L’AQUILA – È arrivata a quota 250 firme la petizione online per chiedere le dimissioni del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, dopo lo scandalo delle tangenti in cambio di appalti per la ricostruzione che ha travolto l’amministrazione cittadina.

Ieri il primo cittadino, dopo aver convocato in gran fretta una riunione di Giunta per annunciare il suo addio, ha scelto di rimandare la decisione a lunedì, prendendosi il fine settimana per riflettere bene sul da farsi.

Intanto la petizione per chiedere che il sindaco lasci il suo incarico è stata lanciata su Change.org, una piattaforma dedicata alla raccolta di firme “virtuali” per i più disparati argomenti. E sul sito c’è ora anche il caso L’Aquila.

“Le persone finite sotto inchiesta o agli arresti domiciliari – si legge nelle motivazioni della petizione – ricoprivano ruoli chiave che non potevano essere ottenuti senza l’avallo politico del sindaco della città. Per questo Massimo Cialente non può sentirsi ‘tradito’, deve sentirsi ‘responsabile’ politicamente degli errori commessi e dimettersi”.

Per gli ideatori della raccolta di firme, il primo cittadino “ha scelto le persone sbagliate per posti di massima importanza. La ricostruzione della città può avvenire nel migliore dei modi solo se accompagnata da un cambiamento culturale”.

Ma la città non si mobilita solo sulla rete. Oggi pomeriggio alle 17 si terrà un’assemblea pubblica nel tendone di piazza Duomo, organizzata dai movimenti civici di Appello per L’Aquila, Assemblea cittadina, Comitato 3e32, Consiglio civico e L’Aquila che vogliamo.

La manifestazione è stata lanciata sui social network sotto l’hashtag #dimettiamoli.

“Solo un cambiamento netto di persone e di metodi – si legge nella nota – legittimato dal voto popolare, può restituire a questa città la dignità necessaria per pretendere una ricostruzione certa e virtuosa. Le dimissioni del sindaco e dell’intera Giunta non sono più rinviabili”.