PESCARA – “Il governo ha deciso di trasferire all’Anas oltre 500 chilometri di strade provinciali in Abruzzo, ma nonostante i ripetuti solleciti di Regione e Anas, gli enti provinciali ancora non procedono agli atti di convenzione”.

La strigliata arriva dal sottosegretario regionale Mario Mazzocca, di Art. 1- Mdp, all’indirizzo delle quattro Province abruzzesi, in giorni in cui, dopo il tragico crollo del ponte Morandi di Genova, si scatena l’allarme sullo stato di ponti e viadotti anche abruzzesi, in particolare sull’autostrada A24 e A25.  L’ultimo lanciato da Legambiente, in base alle segnalazioni arrivate dai cittadini. 

A replicare ad Abruzzoweb al sottosegretario Mazzocca sono però il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco, e della Provincia di Chieti Mario Pupillo, ed entrambi assicurano che nonostante le difficoltà e la complessità dell’iter burcratico a giorni saranno inviate le schede per poi perfezionare il passaggio di competenze.

Questa testata ha più volte cercato invano di contattare telefonicamente, gli altri gli presidenti di Provincia, Angelo Caruso, L’Aquila, e Renzo Di Sabatino, Teramo, per poter restituire ai lettori un quadro completo della situazione.

Il passaggio di competenze all’Anas di oltre 500 chilometri di strade provinciali abruzzesi, circa il 20 per cento del totale, giova ricordare, è stato deciso con il decreto Delrio-Gentiloni del 28 aprile scorso, visto che le Province non hanno i soldi per intervenire, e si è oramai in una situazione di cronica emergenza.

“Una decisione – spiega il sottosegretario – a cui abbiamo lavorato intensamente per un biennio, lungamente attesa dalla popolazione abruzzese e dagli enti locali, a partire dagli enti provinciali in difficoltà nell’eseguire opere manutentive nei tratti stradali di competenza. Tuttavia, le Province non ancora procedono alla sottoscrizione degli atti di convenzione”.

” Ormai da tempo – incalza Mazzocca – da parte delle Province, non hanno avuto alcun tipo di riscontro i ripetuti solleciti sia di Anas che della Regione, che ha inviato missive alle province dalla scorsa primavera in poi, relativamente all’ottimizzazione dei tempi per il passaggio di consegne ad Anas. Fatto ancora più grave se si considera l’entità del problema vissuto in maniera drammatica soprattutto nelle zone interne d’Abruzzo”.

“Di conseguenza – conclude Mazzocca – questi tratti stradali sono ancora in capo alle Province che, da un anno circa, in vista del passaggio ad Anas, hanno di fatto interrotto ogni forma di manutenzione stradale, aggravando ulteriormente lo stato di salute di diversi tratti, per altro già fortemente provati dalle cicliche avversità atmosferiche e sismiche che hanno interessato la nostra regione dal 4 marzo 2015. A mero titolo esemplificativo, dei 746 chilometri di cui è titolare la Provincia di Pescara, ben 125 (ovvero il 16,7 per cento del patrimonio viario complessivo) attendono, fin dal mese di aprile, di essere trasferiti ad Anas”.

Mazzocca infine l’occasione per ricordare che la Regione, “ha stanziato, a beneficio delle reti stradali delle Province abruzzesi, risorse per oltre 100 milioni di euro fra fondi Masterplan, Fondo Sviluppo e Coesione, e finanziamenti straordinari, sopperendo così (almeno in parte) ai progressivi tagli dei trasferimenti governativi”. Lasciando intendere che anche in questo caso si attendono risposte, ovvero progetti esecutivi e cantieri.

LA REPLICA DI DI MARCO E PUPILLO

Il presidente della Provincia di Pescara Di Marco assicura però che il lavoro richiesto si sta svolgendo, nonostante la sua complessità burocratica, vista la mole di documentazione richiesta dall’Anas. 

