L’AQUILA – Sono ancora poco chiari molti dettagli del presunto stupro avvenuto sabato notte nell’Aquilano.
Oggi è emersa la prima testimonianza della giovane vittima, piena di molti “non ricordo” sui particolari della terribile esperienza vissuta.
Eppure la testimonianza della ragazza è fondamentale per la prosecuzione delle indagini, anche perché la violenza sessuale è un reato procedibile non d’ufficio ma a querela di parte: se non denuncerà lei, insomma, non si potrà andare oltre la mera apertura di un’inchiesta, che è già avvenuta.
Oggi si è saputo anche l’esito dell’interrogatorio del giovane militare, originario di Avellino e di stanza all’Aquila, sospettato di essere coinvolto nella vicenda: prima ha negato ogni addebito, poi ha parlato di rapporti consenzienti.
E dalle indagini dei carabinieri, che hanno torchiato una quindicina di persone, è venuto fuori che assieme al giovane c’erano anche altri due amici commilitoni, uno campano e l’altro originario proprio dell’Aquila.
Al momento, tuttavia, tutti e tre sono stati ascoltati solo come persone informate sui fatti e rilasciati, tanto che hanno svolto regolare servizio alla caserma “Pasquali” del capoluogo.
Intanto si moltiplicano le reazioni indignate alla vicenda, tra gli altri oggi il parroco di Pizzoli, don Claudio Tracanna, ha dedicato una preghiera alla giovane, mentre il sindaco di Tivoli, Sandro Gallotti, parlando ad AbruzzoWeb ha promesso che se ci sarà un processo l’ente si costituirà parte civile.
LE PRIME PAROLE DELLA GIOVANE
Le prime parole della giovane che avrebbe subito un efferato stupro nella notte tra sabato e domenica nella discoteca Guernica del comune aquilano di Pizzoli è molto confuso e costellato da molti “non ricordo”.
Avrebbe comunque raccontato di essere stata invitata a uscire fuori dal locale dal militare di stanza all’Aquila che è stato trovato dal gestore e dai buttafuori del locale con gli abiti sporchi di sangue vicino alla stessa giovane che era svenuta in mezzo alla neve e seminuda.
È questo il responso del primo contatto avuto in ospedale dalla ventenne di Tivoli, studentessa all’Aquila ascoltata con grande cautela da psichiatri e psicologi.
Sempre in riferimento ai rilievi fatti ieri è emerso che la giovane aveva un grado alcolico superiore alla media.
Si è appreso anche che la ventenne è molto inserita nell’aquilano dove frequenta la facoltà di Ingegneria.
La ventenne è ancora in stato di choc ma le sue condizioni generali migliorano: secondo quanto si è appreso ha passato una notte tranquilla e le suture nelle ferite, soprattutto quelle più gravi nelle zone genitali, hanno un buon decorso.
Tuttavia non si sa se i medici daranno l’assenso al sostituto procuratore dell’Aquila David Mancini e ai carabinieri che stanno conducendo le indagini di poterla ascoltare.
Al punto in cui sono le indagini diventa determinante la testimonianza della giovane per ricostruire il fatto: solo un’accusa e una denuncia da parte della studentessa potrebbero innescare provvedimenti da parte della magistratura nei confronti di una o più persone.
In particolare ci sono sospetti sul giovane militare di stanza all’Aquila bloccato dal gestore e dal buttafuori del locale e poi consegnato ai carabinieri nella notte tra sabato e domenica.
Il giovane è stato interrogato e ha respinto ogni addebito parlando di rapporto consenziente.
Intanto le indagini continuano a ritmo serrato e con il massimo riserbo: i carabinieri stanno ascoltando altre persone.
I militari sono anche in attesa dei risultati tecnico-scientifici dei Ris per confrontarli con le testimonianze del giovane militare, delle persone ascoltate ma soprattutto della ventenne studentessa.
IL MILITARE POTREBBE NON AVER AGITO DA SOLO
I carabinieri tengono ogni pista aperta sul presunto stupro, dalle caratteristiche efferate, della giovane studentessa originaria di Tivoli, ma iscritta alla facoltà di Ingegneria dell’università dell’Aquila, trovata svenuta in mezzo alla neve, gravemente ferita nella zona genitale, fuori dalla discoteca Guernica nel comune aquilano di Pizzoli nella notte tra sabato e domenica.
