PESCARA – Per il gip Marco Billi, che ha disposto le sette misure cautelari eseguite oggi nell’ambito dell’operazione “Caligola”, “piuttosto che di singoli e specifici atti contrari alla funzione pubblica”, è stato riscontrato “un sistematico e costante sviamento di tale funzione”, come evidenziato dal pubblico ministero che ha chiesto le misure.

E per quanto riguarda il ruolo di Vanna Andreola, funzionario della Regione Abruzzo “ha asservito la propria funzione a interessi privati”.

La sua attività “è risultata condotta – per il gip – secondo l’ottica esclusiva del favore per l’interesse privato e senza alcun riguardo per l’interesse collettivo” mentre “gli imprenditori favoriti hanno mostrato totale consapevolezza dei mezzi illeciti impiegati per il raggiungimento dello scopo”.

Sempre il gip fa notare che in Gruttadauria, della Ecosfera, “è chiara la consapevolezza che nel mondo degli appalti e delle commesse pubbliche non vi è un modo lecito per emergere, risultano abrogate le norme giuridiche preposte ed è possibile conseguire successi solo attraverso legami illeciti con i politici di riferimento”.

Nel “meccanismo patologico di attribuzione degli appalti – sostiene sempre il gip – ancora più dei politici assumono un ruolo decisivo i pubblici funzionari come la Andreola”, accusata di aver “reiteratamente violato le regole di trasparenza e di buon andamento della pubblica amministrazione”.

Quanto a Quarta “con la contropartita della nomina a consulente di Ecosfera, ha svolto l’essenziale ruolo di anello di collegamento tra gli interessi imprenditoriali e il referente pubblico e politico”.