L’AQUILA – “Sono la direttrice di una delle 25 Riserve Naturali Regionali, a cui la Regione ha tagliato i fondi del 32% e che ancora oggi, 15 agosto, non hanno ricevuto alcuna risorsa da parte vostra. Ci avete detto che per il debito sanitario della Regione Abruzzo ci tagliate i fondi, ci chiedete sacrifici, che avrebbe anche senso sopportare se l’ emergenza ci coinvolgesse tutti. Un buon padre di famiglia taglia le spese superflue e non necessarie quando i soldi mancano, non taglia i servizi vitali. Mi aspettavo che l’ Istituzione che dovrebbe lavorare per il bene comune del territorio chiamato a governare, si comportasse come un buon padre…E invece vediamo soldi pubblici buttati per cose che si potevano anche evitare in una situazione come la nostra. Ci fate credere con i vostri sorrisi che le cose vanno bene in Abruzzo, ma la verità è che si continua a fare una politica superficiale, e nel caso specifico, a scapito della biodiversità e della conservazione della natura”.

Inizia così il post di Sefora Inzaghi, direttrice della Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF Gole del Sagittario, che sui social – allegando la foto del presidente della Regione Marco Marsilio, di FdI, “in cui si vanta dell’ incremento del 43% del turismo montano” – denuncia: “La nostra dignità è calpestata da questa continua mancanza di coerenza da parte vostra: la Regione Abruzzo, si vanta di essere la Regione verde d’Europa …ma non si sta facendo problemi a lasciare al verde le proprie riserve regionali”.

A tal proposito, intervengono in una nota i consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci, Pd, e Alessio Monaco, Avs: “Da una delle protagoniste del turismo ambientale e montano, giunge un grido di allarme e di rabbia per l’assurda gestione di Riserve e aree protette abruzzesi. Esprimiamo la nostra solidarietà e il nostro sostegno a Sefora Inzaghi, direttrice della Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF Gole del Sagittario, per aver denunciato con poche, chiare parole, l’assoluto immobilismo e l’ipocrisia dell’assessore Emanuele Imprudente“.

“La Regione Abruzzo dimostra purtroppo di non avere una idea e una strategia di sistema sulla valorizzazione del sistema Parchi e Riserve. Tra un mese si riapre la caccia e finora si è solo perso del tempo prezioso perché l’Assessorato non ha messo in campo alcuna misura alternativa all’uccisione dei cervi. Non si sono tenuti tavoli congiunti con le associazioni ambientaliste, venatorie e degli agricoltori e dopo lo scontro politico dei mesi scorsi – che vide una mobilitazione nazionale e che portò la regione Abruzzo a soccombere dinanzi al TAR – non si è fatto nulla, salvo il taglio dei fondi alle Riserve, per ritrovarci tra meno di due mesi punto a capo con la Regione intenzionata a procedere con le mattanze di cervi e uccellini, senza aver costruito, con un confronto tra le associazioni, una vera e giusta strategia di convivenza tra i diversi interessi, tutti meritevoli di tutela”.

“Tagliare i fondi al sistema delle aree protette (un taglio drammatico di un terzo delle risorse significa umiliarle e condannarle) significa far morire la vera identità delle aree interne abruzzesi. Il successo turistico delle nostre zone montane è merito quotidiano degli operatori delle Riserve che lavorano senza fondi e dei cittadini che resistono a vivere in paesi lasciati a sé stessi e impoveriti dall’assenza di servizi essenziali a partire dalla sanità, l’assistenza sociale, le scuole, i trasporti”.

“Chiediamo all’assessore di convocare un incontro coi protagonisti del sistema turistico e ambientale abruzzese e di impegnarsi a ripristinare i fondi alle Riserve per dare al nostro territorio la giusta valorizzazione”, concludono i consiglieri regionali.