Il maggiore sospettato, il giovane militare di stanza all’Aquila, secondo quanto si appreso originario della provincia di Avellino, è stato bloccato dai buttafuori poco lontano da dove stata trovata la 20enne, mentre in macchina insieme a tre amici, stava andando via dal locale.
Il giovane si è difeso spiegando che il rapporto è stato consensuale. Ma gli investigatori non escludono che il giovane possa avere avuto dei complici, visto anche che era accompagnato da due amici e un’amica.
A questa ipotesi si pensa alla luce della netta differenza di statura tra il giovane militare, descritto come minuto, e la giovane studentessa, che come altezza supera il metro e 80 centimetri: in sostanza, come avrebbe fatto l’uomo da solo a ridurre la donna in gravi condizioni?
E inoltre: come avrebbe potuto trasportarla da solo dall’interno fuori dal locale? All’interno del locale sarebbero state trovare tracce di sangue in un luogo diverso da quello dove era stata trasportata dopo il soccorso.
Ma se la giovane dovesse continuare a non ricordare e a non denunciare il fatto, allora la vicenda si potrebbe chiudere senza provvedimenti.
TESTIMONE RACCONTA: “HA RISCHIATO DI MORIRE”
“Abbiamo trovato la giovane svenuta e nuda nella neve in mezzo a una pozza di sangue, l’abbiamo portata dentro il locale e l’abbiamo coperta perché era stata svestita con parecchi gradi sotto lo zero. Altri cinque minuti e moriva. Meno male che siamo soliti fare il giro prima di chiudere il locale”.
A raccontare quei drammatici momenti nella notte tra sabato e domenica al termine di una serata danzante nella discoteca Guernica nel comune aquilano di Pizzoli, è uno due buttafuori intervenuti, con il padrone, per soccorrere la giovane studentessa, forse vittima di uno stupro, trovata svenuta e insanguinata in mezzo alla neve fuori dal locale.
“A quel punto, dopo aver ricevuto istruzioni in tal senso – ha continuato – siamo andati a bloccare il presunto aggressore in una macchina dove era insieme a due amici e un’amica. Non guidava lui ma stavano per andare via. Se non ci fossimo accorti, la giovane sarebbe rimasta sola perché una sua amica era andata a casa prima. Il fatto? Non so se è successo fuori, oppure hanno portato la ragazza fuori, questo sarebbe un caso più grave”.
L’addetto alla sicurezza è ancora sconvolto. “Abbiamo fatto tutto quello che si doveva fare, insieme al proprietario abbiamo chiamato 118 e carabinieri. Non so cosa è successo, sarà importante che la vittima chiarisca, comunque, viste la gravi ferite e la stazza non imponente del giovane militare a dispetto di un fisico ben più grande della ventenne studentessa, forse non ha agito uno solo”.
L’uomo è stato ascoltato per molte ore nella giornata di ieri.
IL SOSPETTATO E’ ANCORA IN LIBERTA’
Si trova in libertà il giovane militare di stanza all’Aquila, precisamente nel 33° reggimento artiglieria Acqui, sul quale, subito dopo il ritrovamento della ventenne originaria di Tivoli, studentessa all’Aquila, si erano addensati i maggiori sospetti di un presunto stupro.
L’uomo era stato fermato con gli abiti sporchi di sangue dal gestore del locale e dai buttafuori nelle vicinanze del posto dove era stata trovata la giovane studentessa, mentre stava lasciando con tre amici la discoteca.
Il sospettato ieri è stato lungamente interrogato. L’inchiesta, allo stato, non ha indagati e la sua evoluzione è legata alle dichiarazioni che la vittima farà agli inquirenti e alla sua eventuale querela.
Il militare, da quanto si è appreso, prima ha negato ogni rapporto, poi ha ammesso il rapporto sessuale sostenendo che la giovane era consenziente.
Il militare è all’Aquila, in servizio nella caserma Pasquali.
APERTA UN’INCHIESTA CONTRO IGNOTI
È contro ignoti l’inchiesta aperta dalla procura della Repubblica dell’Aquila sul presunto efferato stupro ai danni di una giovane studentessa, trovata svenuta, insanguinata e seminuda in mezzo alla neve e al freddo fuori la discoteca Guernica nel comuna aquilano di Pizzoli nella notte tra sabato e domenica scorsa.
