L’AQUILA – Sono stati destinati a ricerca, innovazione e produzione industriale i primi cento milioni di euro destinati allo sviluppo e alla ripresa economica, dei 385 complessivi che pioveranno nell’area del cratere fino al 2020.
La dotazione finanziaria è il frutto dei fondi stanziati dal ministro Fabrizio Barca con decreto l’8 aprile 2013, poi strutturati con il 4 per cento delle risorse che annualmente vengono stanziate per la ricostruzione post sisma.
Dodici progetti, di cui alcuni già avviati, che saranno presentati oggi alle 15.30 all’Auditorium del Parco dal vice presidente della Regione con delega allo Sviluppo Economico, Giovanni Lolli, insieme a Giampiero Marchesi del Dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali della Presidenza del Consiglio e a Bernardo Mattarella di Invitalia, l’Agenzia nazionale che si occupa di valutare le proposte delle imprese.
Della prima tranche di risorse, rivolta a grandi investimenti di dimensione minima di 30 milioni di euro, hanno beneficiato colossi del calibro di Dompé, Sanofi e Accord Phoenix, in procinto di insediarsi all’interno dell’ex polo elettronico dell’Aquila con un impianto di recupero e riciclo di materiale elettronico (Raee) attraverso il disassemblaggio di dispositivi informatici e delle telecomunicazioni.
“Si tratta dei progetti di ricerca tra i più grandi che si fanno in Italia – dice Lolli – Stiamo lavorando anche all’accesso al credito e al rientro nei centri storici per le piccole e medie imprese”.
“È essenziale la qualità dei progetti, perché si è finalmente deciso di interrompere la distribuzione a pioggia delle risorse”, aggiunge Lolli, secondo la cui previsione “l’industria assorbirà più degli altri settori”. La destinazione delle risorse, in un secondo momento, sarà comunque estesa ai settori della cultura e del turismo. Già pronto infatti un bando di 12 milioni per la valorizzazione delle tipicità.
I primi progetti che si attiveranno sono quelli di Ste, azienda che punta a realizzare 3 nuove linee manifatturiere e di ricerca in tema di energia e ambiente, con la trasformazione di rifiuti in combustibile ed energia; quello che vede insiele l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), i laboratori nazionali del Gran Sasso, il Gssi, l’Università dell’Aquila, la Fondazione Bruno Kessler, la Princeton University e grandi imprese che hanno dato vita a Dark Side-20k, per studiare la materia oscura sviluppando rilevatori di fotoni in silicio, con possibili sviluppi mondiali in ambito medicale.
E ancora, il progetto di Eda, che vede insieme Finmeccanica e Università dell’Aquila per un progetto di cyber security scelto dall’Agenzia di Difesa Europea per un Centro per la simulazione e risoluzione di cyber attack verso i dati sensibili gestiti dalle istituzioni; i due progetti Brio Ev per costruire, con un brevetto esclusivo, motori elettrici di nuova generazione e veicoli innovativi; Data Center per l’istituzioni e centri di ricerca per un nodo infrastrutturale per database; il progetto Regione della vista, che vede insieme Dompè e Università di Chieti-Pescara per la ricerca delle patologie oftalmologiche; Ala, l’azienda che ha rilevato la ex Otefal di Bazzano, con un progetto per rilanciare la produzione dell’alluminio; Hoau, un sistema innovativo senza chiavi che semplifica l’accesso in camere di hotel e case private; Cracking, per il recupero di plastica con tecnologie alternative trasformandola in idrocarburo raffinato per energia elettrica, termica e combustibile da trasporto.



