ATESSA – “Se l’ad Tavares fosse convinto di ciò che afferma, dovrebbe specificare quali e quanti investimenti intende realizzare nel sito della Val di Sangro. Altrimenti, queste rimangono solo affermazioni vuote”. E ancora, “Ribadire che ‘le prestazioni e la sostenibilità della nostra azienda dipendono anche dalla competitività dell’ambiente in cui operiamo’ e che ‘tra i fattori chiave ci sono costi energetici ragionevoli, infrastrutture ferroviarie e stradali all’altezza degli standard internazionali e il giusto sostegno ai nostri investimenti attraverso i Contratti di Sviluppo’ suona quasi come un alibi preventivo per giustificare i non-investimenti”.

In una nota il segretario generale della Fiom Cgil di Chieti Alfredo Fegatelli interviene così contro il ceo di Stellantis Carlos Tavares che, rispondendo al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, sul futuro dello stabilimento di Atessa, tra le altre cose, ha avvertito “che le prestazioni e la sostenibilità della nostra azienda dipendono anche dalla competitività dell’ambiente in cui operiamo. Tra i fattori chiave ci sono costi energetici ragionevoli, infrastrutture ferroviarie e stradali all’altezza degli standard internazionali e il giusto sostegno ai nostri investimenti attraverso i Contratti di Sviluppo”.

E così la Cgil, senza entrare nel merito dei Contratti di sviluppo suggerisce a Marsilio “di non lasciarsi affascinare dall’azienda. Ricordiamo cosa è accaduto il 23 luglio 2024: nell’intervista all’ad Tavares su Il Sole 24 Ore si faceva intendere l’avvio di nuove assunzioni ad Atessa, salvo poi trovarci una settimana dopo in cassa integrazione. La centralità dello stabilimento di Atessa, l’amministratore delegato Tavares deve dimostrarla con i fatti”.

“L’ad Tavares dovrebbe chiarire quanto intende investire e per quali progetti, prima di discutere dei cosiddetti fattori chiave, altrimenti sembra si stia costituendo un alibi per dire che non ci sono le condizioni”.

“Riguardo al lancio della nuova gamma, si parla dell’ennesimo restyling – osserva Fegatelli -, che però non sembra incontrare il favore del mercato. Nei primi sei mesi, infatti, le immatricolazioni di veicoli commerciali leggeri in Europa sono aumentate mediamente del 13% (Anfia, 9 agosto 2024), mentre Stellantis non raggiunge questa percentuale, forse perché sta perdendo quote di mercato a favore delle aziende concorrenti”.

“Quando parliamo di investimenti, ci riferiamo a interventi in grado di adeguare l’attuale stabilimento alla produzione di furgoni di nuova concezione – sottolinea –  Non è sufficiente l’investimento nella nuova linea di verniciatura, che, tra l’altro, sta incontrando serie difficoltà. Attualmente, infatti, non si riescono a verniciare più di 650 furgoni al giorno, rispetto agli oltre 900 previsti, che comunque sono inferiori ai 1.250 prodotti fino allo scorso anno”.

Infine, “Dopo tante rassicurazioni, nel vicino Molise siamo ancora in attesa di risposte sulla Gigafactory, mentre nel frattempo si assiste al lento ma inesorabile svuotamento del sito ex FCA di Termoli. Vorremmo ricordare all’amministratore delegato Tavares che in Abruzzo c’è un detto: ‘chi è stato morso dalla vipera ha paura anche della lucertola”.