SULMONA – Da qualche giorno è stato inaugurato a Sulmona (L’Aquila) un nuovo reparto per i detenuti di prima accoglienza e con pene minime da scontare.
La decisione è arrivata con una circolare del Prap che è stata subito contestata dalla Uil Penitenziari perché porrebbe le basi per un “preoccupante sovraffollamento” del carcere di Peligno. “Dopo i movimenti deflattivi di qualche mese fa che hanno portato al trasferimento in altri carceri di un centinaio di detenuti – afferma il segretario provinciale della Uil Penitenziari, Mauro Nardella – siamo di nuovo all’emergenza. La ‘roulette russa’ alla quale il Dap sta giocando potrebbe, a breve, arrecare non pochi problemi, sia a Sulmona che nelle altre carceri abruzzesi”.
Secondo la Uil Penitenziari per quanto riguarda il sovraffollamento nelle carceri abruzzesi la situazione più critica si registra proprio a Sulmona con 141 detenuti in più rispetto alla capienza del penitenziario. A Lanciano e Teramo invece si contano 109 detenuti in più, a Pescara 68 e a Vasto 52.
“Resta difficile la situazione anche del carcere dell’Aquila – prosegue Nardella – ove la politica portata avanti dal Prap e dal Dap sta facendo precipitare la situazione in una vera e propria emergenza penitenziaria per la cronica carenza di personale. Questo stato di cose ha reso necessario l’apertura di un tavolo sindacale per capire in che modo organizzare il lavoro di un cosi importante super carcere, facendo perno su un esiguo numero di addetti”.
Una situazione che sarebbe ulteriormente appesantita dal mancato pagamento delle indennità di missione che costringono chi è preposto alle traduzioni dei detenuti ad anticipare di tasca propria ciò che la legge impone di fare a chi amministra le carceri. Da qualche tempo non vengono corrisposti gli emolumenti relativi alle ore di straordinario effettuato e la mancanza di sottufficiali rende ingestibile il reparto delle videoconferenze.
“Di fronte a tutto questo disastro non può non essere chiamato a rispondere l’attuale Governo – conclude il segretario provinciale della Uil Penitenziari -. Per due anni consecutivi ha deliberato lo stato di emergenza delle carceri italiane tagliando contemporaneamente i fondi ad esse destinati. Con i tagli le direzioni delle carceri troveranno difficoltà a pagare perfino le utenze telefoniche, dell’acqua, della luce e del gas con tutto quello che ne consegue. Nel prossimo futuro, considerati gli esigui stanziamenti, sono a rischio addirittura i pasti per i detenuti”.




