L’AQUILA – La riforma idrica “darà centralità ai comuni, alle società da esse controllate che, in house, potranno riottenere, qualora ce ne fossero le condizioni di legge, la piena organizzazione, gestione e distribuzione del servizio in Abruzzo”.

Dopo la polemica contro Abruzzoweb vergata in una nota insieme al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, presidente Anci e responsabile nazionale degli enti locali di Fdi, Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale, uomo di punta della Forza Italia abruzzese, torna sul delicato tema della riforma della gestione del ciclo idrico, una priorità del secondo governo di Marco Marsilio, di Fdi, con la proposta di legge firmata dallo stesso Sospiri che ha già avviato l’iter nelle commissioni. Chiarendo che la ratio della norma è quella di creare le condizioni per una gestione in house, ovvero pubblica, controllata dai comuni.

Nell’intervista a tutto campo a questa testata a margine dell’incontro sulle politiche sociali regionali all’Emiciclo di lunedì scorso, Sospiri entra nel merito anche delle elezioni amministrative di Chieti, e soprattutto di Avezzano, auspicando l’unità del centrodestra. Per quanto riguarda la città marsicana ritiene poi giusto che vengano ascoltate anche le ragioni di chi come l’assessore regionale al Sociale e Bilancio, Roberto Santangelo, ha messo in discussione l’ipotesi di candidare come civico l’ex questore Alessio Cesareo. Tra Sospiri e Santangelo, va ricordato che il rapporto ora è ottimo, essendo stato archiviato lo scontro ad inizio della seconda legislatura Marsilio, a seguito della riconferma dell’ultimo minuto di Sospiri alla presidenza del consiglio, carica a cui puntava anche Santangelo, vice presidente nel Marsilio uno.

In merito all’ipotesi che potrà essere lui il prossimo candidato presidente della Regione nel 2029, ammette solo che “per chi fa il mio mestiere, sarebbe il massimo degli onori”. Assicura che nel bilancio regionale di fine anno non ci sarà l’aumento delle tasse e il deficit sanitario potrà essere messo in sicurezza con l’aumento del fondo nazionale a beneficio delle regioni. Si dice d’accordo sulla necessità di allargare la giunta con nuovi tre assessori a parità di costo.

Ma veniamo alla riforma idrica: in essa si prevede una semplificazione, da sei a due enti gestori, anche se poi sul numero si è scatenato una sorta di terno al lotto, con ipotesi a quattro gestori, e poi a tre, da parte di Paolo Gatti di Fdi, o ad uno soltanto, da parte del capogruppo di Fdi, Massimo Verrecchia.

Altro aspetto è poi quello della possibile privatizzazione del servizio, anche se nella norma si parla di società in house, a seguito delle gare, visto che Aca di Pescara, Sasi di Lanciano, Saca di Sulmona, Ruzzo di Teramo e Cam di Avezzano sono in scadenza nel 2027, con la Ruzzo che ambisce ad una proroga al 2030, perché coinvolta nella messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso, mentre la Gran Sasso acqua dell’Aquila è in scadenza nel 2031. E le società in crisi e senza adeguato fatturato, potrebbero essere rimpiazzate da grandi player​, non avendo i numeri per competere.

A questo proposito Abruzzoweb (qui il link)​ ha riferito che negli stessi ambienti regionali, si moltiplicano le voci del possibile avvento del colosso Acea, dell’imprenditore Gaetano Caltagirone, ipotesi perorata anche dentro Fdi.​ Articolo in cui si riferiva, anche sull’acqua, dell’ennesimo scontro tra il sindaco e il presidente del consiglio, entrambi 50enni e in ascesa, il primo aquilano, il secondo pescarese.

In una nota congiunta, (qui il link)​ ​con toni a tratti aggressivi contro questa testata, Biondi e Sospiri hanno bollato come “fantasiosa” la ricostruzione di Abruzzoweb, parlando di inesistenti “guerre tra bande” e negando “fantomatici contatti con operatori privati”.

In questa nuova intervista Sospiri, oltre a dire con più chiarezza, a differenza della nota di replica, che la finalità della norma è quella sostanzialmente di rafforzare la possibilità di gestione in house, facendo appunto squadra e mediante le fusioni, sul suo rapporto politico con Biondi afferma quanto segue: “Non ho nessun problema con nessun sindaco, a maggior ragione in merito ad una riforma che ridarà centralità ai comuni. Quindi se vi fosse un sindaco che pone ostacoli a questa norma sarebbe un sindaco che non sta facendo il proprio dovere, perché non sta difendendo le priorità dei comuni abruzzesi”.