“Abbiamo lavorato –  afferma Di Marco – per determinare nel più breve tempo possibile le risposte che l’Anas ci ha chiesto. Gli uffici stanno lavorando, e lo stiamo facendo anche celermente, nonostante il personale ridotto all’osso, e la complessità delle schede”. 

E annuncia: “sono in procinto di firmare con Anas e il demanio il passaggio dei 97 chilometri di strade c il 13 per cento della viabilità di nostra competenza.

Completerà i compiti a casa, a stretto giro, anche la Provincia di Chieti.

“Stiamo completando tutte le schede richieste dall’Anas, domani ci riuniamo con il dirigente competente Carlo Cristini, per un ultima valutazione, e contiamo di consegnarle, entro giovedi 23 agosto”.

“Qualche ritardo c’è stato – conviene Pupillo – ma vorei ricordare che le schede richieste per i nostri 200 chilometri su 1.800 in totale interessati dal trasferimento, sono estremamente complesse, in esse vanno esaminati gli aspetti morfologici, il flusso del traffico, sull’incidentalità, e antro ancora”. 

LE STRADE A RISCHIO SEGNALATE DA LEGAMBIENTE

A tenere alta l’allerta c’è infine l’elenco delle strade a rischio divulgato da Legambiente, in base alle segnalazioni di distaccamenti di calcinacci, e di parti e sezioni palesemente usurate, nell’ambito dell’iniziativa #SosInfrastruttureSicure. 

Tra esse il ponte di Belvedere e di Gignano, il viadotto autostradale di San Sisto a L’Aquila, come pure, sulla A24 e A25, i viadotti di Pietrasecca, di Cocullo, di Bussi, e ancora il ponte Nuovo e il ponte Guastacconcio in provincia di Chieti, il viadotto del Salinello sulla A14.
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“Attraverso una semplice segnalazione via e-mail – dichiara Francesca Aloisio, direttrice di Legambiente Abruzzo – sarà possibile fornire i riferimenti fotografici dell’infrastruttura e descrivere le anomalie riscontrate, in modo da poter attivare successivamente le autorità competenti (qualora risultasse necessario) e da superare il mero allarmismo. Inoltre, per ulteriori informazioni sarà possibile contattare anche il centro servizi della Green station di Pescara”.

“In questi giorni – aggiunge Giuseppe Di Marco, presidente di Legambiente Abruzzo – si è già avviato il lavoro su un primo quadro relativo alle realtà critiche, in parte già attenzionate in passato ma che sollevano attenzioni e risposte nuove alla luce delle ultime sollecitazioni ricevute. L’insieme delle segnalazioni e riscontri costituiranno la base di approfondimento delle specificità territoriali e di report informativi, oltre che essere uno strumento per contribuire a sollecitare l’indirizzo di future risorse sulla manutenzione e sicurezza delle infrastrutture. Infine, questa campagna vuole essere un ulteriore sprono a mettere in campo le migliori competenze scientifiche e ragionare insieme su un nuovo modello di mobilità sostenibile, più attento alla sicurezza e alla qualità della vita dei cittadini.”

E aggiunge: “Del resto, l’allarme lanciato dall’Istituto di tecnologia delle Costruzioni del Cnr non fa sconti, il problema è nazionale, manca una regia di ampio respiro e non c’è una conoscenza complessiva delle infrastrutture a rischio. E’ necessario che quelle ‘a fine vita’ siano controllate e valutate nel loro stato e, al tempo stesso, va alimentata e fatta crescere nella nostra società ‘la cultura della manutenzione’ come opera pubblica prioritaria di sicurezza e occupazionale”.

