L’AQUILA – È stato firmato questa mattina all’Aquila il Protocollo d’intesa tra il presidente vicario della Regione Abruzzo Giovani Lolli e la Thales Alenia Space, che permetterà di assumere i primi 30 ricercatori della Intecs nell’ambito della Space economy; la firma ha preceduto di un paio d’ore l’incontro di Lolli con i lavoratori.

Un incontro che però non sembra aver suscitato un riscontro positivo negli ex ricercatori, come si evince dalla nota scritta alla fine della riunione; “non sono emersi significativi passi in avanti sulla vertenza tali da dare certezze agli ex ricercatori in quanto non sono ad oggi disponibili nè una pianificazione dei tempi di riassorbimento nè il numero dei ricollocabili attraverso questa operazione”, si legge nella nota.

“In assenza di certezze la vertenza dei lavoratori ex Intecs è da considerarsi assolutamente ancora aperta quindi chiediamo, sin da oggi, un incontro urgente con il prossimo Presidente della Regione Abruzzo. Ricordiamo che, a più di un anno dal licenziamento, la situazione dei lavoratori è sempre più preoccupante poichè non hanno alcun sostegno di natura economica e il protrarsi dell’attesa di soluzioni industriali vedrà peggiorare ulteriormente le condizioni loro e delle loro famiglie”, conclude la nota.

L’azienda che riassorbirà gli ex ricercatori del Polo elettronico dell’Aquila si chiama Forender24, ed è una startup con sede nel capoluogo e si occuperà di informatica e sotfware. Successivamente, non appena partiranno le altre commesse, saranno reinseriti anche altri dipendenti.

Il progetto Space Economy è una strategia finalizzata alla ricerca, all’innovazione e allo sviluppo di livello internazionale, voluta dalla Regione Abruzzo.

Tuttavia gli ex ricercatori, nel tardo pomeriggio, in una nota, hanno tenuto a precisare che: “Siamo in assenza totale di certezze, per noi la vertenza è da considerarsi assolutamente ancora aperta, chiediamo sin da subito un incontro urgente con il prossimo presidente della Regione!”.

“L’obiettivo del Piano è quello di definire le linee strategiche e di equo intervento, in grado di consentire all’Italia di trasformare il settore spaziale nazionale in uno dei motori propulsori della nuova crescita del Paese”, aveva spiegato Lolli durante una conferenza stampa di presentazione del progetto.

La Regione Abruzzo ha investito nello Space Economy 5 milioni già versati, e altri 5 stanziati, rispondendo al bando ministeriale sulla Space Economy, complessivamente, per l’Abruzzo ci sono 25 milioni, in virtù degli altri 15 messi a disposizione dal ministero, grazie alla presenza sul territorio di tre grandi imprese a partecipazione pubblica del settore: Thales Alenia Space, Leonardo e Telespazio. 

Una soluzione che arriva a pochi giorni dalle elezioni regionali del 10 febbraio, “siamo arrivati al protocollo dopo l’accordo con sindacato, ministero e con Forender24, adesso con l’ultimo atto di giunta di mercoledì, riassumerò tutta l’attività svolta e lascio in eredità a chi ci sarà dopo, un percorso già delineato e con una serie di step da portare avanti”,  ha chiarito Lolli sentito da AbruzzoWeb questa mattina, prima dell’incontro con i ricercatori, durante la conferenza stampa dove ha annunciato al firma del Protocollo.

“Un altro documento – chiarisce Lolli – è stato proposto anche a Telespazio e Leonardo, la prima firmerà stasera stessa, Leonardo si è presa qualche giorno di riflessione. L’accordo prevede che, in futuro, possano servirsi di Forender 24 per altre commesse. In questo modo, si apriranno altre possibilità di assunzione. Tra l’altro, Infn, Gssi e Univaq, coinvolti nelle attività connesse al progetto Darkside, avrebbero bisogno di 15 unità di personale per sviluppare i software necessari e trovano conveniente, piuttosto che assumerli, affidarsi alla nascente società che può vantare le competenze, rarissime sul mercato, dei ricercatori ex Intecs”.

