L’AQUILA – Monta la polemica politica dopo il nuovo scandalo tangenti che ha travolto l’Abruzzo. Il Partito democratico ha sferrato un attacco diretto al presidente, Gianni Chiodi, ipotizzando l’esistenza di un “sistema” guidato dal governatore.
La replica lapidaria non si è fatta attendere: “Sciacallaggio politico”.
Anche il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, ha detto la sua sulle vicende abruzzesi, parlando di “criminalità istituzionale”.
L’ATTACCO DEL PD: ”SIAMO DI FRONTE A UN SISTEMA CHIODI”
PESCARA – “In campagna elettorale Chiodi annunciava l’esportazione del suo modello teramano: ora starebbe emergendo la vera natura di quel modello, un vero e proprio sistema-Chiodi basato su rapporti amicali, parentali e personali che svuota la Regione di ogni funzione”.
Lo denuncia il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci, che ha chiesto ai consiglieri regionali democratici di presentare una interrogazione in aula.
“Dal quadro complessivo che deriva dall’inchiesta in corso e che coinvolge l’assessore Daniela Stati – sottolinea Paolucci – al di là delle responsabilità penali tutte da accertare, da un punto di vista politico si manifesta l’esistenza di una sorta di regia decisionale del tutto esterna alla Regione. Un vero e proprio sistema Chiodi, che rende i componenti la giunta solo delle comparse”.
Il segretario del Pd si riferisce “al ruolo del socio di studio di Chiodi, Carmine Tancredi, cugino del senatore Paolo e figlio dell’ex parlamentare Antonio, che infatti afferma che “la politica non c’è”.
Ma non solo: “sembrerebbe che il primo gennaio 2009, all’indomani della elezione di Chiodi, sua cugina, la dottoressa Ilaria Valentini, sia stata incaricata proprio da Abruzzo Enginnering, con un apposito contratto, per la rendicontazione dei fondi Por Fesr. Non è in discussione la sua professionalità, ma l’opportunità di nominare la cugina del presidente. La stessa Valentini è stata nominata revisore dei conti alla Provincia di Teramo solo pochi giorni fa”.
Paolucci si chiede “che fine ha fatto la rivoluzione meritocratica annunciata da Chiodi” rispetto “a questo sistema composto da parenti, amici e soci di studio.
A questo punto è giusto sapere dove si prendano davvero le decisioni per l’Abruzzo. Il presidente Chiodi ha il dovere di rispondere in aula a questi interrogativi e non nascondersi un’altra volta, come ha già fatto, forte dei poteri assoluti che detiene, svuotando il Consiglio regionale di qualunque funzione come nel caso della sanità e della ricostruzione”.
LA REPLICA DI CHIODI: ”SCIACALLAGGIO POLITICO”
L’AQUILA – “Siamo di fronte a sciacallaggio politico”. È la secca replica del presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, alle affermazioni del segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, il quale ha denunciato il fatto che “la cugina carnale di Chiodi dal primo gennaio 2009 è consulente di Abruzzo Engineering”.
“La dottoressa Valentini – spiega il governatore – ha avuto il primo contratto di consulenza con Collabora Engineering nel 2007, in questo caso, come nei successivi con Abruzzo Engineering, sono state attribuite sempre da consigli di amministrazione nominati dalla Giunta di centrosinistra guidata da Ottaviano Del Turco“.
“È ridicolo, oltre che scorretto – conclude Chiodi – cercare, invano, di cavalcare questioni del genere basate come al solito su presupposto falsi”.
DI PIETRO: ”CRIMINALITA’ ISTITUZIONALE”
L’AQUILA – “E’ ora di rendersi conto che in Abruzzo si è instaurata una criminalità istituzionale che va estirpata nel suo complesso. A destra come a sinistra abbiamo avuto un mare di illegalità su cui sta indagando la magistratura, tant’è vero che governatori dell’Abruzzo, del passato e del presente, sono finiti tutti nelle indagini della magistratura”.
Lo ha detto Antonio Di Pietro, nel corso di un’iniziativa pubblica a Pacentro (Aq) riferendosi alla vicenda giudiziaria post-terremoto che ha visto coinvolti in Abruzzo, tra gli altri, l’assessore regionale Daniela Stati.
“Noi chiediamo formalmente, come partito, che in Abruzzo i politici sotto inchiesta si facciano da parte e lascino al governo – ha aggiunto – delle persone dalle mani pulite. Altrimenti, ancora una volta, si approfitterà anche delle disgrazie e dei drammi per arricchirsi, magari ridendoci sopra”




