L’AQUILA – “La famiglia Tuccia formula le massime scuse alla famiglia della giovane studentessa per quanto avvenuto in discoteca, anche a causa della particolare alterazione alcolica nella quale versava la ragazza e in parte il ragazzo”.

Lo ha detto l’avvocato Alberico Villani, legale di Francesco Tuccia, il militare di 21 anni in carcere per la violenza sessuale ai danni di una studentessa laziale, a proposito del perdono concesso dalla madre della ragazza al suo assistito.

“Il pensiero della madre della giovane ha fatto piacere. Finora la famiglia Tuccia non ha chiesto scusa direttamente perché sconvolta dalla detenzione del figlio, troppo presa nel processo, nell’inchiesta e nel contrastare la troppa attenzione degli organi di informazione”, spiega il legale.

“Sicuramente chiederanno scusa di persona, non c’è nessuna difficoltà”, anche tenendo conto del fatto che “nessuno voleva arrivare a quanto accaduto e che tutto è andato al di là delle intenzioni”.

La madre della vittima proprio ieri, dopo le dimissioni della giovane dall’ospedale aquilano, ha rilasciato per la prima volta un commento sulla vicenda. Parole molto toccanti se si pensa che vengono da una donna che ha rischiato di perdere la propria figlia per sempre.

“Perdonare il giovane che fatto tanto male a mia figlia? – ha dichiarato ieri la donna – Credo che quel ragazzo sia uno strumento, vengo da una cultura cristiana. Odio, rancore e vendetta non servono a nulla. La giustizia umana è compito degli uomini, farò una preghiera per tutti, anche per il ragazzo”.

Nei giorni scorsi, il padre della giovane studentessa nel corso di una puntata della trasmissione Rai Chi l’ha visto, aveva lanciato un appello a chi sapesse o avesse visto qualcosa, di parlare per chiarire una vicenda che, secondo la famiglia, ha dei punti oscuri, soprattutto sul ruolo dei due giovani militari di stanza all’Aquila nel 33° reggimento artiglieria “Acqui” che, insieme a una ragazza minorenne, accompagnavano il collega, arrestato con l’accusa di tentato omicidio e violenza sessuale aggravata.

Intanto, i difensori del militare e della studentessa, tra cui ci sono stati momenti di polemica, anche se a distanza, stanno affinando le armi per le rispettive strategie: il legale di Tuccia, in particolare, sta attendendo che il Riesame fissi l’udienza in seguito alla richiesta di scarcerazione.

Dopo il 10 marzo cominceranno gli accertamenti tecnici su tutti gli indumenti sequestrati da parte del Ris di Roma, fase nella quale le parti potranno nominare un consulente.

La giovane, dimessa ieri dall’ospedale dopo venti giorni, sta cercando di recuperare in una struttura ricettiva nel Lazio. Ha già ricominciato a studiare, ma non si sa se rimarrà iscritta all’università dell’Aquila.

Al magistrato che l’ha ascoltata per la prima volta ha spiegato che i suoi ricordi si fermano al guardaroba nel momento in cui l’amica del cuore ha lasciato la discoteca e ricominciano quando si è svegliata in ospedale.