PESCARA – Sit-in di protesta promosso dall’associazione Carrozzine Determinate davanti la sede della Regione Abruzzo a Pescara, contro il provvedimento con cui il governatore Gianni Chiodi conferma che “gli studi medici non devono rispettare le norme sull’accessibilità”.
Quest’ultimo replica alla mobilitazione: “Non si tratta di una mia interpretazione, ma degli esperti”.
I manifestanti, diverse decine di persone, la maggior parte in carrozzina, per l’occasione hanno indossato camici bianchi e mostrato cartelli con la scritta ‘medici senza barriere’.
All’iniziativa erano stati invitati candidati alle elezioni del 25 maggio, gli assessori e i consiglieri regionali.
Hanno partecipato, tra gli altri, gli aspiranti presidenti di Regione per il centrosinistra Luciano D’Alfonso e per Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo, la candidata al Consiglio regionale Marinella Sclocco e il candidato sindaco di Pescara per il Movimento 5 Stelle Enrica Sabatini.
Acerbo ha annunciato di aver presentato una risoluzione in cui si chiede a Chiodi di ritirare il provvedimento.
“Per qualche ‘gioco’ politico-elettorale – ha affermato il presidente dell’associazione Carrozzine determinate, Claudio Ferrante – le persone con gravi difficoltà di deambulazione, in carrozzina, gli stessi anziani o le mamme con il passeggino non potranno recarsi dal proprio medico o pediatra di base, perché per il governatore abbattere le barriere negli studi medici non è obbligatorio”.
“Saremo costretti a denunciare i medici di famiglia per discriminazione – ha aggiunto – Tutto questo è stato combinato da Chiodi, che oggi non ha neanche mandato nessuno a riceverci. Nonostante la nostra presenza qui, garantita non senza sforzi, registriamo l’indifferenza di una Regione che negli ultimi anni ha dimostrato disinteresse per la disabilità”.
L’associazione ha inoltre annunciato che nei prossimi giorni verrà organizzata una nuova ‘passeggiata empatica’ per la città, coinvolgendo i candidati alle elezioni del 25 maggio.
Sulla questione interviene anche la deputata Vittoria D’Incecco (Pd), medico di base a Pescara, che ha presentato un’interrogazione al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sottolineando che “c’è confusione e disorientamento rispetto a questa materia. È fondamentale garantire il diritto alla salute a tutti – dice la parlamentare – e quindi c’è necessità di un’indicazione precisa e risolutiva sul significato della legge da seguire”.
“Mi auguro che il ministro intervenga immediatamente e faccia luce sugli strumenti normativi a disposizione”, conclude.
“L’abbattimento delle barriere architettoniche ovunque, e comunque, va accompagnato da una disponibilità di risorse che la Regione deve mettere a disposizione”, dichiara in una nota il capogruppo del Partito democratico, Camillo D’Alessandro.
“L’interpretazione che io ho firmato non è un’interpretazione giuridica del presidente di Regione, ma è un’interpretazione che mi è stata fornita giuridicamente dagli addetti ai lavori”.
Così il governatore Gianni Chiodi a proposito della protesta dei disabili per la questione degli studi medici non accessibili.
Rispondendo ai manifestanti, secondo cui nessun esponente della Regione li ha incontrati, Chiodi spiega che “l’incontro c’è ed è già stato fissato per il 28 aprile. Abbiamo convocato anche i medici – sottolinea il governatore – affinché si incontrino con le associazioni e con la Regione per cercare di arrivare a una soluzione”.
“Si tratta di aspetti giuridici – evidenzia Chiodi – non è che fare pressione o non fare pressione può far cambiare le interpretazioni giuridiche. Tra l’altro è una situazione che era preesistente, non è che sia cambiato qualcosa. Quello che noi abbiamo fatto è stato confermare l’interpretazione delle norme”.
“Io auspicavo che il problema potesse essere risolto e infatti avevamo pensato noi all’abbattimento delle barriere architettoniche negli studi medici, ma poi – ha concluso – ci sono state minacce di ricorsi e, infine, questa interpretazione giudirica”.





