ROMA – Obiettivo garantire la prosecuzione dei lavori di ricostruzione nei territori colpiti dai terremoti avvenuti dal primo aprile 2009 in poi.

“Approvato l’emendamento decisivo per sbloccare e portare a compimento i cantieri della ricostruzione privata in Abruzzo, nei comuni colpiti dal sisma 2009 e 2016”.

Ad annunciarlo è il senatore aquilano Guido Liris, capogruppo di FdI in Commissione Bilancio e relatore della legge di Bilancio, in merito alla spinosa vicenda della proroga per tutto il 2026 del superbonus 110 per la ricostruzione del terremoto dell’Aquila 2009, per le pratiche presentate prima del 30 marzo 2024.

“La modifica all’articolo 112 della Manovra autorizza i Commissari straordinari per la ricostruzione e gli Uffici speciali competenti a riconoscere un incremento integrativo al contributo sisma, corrispondente alla quota di Superbonus 110 non rendicontata entro il 31 dicembre 2025”.

“Una misura fondamentale per coprire le spese non rendicontate e rimaste a carico dei cittadini abruzzesi a seguito della cessazione del Superbonus integrato al contributo”, sottolinea Liris.

Si legge nel testo: “Al fine di favorire il completamento della ricostruzione delle unità immobiliari private distrutte o danneggiate dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 1° aprile 2009 nei territori dei comuni interessati dai medesimi eventi in cui sia stato dichiarato lo stato di emergenza, i Commissari straordinari espressamente incaricati per gli interventi di ricostruzione e  gli Uffici speciali per la ricostruzione, costituiti ai sensi del comma 2 dell’articolo 67-ter del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, ciascuno per il territorio di competenza, sono autorizzati a riconoscere un incremento del contributo per la ricostruzione, nei limiti delle risorse indicate nell’allegato III-bis alla presente legge. L’ incremento di cui al primo periodo è destinato a coprire le spese eccedenti il contributo concedibile per la ricostruzione privata per le istanze presentate fino al 31 dicembre 2024, fino a concorrenza del costo degli interventi, rimaste a carico dei beneficiari, in conseguenza del mancato completamento delle opere interessate dall’esercizio delle opzioni per la cessione del credito o per lo sconto in fattura di cui all’articolo 2 del decreto-legge 16 febbraio 2023, n. 11, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 aprile 2023, n. 38. Sono escluse dal contributo le unità immobiliari realizzate, anche parzialmente, in violazione delle norme urbanistiche, edilizie o di tutela paesaggistico-ambientale, salvo che sia intervenuta sanatoria. Per le finalità di cui al presente comma è autorizzata la spesa massima di 251,71 milioni di euro per l’anno 2027 e di 152,11 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2028 al 2036”.

Una partita scottante, quella del superbonus nel cratere sismico 2009, che tiene con il fiato sospeso tante imprese, impegnate nella ricostruzione e che stanno facendo una corsa contro il tempo per terminare entro il 31 dicembre i lavori lavori aggiuntivi a quelli previsti dal progetto di ricostruzione in termini di ulteriore sicurezza sismica e migliorie energetiche. Quelli coperti appunto dal superbonus che scade senza proroghe a fine anno. Con un emendamento approvato nella legge omnibus, l’estensione al 2026 è stata ottenuta intanto per le pratiche risalenti a dopo il 30 marzo 2024, ora lo stesso accadrà per le pratiche precedenti al 30 marzo 2024.