PESCARA – “La tesi che Roberto Straccia sia stato ucciso è valida per esclusione”.
È quanto ha dichiarato il criminologo Alessandro Meluzzi, convocato ieri dai carabinieri di Pescara che stanno indagando sulla morte del giovane marchigiano di 24 anni scomparso a Pescara il 14 dicembre e ritrovato morto sulla spiaggia di Bari il 7 gennaio.
Lo psichiatra ha quindi ribadito nuovamente la sua tesi, ovvero che il giovane non è finito in mare per un gesto disperato o per una caduta accidentale.
“I carabinieri mi hanno convocato per sapere se fossimo a conoscenza di ulteriori elementi sulla morte di Roberto Straccia”, ha spiegato al quotidiano Il Messaggero Meluzzi, che ha illustrato il perché delle sue convinzioni.
“I suidici – ha detto – di solito hanno cause, storie cliniche, segnali e modalità di esecuzione. Invece dall’ultimo fotogramma che si ha di lui si vede una corsa tonica, che non è tipica di chi pensa di suicidarsi”.
Il sopralluogo fatto sulla zona della scomparsa fanno escludere all’esperto anche la caduta accidentale: “La natura dei luoghi – ha dichiarato – rende improbabile l’incidente. Se fosse caduto dal ponte, avrebbe riportato fratture e il corpo non sarebbe arrivato a largo”.
Dunque per Meluzzi l’unica ipotesi probabile è l’omicidio, anche se rimangono avvolti nel mistero anche per lui l’eventuale movente e assassino.






