CHIETI – L’università di Chieti ha ottenuto il pignoramento la villa dell’ex direttore generale Marco Napoleone.
A dare notizia anche dell’ipotesi della vendita all’asta dell’immobile è il quotidiano Il Messaggero.
È stata già fissata la prima udienza davanti al Tribunale civile di Chieti per dare il via alla procedura.
Si apre un nuovo capitolo, dunque, nella lunga battaglia giudiziaria tra la d’Annunzio, guidata dal rettore Carmine Di Ilio e dal dg Filippo Del Vecchio, e il noto manager teatino.
Il punto di partenza è la sentenza della Corte d’Appello dell’Aquila – datata luglio 2015 – che ha condannato Napoleone a versare alla d’Annunzio un milione e 265 mila euro, ovvero gli stipendi che – secondo i giudici – quest’ultimo avrebbe percepito indebitamente fino al 2011, anno del suo licenziamento firmato dall’allora rettore Franco Cuccurullo.
La prima fase si è chiusa con il pignoramento presso l’Inps di un quinto della pensione dell’ex dg. La novità è che l’università, rappresentata dagli avvocati Valerio Speziale e Pierluigi Tenaglia, ha deciso di aggredire anche i beni immobili intestati a Napoleone.
È stato l’ufficiale giudiziario, come prevede la procedura, a notificare all’ex manager l’atto di pignoramento della sua villa di Chieti, che si trova in località San Martino, e di un fabbricato strumentale per attività agricole.
Il giudice delle esecuzioni del Tribunale teatino, Federico Ria, ha disposto la nomina di un esperto per la valutazione dei beni e per fissare, di conseguenza, il prezzo a base d’asta: l’incarico è stato affidato all’architetto Tommaso Armellini.
Quest’ultimo dovrà rispondere a una serie di quesiti posti dal giudice, a partire da quelli legati alla documentazione finora prodotta.
L’udienza di comparizione delle parti, nella quale verranno determinate le modalità della vendita dell’unità abitativa e dell’annesso fabbricato, è in programma il 16 dicembre: venti giorni prima il perito dovrà depositare la sua relazione.
Durante l’udienza verrà deciso il giorno della vendita dell’immobile e sarà nominato un professionista delegato a seguire la procedura.
Come accade in casi simili, Napoleone può evitare di perdere i suoi beni immobiliari chiedendo la cosiddetta «conversione del pignoramento», ovvero versando una somma di denaro pari all’importo dovuto all’università (più le spese e gli interessi). La prima udienza è anche il termine ultimo entro il quale sia l’ateneo che il debitore potranno fare osservazioni, proporre opposizioni, presentare istanze.
Nel frattempo l’ex direttore generale può continuare a vivere nella sua villa perché è stato nominato custode del bene pignorato.
Nel decreto del Tribunale è precisato che, a seguito dell’udienza, “il giudice potrà revocare in ogni momento l’eventuale autorizzazione ad abitare l’immobile pignorato in caso di comportamenti del debitore tesi ad ostacolare la vendita (un esempio è il rifiuto di far visitare l’immobile ai potenziali acquirenti)”.
La sentenza di secondo grado, a seguito della quale è scattata la procedura esecutiva immobiliare, confermò quasi totalmente quanto già deciso a Chieti.
“L’università si è mossa dopo una sentenza esecutiva – dice Napoleone -. Forse lo ha fatto in maniera un po’ accelerata, considerando che avrebbe potuto attendere il pronunciamento della Cassazione, ma comunque non ci trovo nulla di anomalo”.





