* esponente aquilano del Movimento EuroStop
L’AQUILA – Sul Recovery Fund, i media dominanti sono compatti. Non si ammettono defezioni.
“Grande vittoria dell’Italia, grande vittoria del premier Conte. Il nostro Paese si è fatto valere in Europa”.
Una “fanfara” unanime quasi a riparare il pessimo messaggio che in questi giorni è venuto da un Continente tutt’altro che unito, tutt’altro che coeso.
Una somma di nazionalismi presi a sgambettarsi appena le luci si spengono.
Eppure, come spesso accade, il diavolo si nasconde nei dettagli degli accordi e presto la propaganda e le fanfare dovranno far posto all’evidenza.
Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze nel primo Governo Tsipras, che nel tritacarne ci è transitato, è stato lapalissiano: “Comunque vada al Consiglio europeo, l’Italia sarà piegata dall’elefante nella stanza che nessuno nota”.
I Trattati europei la loro architettura sono stati pensati per opprimere i Paesi euromediterrannei in una forma coloniale che una parte dell’Italia ha subìto con l’unità e la Germania dell’Est con la riunificazione.
Varoufakis ci ha ampiamente messi in guardia.
È stato lapidario: Recovery Fund o Mes, verrà la Troika con tutti i suoi armamentari.
I dati, del resto, sono impietosi. I sussidi sono scesi da 500 miliardi iniziali a 390.
I prestiti saranno aumentati cospicuamente.
Si potrà accedere ad essi solo dopo l’uso dei sussidi quindi nel 2024.I sussidi non sono a fondo perduto, poiché a partire dal 2026 andranno restituiti.
Andrà fatto o con l’aumento del contributo al bilancio europeo o con una maggiore imposizione fiscale. Ed è chiaro che l’uso dei sussidi è legato a condizioni vincolanti.
Tradotto: dobbiamo fare le riforme.Tenetevi stretti, allora, perché si cade giù senza paracadute.
Dobbiamo fare le riforme.
Cioè aumentare ulteriormente l’età pensionabile, via quota 100, tagliare le pensioni stesse, ulteriore deregolamentazione nel campo del lavoro e dei salari, tagli e privatizzazioni ulteriori nel sistema sanitario nazionale.
E dulcis in fundo, è dell’ultima ora la richiesta oessante da parte degli industriali italiani di impegnare il Governo per richiedere il Mes.
Questo per capire la natura odiosa di tali provvedimenti.