“Oggi, con l’iniziativa #SosInfrastruttureSicure – conclude Di Marco – si vuole dare un contributo in questa duplice direzione e mettere i cittadini nella condizione di avere uno strumento utile a unire le tante segnalazioni che già provengono dai territori ma che non ancora giungono ad una lettura completa ed esaustiva”.
A seguire le prime segnalazioni raccolte e documentate da Legambiente

LA LISTA DELLE SEGNALAZIONI DI LEGAMBIENTE

PONTE BELVEDERE DELL’AQUILA
Chiuso dal sisma del 2009, si è deciso di intervenire sulla campata centrale del ponte con la sostituzione dell’attuale struttura in calcestruzzo precompresso con una nuova struttura in acciaio, in modo da avere una struttura leggera con una maggiore sicurezza e fruibilità. Nel frattempo, il ponte rimarrà chiuso al traffico veicolare.

VIADOTTO DI GIGNANO, FRAZIONE DELL’AQUILA
Tratto di superstrada di proprietà provinciale, già oggetto di attenzioni nell’immediato post sisma del 2009 tramite ben due studi di valutazione di sicurezza, che avevano drammaticamente rilevato un ammaloramento dei giunti tecnici e dei cordoli e una conseguente carenza di resistenza in condizioni sismiche per circa la metà dei piloni. E’ presente un restringimento di carreggiata permanente, finalizzato alla diminuzione della velocità dei mezzi in transito.

VIADOTTO AUTOSTRADA A24, QUARTIERE SAN SISTO DELL’AQUILA
Nel 2009 a causa del terremoto si è verificato lo scalinamento del manto stradale. Dal maggio 2017 si lavora sul viadotto con l’obiettivo è di realizzare strutture in acciaio e in cemento capaci di impedire che, in caso di sisma, gli appoggi dei vecchi impalcati possano cedere e si determini uno scalino sul manto stradale, pericoloso per chi viaggia.

PONTE NUOVO TRA ATESSA E LANCIANO (CHIETI) 
Chiusura per due mesi del ‘ponte nuovo’ che collega Atessa con Lanciano, strategico per l’area industriale val di Sangro, infrastruttura già posta in osservazione da molti anni per via del disallineamento dei manicotti dei pilastri. Da perizie effettuate ne veniva garantita la stabilità ma dopo i fatti di Genova e il terremoto del Molise, la provincia ha deciso per la sua chiusura per verifica e messa in sicurezza, annunciando anche la sostituzione dei tando discussi manicotti ed il miglioramento sismico.

PONTE GUASTACCONCIO DI PAGLIETA (CHIETI)
Altro ponte fortemente problematico è nel comune di Paglieta detto ‘Guastacconcio’, chiuso più volte in passato per piene, ha subito delle lesioni. Oggi si transita su carreggiata ristretta ed il traffico inibito ai mezzi superiori a 10 tonnellate. Altro elemento da tenere in considerazione è che la stabilità di questo ponte è messa a dura prova dalle piene, come conseguenza dei cambiamenti climatici, dalla presenza della diga e dall’abbassamento del letto causato dai prelievi di materiali.

VIADOTTI SULLA A24-A25
Dal Ponte di Pietrasecca al viadotto di Cocullo, si segnalano caduta di calcinacci e ferro a vista. Nelle stesse condizioni versano la gran parte dei viadotti Peligni, di Campo di Fano e di Pratola Peligna e non va meglio per i viadotti Popoli-Bussi, stesso troncone autostradale, ma più ad est, dove saltano i giunti con le scosse di terremoto. Lo stato delle due arterie è al centro di un braccio di ferro tra la concessionaria, Strada dei parchi del Gruppo Toto, e il ministero delle Infrastrutture sull’erogazione di fondi necessari per la messa in sicurezza di tratti, strategici in caso di sisma.

VIADOTTO DEL SALINELLO SULLA A14
Segnalati calcinacci che si staccano dal viadotto del Salinello, lungo l’autostrada A14, e in alcuni punti è possibile vedere il ferro usato per armare il viadotto affiorato in superficie. Con un’altezza di 130 m è il più alto in Abruzzo.