L’AQUILA – Rinnovato il Consiglio di amministrazione dei Musei archeologici nazionali di Chieti – Direzione regionale Musei nazionali Abruzzo, è subito polemica in regione.

A firmare il decreto 17 lo scorso 16 gennaio il ministro alla Cultura Alessandro Giuli, già presidente della Fondazione MAXXI, che ha sede anche all’Aquila, dove è sindaco il responsabile nazionale Enti locali di FdI Pierluigi Biondi, e molto legato all’Abruzzo e in particolare al capoluogo regionale, dove lo scorso 17 gennaio è stato inaugurato l’anno della Capitale italiana della Cultura alla presenza, tra gli altri, del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il nuovo cda – si legge nel testo – è composto dal direttore pro tempore dei Musei archeologici nazionali di Chieti – Direzione regionale Musei nazionali Abruzzo, che lo presiede, e dai seguenti componenti: Laura D’Ambrosio, designata dal Ministro della cultura; Giorgio Fraccastoro, designato dal Ministro della cultura; Michele Martinelli, designato dal Ministro della cultura d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze; Marco Giglio, designato dal Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici.

Ed è proprio sulla nomina di D’Ambrosio che esplode subito la polemica in Abruzzo e all’attacco parte il consigliere regionale Pd Pierpaolo Pietrucci: “Apprendiamo, dalla pubblicazione sul sito del MiC, che il ministro Giuli ha nominato nel Cda dei Musei statali della regione Abruzzo una candidata bocciata dagli elettori alle ultime elezioni regionali con Marsilio. Una scelta che appare come una ricompensa politica e che sconcerta, anche alla luce di precedenti noti alle cronache, come la gestione di un istituto scolastico in cui agli studenti veniva imposto di cantare Faccetta nera”.

Il riferimento è alla vicenda  che ha coinvolto la dirigente dell’Istituto comprensivo di Nereto, contestata dai genitori degli alunni dopo una rievocazione, nelle liste di FdI per le Regionali che nel 2024 hanno portato alla storica riconferma del centrodestra guidato dal meloniano Marco Marsilio.

Nel cda, oltre a D’Ambrosio, è stato nominato anche l’avvocato romano 55enne di origini pescaresi, Giorgio Fraccastoro, presidente della Saga, la società che gestisce l’aeroporto d’Abruzzo, nominato in quota Forza Italia ma sempre più vicino al presidente Marsilio.

“Con quale criterio il ministro continua a occupare le istituzioni culturali con esponenti del proprio partito, trasformando incarichi di prestigio in parcheggi per candidati bocciati e figure ideologicamente segnate? – chiede Pietrucci – Il tutto avviene nell’anno in cui l’Italia e l’Abruzzo celebrano L’Aquila Capitale italiana della Cultura, un appuntamento che meriterebbe competenza, autonomia e una netta distanza da nostalgie che l’Italia democratica dovrebbe aver definitivamente sepolto. Queste nomine non fanno bene né alla cultura abruzzese, né a quella italiana”.