Investigatori e inquirenti sono molto cauti e prima di adottare provvedimenti vogliono attendere i riscontri delle analisi tecniche e scientifiche, e la versione della studentessa ricoverata, ancora in stato di choc, al reparto di ginecologia per le profonde ferite riportate soprattutto nella zona genitale.
Oggi in procura c’è stato un summit tra il sostituto e i carabinieri nel quale è stato fatto il punto sull’indagine e stilata la strategia di indagine.
Intanto i carabinieri continuano a indagare e sentire persone.
IL SOSPETTATO ERA CON DUE COLLEGHI, UNO AQUILANO
Il giovane militare originario della provincia di Avellino, tra i maggiori sospettati dello stupro della giovane studentessa nella notte tra sabato e domenica nella discoteca Guernica nel comune aquilano di Pizzoli, era in compagnia di due colleghi, uno campano e l’altro aquilano, entrambi arruolati al 33° reggimento artiglieria Acqui.
Gli ultimi due, fino a questo momento sarebbero comunque risultati estranei alla vicenda.
Da fonti dell’esercito emerge che i tre, nella giornata di ieri, sono stati ascoltati come persone informate sui fatti e, dopo aver respinto ogni addebito, sono stati rilasciati.
Da questa mattina sono in servizio e svolgono regolare attività.
“I ragazzi erano usciti per una serata in discoteca, ora sono tornati in servizio non avendo avuto nessun provvedimento a loro carico. Appaiono tranquilli, speriamo che la vicenda, molto grave, venga chiarita al più presto”, spiegano al 33°.
ECCO PERCHE’ SERVE LA QUERELA PER PROCEDERE
Nella vicenda della ragazza che avrebbe subito uno stupro dopo una serata in una discoteca dell’aquilano, gli inquirenti attendono di sentire la vittima non solo per ricostruzione nel dettaglio i fatti, ma anche per sapere se intende formalizzare la querela nei riguardi del suo aggressore.
Diversamente che per i casi di violenza sessuale di gruppo (per i quali si procede d’ufficio) lo stupro commesso da una singola persona, infatti, è punibile a querela della persona offesa (sempre che sia maggiorenne).
Il termine per la proposizione della querela è più lungo di quello “ordinario” (tre mesi) ed è di sei mesi. La querela, una volta proposta, diventa irrevocabile.
Sempre nei casi di violenza commessa da una sola persona, si procede, inoltre, d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di una persona che non ha compiuto 14 anni; se il fatto è commesso dal genitore, anche adottivo, o dal convivente, dal tutore, o da altra persona cui il minore è affidato; se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio nell’esercizio delle proprie funzioni; se il fatto è connesso con un altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio.
Anche l’altro reato allo stato ipotizzabile nella vicenda del presunto stupro avvenuto due sere fa nell’aquilano, quello di lesioni personali, è allo stato perseguibile a querela: la vittima ha avuto una prognosi di 20 giorni, e in tal caso il codice impone che vi sia la querela per avviare un procedimento penale.
Il quadro di procedibilità fin qui delineato, potrebbe, peraltro, modificarsi anche nel caso in cui venissero ipotizzate specifiche circostanze aggravanti che rendano i reati perseguibili d’ufficio.
SINDACO TIVOLI: “EPISODIO DRAMMATICO, COMUNE PARTE CIVILE SE CI SARA’ PROCESSO”
“Il Comune di Tivoli valuterà la possibilità di costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento penale nei confronti dei responsabili della violenza sulla giovane avvenuta nella notte tra sabato e domenica nella discoteca Guernica del comune aquilano di Pizzoli”.
Lo ha affermato lo stesso sindaco, Sandro Gallotti, che ha espresso “vicinanza e solidarietà alla ragazza e alla sua famiglia. Sono episodi tragici e drammatici che non vorremmo mai sentire nella cronaca di tutti i giorni”.
In base a una delibera di Giunta, il comune di Tivoli ha la facoltà di costituirsi parte civile in caso di violenza contro soggetti deboli, come anziani, bambini e donne.
