L’AQUILA – “Come può una associazione privata, in questo caso la D-Munda, diventare braccio operativo dell’assessorato al Turismo e supportare l’operatività dell’info point della Fontana luminosa dell’Aquila senza essere passata per un bando di gara? Inoltre, per creare pacchetti turistici e distribuirli sul mercato nazionale non è necessario essere tour operator o agenzie di viaggi?”.
È quanto chiede un gruppo di ragazzi che hanno partecipato ad alcuni corsi per diventare tour operator, che si dicono “arrabbiati” per l’iniziativa lanciata nei giorni scorsi dall’assessore comunale al Turismo, Fabrizia Aquilio.
Al centro della discussione c’è il progetto New point of view, ideato dall’associazione D-Munda, che l’amministrazione comunale del capoluogo abruzzese utilizzerà per la promozione della città e del suo territorio, in particolare per il centro storico.
“La cosa davvero inaccettabile è che il Comune si sostituisca ad un’iniziativa privata”, aggiungono.
Anche il consigliere comunale di maggioranza Daniele D’Angelo (Benvenuto presente) si schiera dalla parte degli operatori turistici e addirittura parla di “una presa in giro per chi ha fatto il corso a pagamento”, puntando il dito contro la scelta fatta dall’assessorato del Comune dell’Aquila, guidato da sindaco Pierluigi Biondi.
“Si fanno corsi a pagamento per i giovani e poi gestisce il Comune? – scrive su Facebook D’Angelo, riferendosi ai corsi per operatori turistici organizzati dalla Regione a cui hanno partecipato molti giovani abruzzesi – Mi dispiace ma sono completamente in disaccordo”, conclude.





