodo estivo per definire i coordinamenti cittadini del partito e di indire, nel corso del mese di settembre, una conferenza organizzativa dei quadri dirigenti e, successivamente, in autunno, una conferenza Regionale Programmatica per rafforzare l’organizzazione del Pdl sul territorio e sostenere l’azione del Governo regionale”.

Ma l’estate passa in fretta. E sui nomi c’è sempre la solita ridda di voci. Gli aquilani Giorgio De Matteis (Mpa) e Luca Ricciuti (Pdl) sembrano avere, per il momento, un piccolo vantaggio su tutti gli altri per la poltrona di assessore. Nomi che, però, spariglierebbero gli equlibri territoriali e di partito in seno all’Esecutivo.

Per questo gli avezzanesi Walter Di Bastiano ed Emilio Iampieri potrebbero essere i nomi giusti per quietare le richieste di un territorio, quello marsicano, da sempre roccaforte del centrodestra in Abruzzo. 

L’ATTACCO DEL PD: ”SIAMO DI FRONTE A UN SISTEMA CHIODI”

PESCARA –  “In campagna elettorale Chiodi annunciava l’esportazione del suo modello teramano: ora starebbe emergendo la vera natura di quel modello, un vero e proprio sistema-Chiodi basato su rapporti amicali, parentali e personali che svuota la Regione di ogni funzione”.

Lo denuncia il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci, che ha chiesto ai consiglieri regionali democratici di presentare una interrogazione in aula.

“Dal quadro complessivo che deriva dall’inchiesta in corso e che coinvolge l’assessore Daniela Stati – sottolinea Paolucci – al di là delle responsabilità penali tutte da accertare, da un punto di vista politico si manifesta l’esistenza di una sorta di regia decisionale del tutto esterna alla Regione. Un vero e proprio sistema Chiodi, che rende i componenti la giunta solo delle comparse”.

Il segretario del Pd si riferisce “al ruolo del socio di studio di Chiodi, Carmine Tancredi, cugino del senatore Paolo e figlio dell’ex parlamentare Antonio, che infatti afferma che “la politica non c’è”.

Ma non solo: “sembrerebbe che il primo gennaio 2009, all’indomani della elezione di Chiodi, sua cugina, la dottoressa Ilaria Valentini, sia stata incaricata proprio da Abruzzo Enginnering, con un apposito contratto, per la rendicontazione dei fondi Por Fesr. Non è in discussione la sua professionalità, ma l’opportunità di nominare la cugina del presidente. La stessa Valentini è stata nominata revisore dei conti alla Provincia di Teramo solo pochi giorni fa”.

Paolucci si chiede “che fine ha fatto la rivoluzione meritocratica annunciata da Chiodi” rispetto “a questo sistema composto da parenti, amici e soci di studio.

A questo punto è giusto sapere dove si prendano davvero le decisioni per l’Abruzzo. Il presidente Chiodi ha il dovere di rispondere in aula a questi interrogativi e non nascondersi un’altra volta, come ha già fatto, forte dei poteri assoluti che detiene, svuotando il Consiglio regionale di qualunque funzione come nel caso della sanità e della ricostruzione”.

LA REPLICA DI CHIODI: ”SCIACALLAGGIO POLITICO”

L’AQUILA – “Siamo di fronte a sciacallaggio politico”. È la secca replica del presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, alle affermazioni del segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, il quale ha denunciato il fatto che “la cugina carnale di Chiodi dal primo gennaio 2009 è consulente di Abruzzo Engineering”.

“La dottoressa Valentini – spiega il governatore – ha avuto il primo contratto di consulenza con Collabora Engineering nel 2007, in questo caso, come nei successivi con Abruzzo Engineering, sono state attribuite sempre da consigli di amministrazione nominati dalla Giunta di centrosinistra guidata da Ottaviano Del Turco“.

“È ridicolo, oltre che scorretto – conclude Chiodi – cercare, invano, di cavalcare questioni del genere basate come al solito su presupposto falsi”.

DI PIETRO: ”CRIMINALITA’ ISTITUZIONALE”

L’AQUILA – “E’ ora di rendersi conto che in Abruzzo si è instaurata una criminalità istituzionale che va estirpata nel suo complesso. A destra come a sinistra abbiamo avuto un mare di illegalità su cui sta indagando la magistratura, tant’è vero che governatori dell’Abruzzo, del passato e del presente, sono finiti tutti nelle indagini della magistratura”.

Lo ha detto Antonio Di Pietro, nel corso di un’iniziativa pubblica a Pacentro (Aq) riferendosi alla vicenda giudiziaria post-terremoto che ha visto coinvolti in Abruzzo, tra gli altri, l’assessore regionale Daniela Stati.

“Noi chiediamo formalmente, come partito, che in Abruzzo i politici sotto inchiesta si facciano da parte e lascino al governo – ha aggiunto – delle persone dalle mani pulite. Altrimenti, ancora una volta, si approfitterà anche delle disgrazie e dei drammi per arricchirsi, magari ridendoci sopra”

ARTICOLI CORRELATI:

I DIPENDENTI DI AE ASSUNTI AL COMUNE: ”NON SULLA NOSTRA PELLE”

GLI AQUILANI: SE LE TANGENTI FANNO PIU’ MALE DEL TERREMOTO di Manuela Garofalo