La notizia ha fatto subito il giro del comune romano, riportando alla mente il drammatico stupro avvenuto tre anni fa nel vicino comune di Guidonia Montecelio. Un branco di quattro romeni, nel gennaio 2009, aggredì una coppia di fidanzati che si era appartata in una strada di campagna.
Lui, 24 anni, venne massacrato di botte e rinchiuso nel portabagagli, mentre lei, allora 21enne, venne violentata a turno dai balordi. (e.m.)
ARCIGAY: ”SI PERSEGUA ANCHE TENTATO OMICIDIO E OMISSIONE DI SOCCORSO”
“L’Arcigay dell’Aquila condanna l’odioso atto di violenza ed esprime solidarietà alla ragazza vittima dello stupro a Pizzoli”.
Lo scrivono in una nota la presidente dell’associazione, Carla Liberatore, la vice presidente, Marthia Ferrieri, e la segretaria, Ramona Ardivoli.
“Apprendiamo da un paio di giorni di un odioso atto di violenza sessuale perpetrato ai danni di una ragazza di soli 21 anni. Arcigay Consoli L’Aquila – dice il comunicato – esprime totale vicinanza e solidarietà alla ragazza vittima della violenza e alla sua famiglia”.
“Inoltre l’Arcigay vuol far presente che a parte la dovuta dura condanna nei confronti degli stupratori, si augura che questi soggetti vengano perseguiti anche per il reato di ‘tentato omicidio’ e per ‘omissione di soccorso’ – spiega l’Arcigay – in quanto la vittima, dopo aver subito l’ignobile atto, è stata lasciata abbandonata mezza nuda fra la neve senza alcun soccorso e ci si aspetta che i magistrati non credano alla solita ‘favola’ del ‘rapporto consensuale'”.
“Infine l’Arcigay – conclude la nota – si mette a completa disposizione della ragazza violentata e dei suoi cari per qualunque cosa possa occorrere, confermando ora e sempre la propria vicinanza a tutte le vittime di violenza”.
I contatti dell’Arcigay L’Aquila sono: email [email protected] oppure [email protected] – telefoni 347.3017980 oppure 346.5149703.
PEZZOPANE: ”SUBITO I FONDI PER IL CENTRO ANTIVIOLENZA”
“Mi auguro abbia la forza e il coraggio di superare la solitudine di un tragico momento come quello che sta vivendo. Noi le siamo vicini”.
Così l’assessore alle Politiche sociali del Comune dell’Aquila Stefania Pezzopane, commentando la violenza sessuale subita da una studentessa ventenne, all’uscita della discoteca di Pizzoli (L’Aquila).
“Al dolore ed allo sgomento che ci hanno colto nell’apprendere di questo nuovo orribile caso di violenza su una donna, aggiungo l’urgenza di costruire in città la Casa antiviolenza. Un luogo dove le donne possano ricevere aiuto e calore, protezione e coraggio; dove si alimenti e cresca la cultura del rispetto”, aggiunge la Pezzopane.
“Torno allora a sollecitare il ministro Elsa Fornero perché sia testimone dei tempi che cambiano, perché i fondi ex Carfagna, dirottati dalla perversione politica di Silvio Berlusconi e Gianni Chiodi sulle diocesi abruzzesi e sull’assessorato di Parità della Regione Abruzzo – prosegue la Pezzopane – vengano destinati alla realizzazione del Centro antiviolenza all’Aquila, così come previsto”.
“Io credo che un caso di violenza sessuale sia di per sé una verifica più che sufficiente a testimoniare la necessità di venire incontro alle nostre richieste – afferma ancora – che altro non rappresentano se non le esigenze di una società sana che rispetta le donne e la loro sessualità e non intende più mortificarle come usa fare, col garbo cui oramai ci ha abituati, l’ex ministro Carlo Giovanardi, paragonando il bacio tra due donne al ribrezzo suscitato da una ‘pipì in pubblico’”.
“È il momento giusto, ne sono persuasa, per promuovere una cultura lontana dagli abusi e dalle violenze, dai luoghi comuni e da quella bruttissima abitudine che purtroppo è ancora in uso – conclude l’assessore – di addossare la colpa delle violenze sulle stesse donne che le hanno subite, la cui libertà sacrosanta di vivere viene scambiata, spesso, per mera provocazione”.