Abruzzoweb ha chiesto dunque un parere a Sospiri anche sulle amministrative, con il ritorno alle urne ad Avezzano e Chieti già la primavera prossima, e con la città marsicana dove l’ipotesi dell’ex questore Cesareo, lanciato nell’agone dal capogruppo di Fdi in consiglio regionale, Massimo Verrecchia, dal segretario provinciale di Forza Italia, Gabriele De Angelis, dal segretario provinciale di Noi Moderati, Marianna Scoccia, ha avuto il niet di Lega e Udc, che appoggiano il sindaco civico Gianni Di Pangrazio, e anche e soprattutto, dentro Fi, da Santangelo, che si è portato dietro anche parte del direttivo cittadino, spaccando il partito.

“Non entro nel merito delle scelte di Avezzano, perché non è la mia città e non ne conosco le dinamiche – spiega Sospiri -, certamente un assessore regionale va ascoltato e sono assolutamente certo che Gabriele De Angelis saprà ricostruire un dialogo e tenere in debita considerazione anche chi rappresenta, insieme con la collega Antonietta La Porta, la provincia dell’Aquila in consiglio regionale”.

Per poi aggiungere, “il centrosinistra alle elezioni andrà sicuramente spaccato, il centrodestra ha ancora la possibilità di ritrovare la sua unità e sono certo che lo farà, giocandosi anche la possibilità di una vittoria”.

Stesso discorso a Chieti: “dobbiamo assolutamente trovare le ragioni dell’unità del centrodestra e anche recuperare a noi le forze civiche. Se questo avverrà penso che l’esito del voto sarà scontato, perché non mi pare che il giudizio sull’attuale amministrazione sia dei più favorevoli. D’altronde mi domando se il sindaco Guido Ferrara, che tra l’altro è una bravissima persona ed un galantuomo, intenderà ricandidarsi, perché già questo comporterà alle urne un giudizio sull’operato dl governo cittadino”.

Passando oltre, Sospiri affronta un altro tema caldo: quella della possibilità di allargare la giunta, attualmente a sei, con altri tre assessori, come ora consente la legge nazionale per le piccole regioni come l’Abruzzo.

“Sarà prima di tutto un allargamento ad invarianza di spesa – spiega Sospiri -, ovvero quello che oggi si stanzia per pagare gli organi di rappresentanza politica non subirà aumenti, quindi saranno gli altri consigli regionali a subire dei tagli. Compito del presidente Marco Marsilio, della maggioranza di centrodestra, dei coordinatori regionali, sarà ora quello di iniziare il confronto”.

In ogni caso, aggiunge Sospiri, “noi abbiamo sempre detto che con sei assessori regionali non si riescono neanche a seguire tutti i tavoli nazionali. Basti ricordare che il comune capoluogo d’Abruzzo ha più assessori della Regione Abruzzo”.

Sospiri è poi tra i nomi che già si stanno affermando tra i possibili candidati alle politiche del 2027, dopo aver mancato per poco l’elezione a senatore nel 2022, forte della sua lunga carriera non solo in Forza Italia, ma anche in consiglio regionale dove ha fatto, questo compreso, quattro mandati ininterrottamente dal 2009, due da presidente del consiglio. Rieletto a marzo 2024 con 8.835 voti. Ma non solo, potrebbe anche essere lui il futuro candidato presidente di Regione alle elezioni del 2029, per il post Marsilio, che non potrà correre per un terzo mandato.

Ogni ipotesi passa però, tiene a sottolineare Sospiri, “per il giudizio del sistema dei partiti, della maggioranza del centrodestra, del presidente uscente, delle categorie produttive. Dico solo questo: se qualcuno mi chiedesse, ‘quale tipo di livello di onore lei assegna alla possibilità di essere il candidato presidente per il centrodestra della Regione Abruzzo?’, io rispondo che per chi come me fa questo tipo di attività, sarebbe il massimo degli onori”.

Ultimissima domanda sul bilancio regionale di fine anno: “Dobbiamo trovare le risorse per coprire le partite rimaste in sospeso, e contiamo di avere la possibilità di utilizzare le maggiori entrate. L’aumento del fondo sanitario, a livello nazionale, in quota parte risolverà i nostri problemi legati al deficit. Ripeto ciò che ha detto il presidente Marsilio: sono esclusi altri aumenti di tassazione”.