L’AQUILA – Si intitola “Abbruzzo (ebbene sì, proprio con due ‘b’, ndr) i luoghi della rinascita” la seconda puntata del servizio di Studio Aperto dedicato alla situazione post terremoto della città dell’Aquila, andato in onda nell’edizione pomeridiana di ieri del tg di Italia1 e visibile anche in rete sul sito della testata giornalistica di Mediaset.
Una seconda puntata destinata ad accendere nuove polemiche, dopo quella trasmessa ieri nell’edizione delle 12.25, in cui secondo molti si è voluta mostrare solo la parte mezza piena del bicchiere, presentando una situazione quasi idilliaca, evitando di parlare dei disagi e dei problemi che gli aquilani vivono quotidianamente.
Questa volta lo scenario non è il centro storico ma le “new town”, i complessi del progetto C.a.s.e. dove vivono migliaia di aquilani rimasti senza casa. Nel servizio si dice che nei nuovi alloggi si sta bene, le interviste raccolte sono tutte molto positive, i nuovi complessi sopno ben collegati con i mezzi pubblici e sono vicini a scuole e farmacie.
Una situazione ben diversa è quella che giunge dai nuovi complessi abitativi cdostruiti per fronteggiare l’emergenza abitativa. Ben due segnalazioni di disagi e problemi sono arrivate solo oggi ad AbruzzoWeb.
Una lettrice segnala che nel progetto C.a.s.e. di Coppito 3 ci sono problemi alle caldaie e gli inquilini sono al freddo e senza acqua calda da una settimana “e nonostante i solleciti nessuno interviene”.
Nel complesso di Pagliare di Sassa, i condomini segnalano la presenza di una fogna che scarica a cielo aperto nei garage di una delle piastre antisismiche. Anche qui non è stata ancora trovata una soluzione al problema.
Solo qualche giorno fa un grosso pezzo di cartongesso si è staccato dal soffitto del parcheggio di una piastra del progetto C.a.s.e. di Cese di Preturo, sfondando il lunotto posteriore di un’auto posteggiata.
STUDIO APERTO ATTO II: “NEL PROGETTO C.A.S.E. VA TUTTO BENE”
La seconda puntata del viaggio sull’Aquila post-terremoto è dedicata alle “new town”. La giornalista intervista la famiglia di Gabriella Mancarelli, che vive da fine 2009 con i suoceri e il fidanzato in uno degli alloggi del progetto C.a.s.e. di Bazzano. La donna mostra quanto sia grande la casa, con ben due camere e due bagni. Una famiglia felice, che “a 30 mesi dal terremoto cresce”, dice la giornalista, con un bimbo in arrivo. La vita va avanti, insomma, e di problemi non c’è neanche l’ombra.
Si passa al progetto C.a.s.e. di Sant’Elia 1. Qui la giornalista osserva come i ballatoi pieni di fiori “raccontano di nuove vite e di passioni che non tramontano mai”, e passa a intervistare una signora che alle telecamere mostra con orgoglio una pianta che bella e rigogliosa è lì da tre anni, da quando lei è andata a vivere nel nuovo alloggio.
Le piante stanno bene, quindi, ma del resto non si parla. Nessun accenno seppur minimo ai problemi che nel nostro C.a.s.e. Tour, la rubrica di AbruzzoWeb, avevamo riscontrato, come le perdite delle tubature dell’acqua, che creano vere e proprie pozzanghere nei garage e causano problemi al sistema di riscaldamento, o le corse degli autobus insufficienti per gli studenti, o la mancanza assoluta di spazi per la socialità.
Le interviste raccolte da Studio Aperto sono sempre più che positive. Un’altra signora che vive nel progetto C.a.s.e. afferma al microfono che “sono state date le case a 70 mila persone”. Numeri un po’ elevati, dato che nel progetto C.a.s.e. vivono 15 mila perone.
Senza specificare a quale “new town” si riferisca, la giornalista afferma poi che “farmacie, scuole, fermate dell’autobus si raggiungono in un attimo”. Non sarebbero molto d’accordo con questa affermazione gli abitanti del complesso antisismico di Assergi, che nell’ultima puntata del C.a.se. Tour hanno spiegato di essere lontani da tutto e con pochissimi collegamenti dei mezzi pubblici.
E poi ancora. “Per un giro di shopping in tanti preferiscono i centri commerciali”, dice la giornalista prima di intervistare gente sorridente intenta a fare già i primi regali per il Natale.
Nessun accenno, anche qui, al fatto che alternative ai centri commerciali, purtroppo, a 31 mesi dal terremoto ancora non ce ne sono.
COPPITO 3: RISCALDAMENTI ROTTI. A PAGLIARE DI SASSA FOGNE A CIELO APERTO
“Siamo al freddo da una settimana e nonostante i solleciti nessuno interviene”.
È la protesta di una nostra lettrice, Franca Cetra, che, a nome di un gruppo di inquilini del progetto C.a.s.e. di Coppito 3 segnala i disagi che vivono gli aquilani sfollati ospitati nel complesso alloggiativo della frazione aquilana.
“Abbiamo rappresentato i guasti sia al Comune che alla Manutencoop, ma senza successo – aggiunge la signora – addirittura un responsabile comunale ci ha trattato in malo modo dicendo che sono una pazza visionaria e che è tutto a posto”.
“La Manutencoop, invece – dice ancora la Cetra – è venuta ma non ci ha fatto sapere se e quando aggiusteranno le caldaie”.
“Viviamo in condizioni proibitive – polemizza – negli ultimi giorni il termometro è sceso più volte sotto lo zero e stare nelle case senza riscaldamento è davvero un’impresa stoica”.
Intanto arriva anche una segnalazione dal progetto C.a.s.e. di Pagliare di Sassa, dove un cittadino ha inviato la foto di una fogna che scarica a cielo aperto nei garage di una piastra antisismica.
Gli scarichi maleodoranti sono lì da giorni e la Manutencoop ancora non ha provveduto a risolvere il problema. Per segnalare questo forte disagio e chiedere un tempestivo interventi, tutti i condòmini hanno anche raccolto le firme che sono state inviate all’ingegnere della Protezione civile di riferimento.




