Fino al 4 agosto il Castello Piccolomini di Capestrano ospiterà “Sulle vie della Transumanza”, mostra collettiva che riunisce artisti aquilani e di altre realtà italiane in un omaggio a Luigi Guardigli, artista e maestro dell’incisione contemporanea scomparso nell’aprile 2026.
L’esposizione nasce come tributo a una figura che ha segnato profondamente la formazione e il percorso di numerosi artisti oltre che della vita culturale del capoluogo. Nato a Napoli nel 1945 e morto a Tenerife, Guardigli scelse proprio L’Aquila come città d’adozione artistica, dove dagli anni Novanta fino al terremoto del 2009 tenne attiva la propria officina calcografica, dedicandosi all’insegnamento delle arti figurative e trasmettendo la passione per l’incisione a intere generazioni.
Per molti fu un vero e proprio punto di riferimento, “il guru degli artisti aquilani”, capace di coniugare rigore tecnico e generosità umana. La sua attività lo portò a collaborare con alcuni dei maggiori protagonisti dell’arte del Novecento. Tra il 1969 e il 1971 lavorò al fianco di Pablo Picasso, contribuendo alla diffusione dell’opera grafica del maestro spagnolo, e nel corso della sua carriera entrò in contatto con artisti come Corneille, Salvador Dalí, Alberto Burri, Renato Guttuso, Mario Schifano e Mino Mastroianni.
La mostra sarà anche l’occasione per ricordare una delle opere più simboliche del suo legame con L’Aquila: l’acquaforte più grande del mondo, realizzata nel 2005 come omaggio alla città e donata all’allora Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila. Un’opera che, secondo gli organizzatori, non è mai stata esposta stabilmente come nelle intenzioni dell’artista.
In esposizione saranno presenti opere di Angela in arte Sfarra, Sandro Arduini, Antonio Rauco, Vittorio Mazzeschi, Mascia Cima e Simona Marziani, oltre a un omaggio dedicato allo stesso Guardigli.
Tra i lavori esposti figura anche “Il Vate”, opera che propone una lettura critica dell’ortodossia del potere attraverso un gioco di sguardi tra Gabriele D’Annunzio e il suo cane, mentre il celebre Toro di Picasso viene richiamato come testimonianza del riconoscimento ottenuto da Guardigli nel panorama internazionale dell’incisione.
Curatore della mostra è Antonio Congeduti, critico d’arte Antonio Gasbarrini.






