ROCCARASO – Saranno circa 400 gli studenti che nella mattinata di mercoledì 21 novembre, saliranno sul “Treno della Memoria”, il viaggio da Sulmona a Roccaraso (L’Aquila), a bordo della Transiberiana d’Italia promosso nell’ambito delle celebrazioni per il 75esimo anniversario dell’eccidio dei Limmari, avvenuto per mano della ferocia naziasta a Pietransieri, frazione di Roccaraso.
Un’iniziativa che vede in prima fila il Comune di Roccaraso in collaborazione con la Fondazione FS Italiane, l’Associazione “Le Rotaie” di Isernia e l’Istituto Alberghiero “De Panfilis” di Roccaraso.
“Sarà un viaggio carico di significato, un vero e proprio percorso educativo – ha spiegato il sindaco di Roccaraso, Francesco Di Donato – gli studenti visiteranno il Sacrario e successivamente i casolari dove 75 anni fa si è verificata questa terribile strage, partecipando alla manifestazione commemorativa insieme alla nostra comunità”.
“Nei giorni scorsi – ha ricordato il sindaco – abbiamo promosso un importante convegno con giuristi e storici di altissimo livello proprio perché siamo convinti della necessità di trasferire la memoria storica di questi eventi alle nuove generazioni. Il prossimo passo sarà la realizzazione del Parco della Memoria a Pietransieri: un progetto sul quale stiamo lavorando come amministrazione comunale e che presto trasformeremo in un’area di grande valenza storica e culturale”.
Alla manifestazione parteciperanno gli studenti dell’Istituto omnicomprensivo di Popoli (Pescara), del “Mazzini-Capograssi” di Sulmona, del “Radice – Ovidio” di Sulmona, del “B. Croce” di Pescasseroli (L’Aquila) e dell’ Istituto Alberghiero “De Panfilis” di Roccaraso.
A Pietransieri è prevista anche l’apertura della mostra temporanea dei reperti bellici a cura dell’associazione History hunters- Gustav line di Ortona.
La zona in cui avvenne il massacro rappresentava uno dei capisaldi della linea difensiva Gustav su cui le forze armate tedesche si attestarono dopo lo sbarco alleato a Salerno.
Adolf Hitler ordinò alle forze tedesche di stanza in Italia centrale di mantenere le proprie posizioni fino alla primavera del 1945, facendo terra bruciata attorno alle formazioni partigiane operanti.
Il maresciallo Albert Kesselring fece affiggere un manifesto nelle località di Rivisondoli, Pescocostanzo, Roccaraso, Roccacinquemiglia, e Pietransieri, secondo cui, “tutti coloro che si troveranno ancora in paese o sulle montagne circostanti saranno considerati ribelli e ad essi sarà riservato il trattamento stabilito dalle leggi di guerra dell’esercito germanico”.
Una minaccia che fu probabilmente ignorata dalla popolazione, di umile condizione, che ben difficilmente avrebbe potuto abbandonare la propria terra e abitazione.
La rappresaglia dei tedeschi, comandati dal maggiore Wolf Werner Graf von der Schulenburg (responsabile anche della strage di Matera), si accanì in un primo momento contro il bestiame razziato, mitragliato e abbandonato nei boschi circostanti.
In un secondo momento i nazisti rastrellarono gli abitanti inermi che si trovavano fra i casali dei Limmari e li trucidarono.
Le vittime furono 128: tra esse 34 bambini al di sotto dei 10 anni e un bimbo di un mese.
I cadaveri restarono a lungo abbandonati nella boscaglia, nelle radure, fra le rovine dei casali, sepolti dalla neve sino all’estate del 1944.
Scampò alla strage una sola superstite, Virginia, una bambina di sei anni che fu occultata e protetta dalle vesti della mamma.





