L’AQUILA – “Nel futuro della mia città ci credo e ho scelto di restare per dare un contributo alla sua ricostruzione”.
Stefano Valentini è un giovane imprenditore dell’Aquila. A soli 27 anni guida l’azienda edile di famiglia, la Sema srl, che grazie a lui ha intrapreso un nuovo corso e l’apertura verso ulteriori orizzonti.
“Abbiamo istituito una partnership con un’azienda di Roma che ha altri 30 dipendenti, ma la nostra base resta sempre L’Aquila. La mia città non la lascio né ho mai pensato di farlo”, spiega ad Abruzzoweb.
Giovane ma con le idee chiare, dopo la laurea in Economia e amministrazione delle imprese ha preso il comando della ditta, che oggi conta 16 dipendenti ed è stata fondata dal padre, Alberto Valentini, nei primi anni ’90.
Stefano ne è diventato amministratore unico dopo la laurea e in un periodo impegnativo per una realtà che opera nel settore edile, con la ricostruzione post terremoto in atto.
“Con il sodalizio con l’azienda di Roma, la Brunamonti srl, abbiamo voluto ampliare l’organigramma con una struttura più ampia, per essere più competitivi: oggi se non sei abbastanza grande la crisi ti mangia. Ho avviato io questi contatti: il futuro delle imprese è creare consorzi e partnership, in modo da essere solidi per offrire meno rischi ai committenti”,
Accanto alla voglia di ‘espandersi’ c’è quella di consolidarsi sul territorio ed essere tra in protagonisti della ricostruzione, non solo per motivazioni professionali ma soprattutto personali.
“Nella ricostruzione dell’Aquila ci ho creduto fin da subito, abbiamo ripreso a lavorare già nell’estate del 2009”.
Al contrario di molti giovani che cercano un futuro fuori, lui ha deciso di restare. “Li capisco, non molti hanno la fortuna di avere un’azienda avviata come la mia. Li comprendo ma io non lo farei, e a tutti quelli che sono ancora qui direi di stringere i denti e rimanere. Il futuro siamo noi”.
La sua visione del processo di ricostruzione è chiaro.
“Le istituzioni stanno facendo di tutto, il problema sono le risorse e la criticità è a livello nazionale. Alcune cose a livello burocratico potrebbero essere snellite, l’unico vero neo sono le banche, che potrebbero aiutare di più le imprese”.



