SULMONA – Un apparentamento “istigato”, visto che la partita che si gioca a Sulmona (L’Aquila) investe in pieno la Regione.
La senatrice del Pd Stefania Pezzopane da un lato derubrica a questione locale l’alleanza tra Bruno Di Masci ed Elisabetta Bianchi di Forza Italia, dall’altro attribuisce rilevanza politica al ballottaggio di domenica prossima e non le manda a dire all’assessore regionale Andrea Gerosolimo, ispiratore della candidatura di Annamaria Casini.
“Molti dirigenti si sono tenuti fuori per ovvi motivi – dice ad AbruzzoWeb – essendo l’animatore delle liste della Casini un assessore regionale che è diventato tale a seguito di minaccia di scioglimento del Consiglio regionale a seguito di passaggio ad altro fronte. È evidente che ci sono state delle disattenzioni alla campagna elettorale di Sulmona”.
Proprio perché, spiega, molti si sono tirati indietro visto che “nel sistema che governa la Regione può esserci il timore di ritorsioni”.
Di “accuse gravissime” e “totale delirio” parla l’assesore Gerosolimo, che chiede un chiarimento al presidente Luciano D’Alfonso.
“Mi sono esposta – rivendica la Pezzopane – tra le liste di Bruno c’erano tre ex segretari del Pd come Roberto Spinosa, Fabio Ranalli (l’ex capogruppo che con Alessio Di Masci ha fatto cadere il sindaco dem Peppino Ranalli, ndr) e Antonio Di Rienzo per me era un dovere sostenere la gran parte del Pd”.
Dall’altro lato, però, dice di non aver seguito l’apparentamento, che “è una scelta fatta in piena autonomia dal candidato sindaco e dalle liste che lo appoggiano, trovo però sconvenienti e soprattutto ipocrite le reazioni, perché in tutte e due le coalizioni c’è stato un convergere di forze diverse e interi spezzoni di Forza Italia hanno sostenuto la Casini, altri pezzi hanno sostenuto Bruno Di Masci”.
“Quindi adesso – aggiunge – questa reazione la trovo veramente fuori luogo, è un’amministrazione che si deve formare e non c’è nulla lì di normale, non c’è un centrosinistra contro un centrodestra e quindi un centrosinistra che si allea con un centrodestra, ma due candidati con al loro interno entrambi pezzi di fronti politici”.
“Non è questo il problema di Sulmona, anzi quante più forze collaborano ad uscire dall’empasse meglio sarà, sono anni che le amministrazioni cascano quindi evidentemente c’è qualcosa che non va”.
Questione locale da un lato, risultato di rilevanza politica regionale dall’altro. “Il Pd c’è” ammette infatti la Pezzopane, che ricorda come “tutti gli iscritti all’unanimità hanno scelto Di Masci”.
“Prima ancora che si scegliesse Di Masci ho provato a cercare un’altra candidatura, ma non è stato possibile visto che ad esempio i socialisti hanno sostenuto la Casini, sono state svolte faticose attività prima di arrivare a Di Masci”, ricorda la senatrice.
“Nel contesto di Sulmona tutta la formazione delle liste è stata fuori dai canoni, Forza Italia che va da sola, Nuovo centro destra che appoggia la Casini, alcuni forzisti storici come Enea Di Ianni appoggiano Di Masci – conclude – non capisco come si possa fare del moralismo sul connubio tra la Bianchi e Bruno Di Masci, bisogna verificare adesso cosa ne penserà l’elettorato. È chiaro che la campagna elettorale fatta dalla Casini è stata molto astiosa e velenosa, non c’è da meravigliarsi se adesso altri si uniscono se quella coalizione ha fatto campagna sulla Regione, sono stati istigati ad unirsi Di Masci e Bianchi”.
“Ora ne ho definitivamente la prova – è la replica di Gerosolimo ad AbruzzoWeb – la Pezzopane è ossessionata e terrorrizzata dal sottoscritto, è talmente ossessionata che fa finta di nulla rispetto a quanto accaduto a Sulmona, non è tanto in discussione l’apparentamento tra Forza italia e Di Masci, pur politicamente discutibile, ma l’alleanza tra lei e la senatrice Paola Pelino: le due, non è un mistero, si sono sempre combattute, su ogni fronte e su ogni cosa, basti pensare che all’inizio della campagna elettorale hanno presentato due diversi disegni di legge su Ovidio 2017, non per dare qualcosa di buono a Sulmona ma solo per combattersi su una vicenda molto importante per il nostro territorio”.
“La Pezzopane si metta l’anima in pace, tra 5 giorni Sulmona non sarà più una città divisa ma soprattutto non sarà più feudo di chi come lei fino ad oggi è venuto a prendere solo consensi”, aggiunge, escludendo in ogni caso riflessi sugli equilibri regionali.
“Pezzopane invece di preoccuparsi di me pensi al suo partito – dice Gerosolimo – praticamente assente da questa importante competizione elettorale, che governa l’Italia e la Regione Abruzzo e qui è stato cancellato con un colpo di spugna”.
“Chiedo che il governatore faccia immediatamente chiarezza per smentire le gravissime accuse mosse dalla Pezzopane”, aggiunge poi in merito alla “ccusa relativa ad eventuali ritorsioni in Regione”.
“Questo – conclude – per il rispetto della legalità, della verità ma soprattutto di una coalizione regionale che governa l’Abruzzo e non può permettersi che una senatrice della Repubblica nominata sotto il simbolo di Matteo Renzi e Luciano D’Alfonso possa insultare un assessore regionale eletto grazie al voto di migliaia di cittadini, e che quotidianamente cerca di pacificare il suo territorio e non di dividere come lei ha fatto durante questa campagna elettorale”.
“Non solo non sono ossessionata ma per molti versi Gerosolimo sta facendo il mio gioco, a chiamarmi in causa sia al primo turno che adesso al secondo è la sua candidata sindaca. Se ha qualcosa da dire lo dica direttamente alla candidata sindaca che forse farebbe bene a evitare di citarmi inopportunamente, è naturale che se chiamata in causa rispondo”, controreplica la Pezzopane attraverso AbruzzoWeb.
L’accordo tra Forza Italia e il Pd, seppur non presente con il simbolo, ha innescato una bufera soprattutto tra gli azzurri. Con i consiglieri regionali Paolo Gatti, Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri che hanno stigmatizzato l’alleanza, e la senatrice Paola Pelino che l’ha difesa. In mezzo, il coordinatore regionale Nazario Pagano che ha delegato al livello locale ogni decisione.






