L’AQUILA – “Si condannano i ragazzi che rompono le vetrine. Si parla di disordini, di violenza, di danni da punire. E giustamente, perché la violenza non può essere la risposta a tutto. La violenza per me non è mai giustificabile anche se ricordo che 2 mesi fa molti erano dalla parte del gioielliere pistolero… Ma la domanda che nessuno dovrebbe evitare è un’altra: cosa sta succedendo davvero nel nostro Paese?”.

Così in una nota Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale del Pd.

LA NOTA

Cosa spinge tantissimi giovani (centinaia di migliaia) a scendere in piazza con rabbia? Cosa c’è dietro un malessere che cresce, dietro la frustrazione di chi non vede un futuro, di chi non trova un lavoro dignitoso, di chi si sente ignorato e senza prospettive?

Mentre questo governo di destra si limita a condannare chi rompe una vetrina, chi ascolta le famiglie che non arrivano nemmeno a metà mese? Chi si preoccupa dei lavoratori che, pur lavorando, non riescono a pagare le bollette? Dei pensionati costretti a scegliere tra medicine e spesa?

Dei giovani che non riescono a costruirsi una vita? 40000 giovani hanno lasciato l’Italia nel 2025.

Una vetrina rotta si vede. La disperazione di una famiglia, invece, spesso resta nascosta tra le mura di casa.

La rabbia in strada fa notizia, ma quella di chi non sa come arrivare a fine mese rimane troppo spesso inascoltata.

Condannare un gesto è facile. Più difficile è interrogarsi sulle cause del malessere sociale e assumersi la responsabilità di affrontarle.

La violenza non si giustifica, ma nemmeno si può pensare di risolvere tutto con una condanna, senza provare a capire cosa stia accadendo nella società.

Perché un Paese non si governa soltanto con le punizioni. Si governa sopratutto dando speranza, opportunità, lavoro, integrazione e dignità alle persone. In una parola, riducendo le disuguaglianze.

La domanda è semplice: vogliamo limitarci a condannare la rabbia o vogliamo finalmente ascoltare il disagio che c’è dietro?

Perché le vetrine si possono riparare. Ma come si ripara la fiducia di un popolo che non riesce più a vivere serenamente?

Un governo dovrebbe preoccuparsi non soltanto di ciò che accade nelle piazze, ma anche di ciò che accade ogni giorno nelle case degli italiani”.