MILANO – La visita di Giuseppe Conte nelle zone più colpite dal virus in Lombardia avviene mentre un’ondata di proteste travolge il Dpcm sulla Fase 2 varato due giorni fa.

La Cei insiste sulla libertà di culto che ritiene violata dal divieto dei riti collettivi, il centrodestra preme per una maggiore apertura, con Salvini che paventa proteste in strada ma “in sicurezza” e chiede a Conte di riferire in Parlamento. Matteo Renzi esorta il governo a “non perdere un minuto di più”.

La Svp minaccia di ritirare il suo appoggio al governo. Lombardia e Veneto aprono le porte delle seconde case e al diporto.

Diversi anche i dubbi su vari punti del decreto, come quello sugli incontri con parenti e ‘affetti stabili’ anche se Conte precisa: no ad uscite con gli amici. In fibrillazione è anche il mondo del calcio, escluso per ora dalle ripartenze programmate: la Lega di Serie A ha indicato il 14 giugno come l’ultima data utile per far ripartire il campionato e i club vogliono 4 settimane per preparare i calciatori. Il ministero esclude che siano stati presi impegni o siano possibili in questa fase.

Oggi Zingaretti presenta un piano per snellire le procedure e “dare un’anima politica alla ripartenza”.