L’AQUILA – Era da diverso tempo che L’Aquila e il terremoto non tornavano alla ribalta su un rete nazionale con una trasmissione ad hoc incentrata esclusivamente sul dramma del terremoto del 6 aprile 2009, per fare il punto sulla ricostruzione e spiegare agli Italiani in che condizioni si trovi la città che dopo mesi di ribalta nazionale ed internazionale è stata accantonata in un cantuccio dai grandi media.

L’occasione per tornare su questi argomenti l’ha fornita questa mattina il programma televisivo di Rai3 Brontolo, condotto dal giornalista Oliviero Beha (che recentemente ha visitato proprio L’Aquila), il cui titolo era emblematico “Ancora sciacalli sull’Aquila”.

Un’occasione ghiotta per mostrare al resto della nazione come stanno le cose all’Aquila, cosa funziona e cosa non va, ma che alla fine si è risolta in una gran confusione dei protagonisti in studio che hanno iniziato ad attaccarsi e punzecchiarsi su vicende di rilievo ma che fuori dei confini cittadini non hanno un’eco di grande respiro, come l’inchiesta sulla tentata truffa con i fondi per il sociale, i cosiddetti “fondi Giovnardi”, zona franca e regime de minimis. Vicende che, e non pecchiamo di presunzione, anche per alcuni  aquilani e gli abruzzesi, a volte, è difficile trovare il bandolo della matassa.

Presenti in studio a Roma c’erano il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, l’assessore provinciale alle politiche sociali della Provincia dell’Aquila (e consigliere comunale della Destra) Luigi D’Eramo, l’europarlamentare Pd David Sassoli, il tributarista Luigi Fabiani, l’operatore culturale Giorgio Iraggi, entrambi aquilani; in collegamento da Bologna, invece, l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al dipartipento per le Politiche della famiglia Carlo Giovanardi.

“C’è un posto dove si soffre la crisi più che all’Aquila? Noi crediamo di no” ha chiesto, retoricamente,  il conduttore Beha prima di concedere la parola ai presenti in studio ai quali ha chiesto se il titolo della trasmissione fosse azzeccato.

Un piccolo intermezzo prima del via alle polemiche a distanza sulla vicenda dei fondi per il sociale e l’inchiesta aperta dalla magistratura, che ha portato all’arresto di due persone (ora con obbligo di dimora), Fabrizio Traversi e Gianfranco Cavaliere, e ha portato all’emissione di avvisi di garanzia nei confronti del vescovo ausiliare dell’Aquila, Giovanni D’Ercole, l’ex assessore provinciale Mimmo Srour, il sindaco di San Demetrio ne’ Vestini (L’Aquila), Silvano Cappelli, e il presidente di Eurispes Abruzzo, Nicola Ferrigni.

Nella trasmissione si sono scontrate verità agli antipodi, come quella dell’ex sottosegretario che ha detto: “L’unico progetto finanziato è quello del Comune dell’Aquila, per 3,1 milioni di euro, ma non hanno mandato uno straccio di carta per liquidare quei fondi”. Giovanardi ha proseguito dicendo di essere solidale “con il vescovo D’Ercole” e che la cultura del sospetto e delle denunce porti ad un rallentamento della ricostruzione: “La colpa è di chi fa troppe denunce, chi insinua. Si parla di tentata truffa? dov’è?”.

Alle accuse di Giovanardi ha replicato il sindaco: “Le informazioni di Giovanardi non sono esatte: del fondo  3,1 milioni usati su progetto del Comune dell’Aquila. Per gli altri si decise bando con pubblico su cui è stato richiesto l’accesso agli atti. Ci sono stati due arresti e un’inchiesta magistratura. Questi soldi dovevano servire per emergenze sociali indotte o conseguenti al terremoto. Con i 3,1 milioni del progetto già finanziato le imprese stanno lavorando anche a ritmo intenso. Penso ad aprire si aprirà la prima parte dell’Onpi (la casa di riposo per anziani, ndr) per il mese di marzo”.

Affermazioni a cui hanno fatto da eco le parole dell’assessore Stefania Pezzopane: “I fondi per gli anziani hanno preso strade strane, il bando era fatto male. Non furono chiari i criteri: a bando chiuso furono adottati sottocriteri che hanno cambiato tutto”.

Sulla vicenda, inoltre D’Eramo ha aggiunto: “Bene fa la Procura a tenere alta la guardia, per ora si parla comunque solo di ipotesi di reato. La Procura va ringraziata per il lavoro attento che sta svolgendo sull’Aquila. Di fronte alle ipotesi reato vanno fatte verifiche”.

Cose che solo chi ha letto attentamente nei mesi scorsi le cronache sui media locale può aver colto a pieno, così come la vicenda della zona franca e del regime ‘de minimis’, rilanciata dall’europarlamentare Pd David Sassoli: “Sassoli: Dopo il sisma si è sviluppata all’Aquila, anche per incompetenza di chi doveva spiegare le cose, l’idea che L’Aquila potesse divenire zona franca, senza spiegare di che si stesse parlando. Si è fatto credere, anche da autorevoli esponenti dell’ex governo, come con la zfu L’Aquila potesse diventare come Gibilterra o Malta, una sorta di porto franco. Gli amministratori dell’Aquila ci hanno chiesto di fare verifiche. La zona franca è relativa a solo ad agevolazioni fiscali per le Pmi che si insediano. Nell’emergenza si potevano adottare altri meccanismi, come il cosiddetto regime de minimis, un provvedimento che il governo può adottare senza autorizzazione dell’Europa”.

Il programma è scivolato via per un’ora intera su questi ritmi, con Beha che rilanciava i temi dello scontro tra le parti, dando per scontato che fossero di dominio pubblico nell’intera penisola e fossero conosciuti da tutti e tutti capissero di cosa si stesse parlando.

RICCIUTI: ”ZONA FRANCA, CIALENTE LA SMETTA DI FARE POLEMICHE”

La zona franca continua a far discutere, sull’argomento è intervenuto anche il consigliere regionale del Popolo della libertà Luca Ricciuti, dopo aver ascoltato le dichiarazioni del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ai microfoni di Rai 3.

“Il sindaco continua ad alimentare polemiche su tutto ciò che gli accade perché è a conoscenza di non essere il prossimo candidato sindaco del centrosinistra all’Aquila”.

“Il primo cittadino – prosegue Ricciuti – se la prende ingiustamente con il presidente della Giunta regionale e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, e con il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, voglio ricordare al sindaco che non è il momento di costruire polemiche, bensì è necessario ritrovare unità e coesione per ottenere l’istituzione della zona franca o di un provvedimento similare che possa agevolare la rinascita economia della nostra città”.

“È ormai noto a tutti, che – conclude il consigliere Luca Ricciuti – il prossimo candidato sindaco del centrosinistra all’Aquila sarà l’onorevole del Pd Giovanni Lolli”.