ROCCAMORICE – Il Comitato SP64 a difesa del collegamento Colle Botte – Roccamorice – Fonte Tettone  ha inoltrato una lettera aperta al sindaco di Roccamorice (Pescara), Alessandro D’Ascanio, e, sabato 15 e domenica 16 febbraio, dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19, raccoglierà le adesioni dei cittadini che si recheranno presso un gazebo allestito a Roccamorice, in via De Horatiis.

Di seguito la lettera integrale del Consiglio direttivo.

 

“Signor Sindaco, anche noi abbiamo partecipato all’incontro, promosso dall’Amministrazione comunale, lo scorso venerdì 7 febbraio, come recita la locandina dell’iniziativa, alla ricerca machiavelliana della “verità effettuale delle cose”. Inutilmente. Le incertezze e le ansie, non solo non sono svanite, ma sono accresciute. Andiamo per punti:

1. Il Comitato. Origine e finalità.

I fatti del 26 dicembre, la caduta del masso, e i diciassette giorni seguenti, hanno posto in evidenza un vuoto. La popolazione di Roccamorice, sgomenta, preoccupata, dinanzi il disagio e le difficoltà, ha rivolto lo sguardo verso il proprio Sindaco, alla ricerca di supporto, di conforto, di rassicurazione. Invano.È mancato il pathos, la compassione, vale a dire soffrire insieme, è venuto meno l’approccio empatico alla vicenda. Il Comitato non nasce per strumentalizzare la comunità civica, tutt’altro. Ne diviene lo strumento, prende forma per provare a ristabilire, in primo luogo, una connessione emotiva tra la cittadinanza e le istituzioni. Il Comitato non ha finalità politiche, agisce sui temi, con approccio propositivo e costruttivo. Ricondurre la nostra iniziativa ad una logica protestataria, sterile e confusionaria, è una manovra caricaturale, oltre che sbagliata. Infine va chiarito bene il concetto: il Comitato non cerca di interloquire con i cittadini, come si propone di fare l’Amministrazione. Il Comitato è la cittadinanza. Sono i cittadini medesimi che si mobilitano e agiscono in prima persona.

2. Il Ponte Celestino V.

Si è capito che il ponte Celestino V debba essere realizzato a prescindere. La richiesta di riformulare il progetto “Variante Lettomanoppello-Roccamorice”, cercando di prestare attenzione alle reali priorità del territorio, non è stata raccolta. Troppo forte il bisogno di “appuntare” sul bavero della giacca dell’Onorevole questa lussuosa, decorativa spilla. Prendiamo atto, nostro malgrado.

3. La strada di collegamento con Lettomanoppello.

Non ci si vuole limitare alla messa in sicurezza della strada, anche per facilitare la revoca dell’ordinanza di chiusura al transito da parte del Comune di Lettomanoppello. Quello che viene spacciato per intervento mirato ad assicurare a Roccamorice, una via di fuga, percorribile, in caso di emergenza, in realtà, è un’operazione pericolosissima e dannosissima. La consegna della strada intercomunale nelle mani dell’Anas rappresenta, non solo per noi, ma per l’intero fianco pescarese della Maiella, il cavallo di Troia. L’anticamera di una serie di interventi invasivi, prepotenti e violenti, volti ad alterare, a trasformare, il nostro comprensorio, ponendosi l’obiettivo di mutarne i flussi di traffico, specialmente in termini turistici. Si vuol promuovere il nuovo presunto tracciato stradale con la scusa di voler valorizzare la Grangia di San Giorgio. Nulla di più fraudolento. Anche in questa ipotesi, le pendenze resterebbero proibitive e le strettoie, specie all’imbocco di Costa del Colle, ancor più anguste. Il traffico convogliato verso il tratto provinciale SP 64 B, oggi una tranquilla arteria di collegamento di tipo residenziale, che necessita invece di un immediato intervento di straordinaria manutenzione, avrebbe effetti distorsivi e nefasti per il cittadino residente. Respingiamo con forza l’intento di investire milioni di euro per falcidiare boschi, per annientare le campagne in località Cusano e San Giorgio. Non lo consentiremo. Ci opporremo con ogni mezzo a questa sciagura.

4. La montagna.

Con nostro disappunto, abbiamo udito parole volte a minimizzare la portata positiva ed auspicabile che avrebbe l’apertura della SP 64, anche nella stagione invernale, con argomentazioni confuse e contraddittorie. Rivendichiamo, con orgoglio e insistenza, il necessario sbocco verso il bacino sciistico, in parte realizzato sul nostro suolo. Piuttosto ingaggiamo un confronto serrato, fattivo e concreto sul come raggiungere lo scopo, senza riserve o preconcetti.

5. SP 64: la grande assente.

Poche, fugaci parole sulla prospettiva del nuovo ponte che risolverebbe per sempre le nostre problematiche che puntualmente, in maniera ciclica si ripropongono. Pensiamo sia stato un esiziale errore, non aver finalizzato l’”assist” fornito da Sante Di Paolo e da Sinistra italiana. Pensiamo che l’Amministrazione comunale debba perseguire con convinzione e caparbietà questa prospettiva, evitando di accontentarsi dei soliti, scontati e inutili interventi tampone che la Provincia si sta apprestando, per l’ennesima volta ad approntare. I partiti, specie quelli più grandi, non possono esimersi dall’assumere una posizione chiara e netta sul tema.

6. Il territorio.

I pericoli che intravediamo non riguardano solo Roccamorice, ma l’intero versante pescarese della Maiella. Serve che anche gli scafesi, i sanvalentinesi, gli abbateggiani, i sallesi, i caramanichesi e i santeufemiesi se ne rendano conto. Depotenziare la SP 64 avrebbe immediati riverberi, in termini di flussi e di passaggi turistici, sulla SS 487 Scafa-San-Valentino in A.C.-Caramanico Terme-Sant’Eufemia a Maiella. Si tratta di aree, già colpevolmente martoriate dalla crisi termale, che non meritano di essere ulteriormente penalizzate. Quando un giorno non lontano ci accorgeremo che, accanto alle indicazioni per il “Palazzo De Sanctis” (avevamo il Louvre in casa e non lo sapevamo), leggeremo le indicazioni per l’Abbazia di Santo Spirito a Maiella, per l’Eremo di San Bartolomeo, per la Scuola Roccia e per la Valle Giumentina, quando al prossimo arrivo di tappa sul Blockhaus il Giro d’Italia transiterà sul cosiddetto Ponte Celestino V, sarà troppo tardi. Pensiamoci ed agiamo di conseguenza, ora. Sindaco, a te l’arduo compito di smentire Pasolini, secondo cui: “Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia”.