Secondo Lolli, “sul territorio ci sono una serie di investimenti privati già messi in campo o in itinere, per oltre 190 milioni di euro: Thales Alenia Space ha investito 6 milioni di euro sul progetto Saturnus, Leonardo altri 7 milioni su un programma di cyber security; vanno aggiunti i 10 milioni della Regione sulla space economy che genereranno 40 milioni di investimenti privati,e poi tutte le attività di Darkside che, complessivamente, vale circa 80 milioni di euro. Poi ci sono altri 9 milioni messi da Telespazio sul progetto Emerge, e ancora 24 milioni di euro di cofinanziamento assicurati da Thales Alenia Space nel progetto Nuses che vede coinvolto anche il GSSI. Parliamo di investimenti su L’Aquila, con propaggini in Marsica e nel chietino, in alta tecnologia e ricerca”.

“Anche Confindustria ci ha assicurato che manterrà viva l’attenzione, svolgendo il ruolo di una sorta di cabina di regia; così facendo noi dovremmo essere tutelati dal fatto che avendo ottenuto questi finanziamenti alla fine i lavoratori troveranno un’occupazione”, ha aggiunto.

Da qui quindi dovrebbero arrivare le garanzie di ricollocazione, “sebbene esista un accordo tra i sindacati e la Regione – hanno ricordato i ricercatori in una lettera scritta a Lolli nelle scorse settimane – in base al quale, a fronte di finanziamenti regionali, tali aziende avrebbero dovuto prioritariamente riassorbire professionalità di alto profilo tecnologico, come quelle Intecs: invece stanno chiedendo fondi aggiuntivi, senza aver prodotto un solo nuovo posto di lavoro”.

Un tassello quello raggiunto oggi che dà una speranza ai lavoratori che aspettano da oltre una anno risposte sulla loro riassunzione.

“Il lavoro è stato molto lungo e la tappa di oggi è molto importante – ha commentato Lolli – purtroppo siamo a pochi giorni dalle elezioni, ma questo ritardo è dovuto ai tempi derivati dalle esecuzioni della gara nazionale”.

“Ringrazio per la scommessa che è stata fatta sul territorio, Forender 24 è un’impresa che fornirà servizi a cui tutte le imprese coinvolte nel territorio che hanno bisogno di quel tipo di software si rivolgeranno”, ha spiegato Lolli.

Senza l’opportunità della Space economy gli ex ricercatori probabilmente non avrebbero altre strade occupazionali da percorrere. Diversi i bandi collegati alla strategia nazionale, per la quale l’Abruzzo ha investito 10 milioni di euro (alla quota di cofinanziamento corrisponde la parte d’investimento dello Stato), il primo si è concluso a settembre e il governo sta esaminando la compagine delle 8 imprese che ha partecipato al bando.

Gli ex ricercatori hanno tutti profili qualificati e specializzati, laureati in ingegneria ed informatica e sono senza lavoro da mesi, in attesa di notizie per il loro tfr e la disoccupazione, mandati a casa, dopo quasi trent’anni di servizio; già nel 2012, con i primi tagli, furono lasciati a casa in 160. L’azienda nel 2011 rilevò il laboratorio di ricerca e sviluppo dalla Compel, che pochi anni prima l’aveva acquistato dalla Siemens.

“Troppo vecchi per essere riammessi nel mercato del lavoro, troppo giovani per la pensione”, era stato lo slogan con cui avevano portato avanti la loro battaglia, da mesi si sono dati il turno davanti la sede della regione Abruzzo di via Da Vinci, dove hanno posizionato un camper per portare avanti una “protesta pacifica”, ma soprattutto per mantenere viva l’attenzione sul problema.

L’ultima assemblea dei lavoratori c’era stata il 16 gennaio, giorno in cui era stata scritta la lettera al presidente vicario, con la quale rifiutavano altri incontri, “se non in presenza di notizie concrete e risolutive”.

Ora la soluzione sembra esserci, arrivata 14 mesi dopo il licenziamento.