L’AQUILA – Si dovrà attendere qualche giorno per la bonifica dell’impianto idraulico al progetto C.a.s.e di Roio 2 e risolvere il problema legionella.
Lo ha annunciato su Facebook il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, dopo il caso di un residente della new town, precisamente della piastra 6, ricoverato in prognosi riservata all’Ospedale San Salvatore dell’Aquila per un sospetto caso di legionella, il pericolosissimo batterio che colpisce le vie respiratorie.
Per prevenirne una eventuale diffusione, all’ingresso di una delle piastre degli alloggi antisismici, il Comune e la Asl hanno affisso un cartello con il divieto di utilizzo dell’acqua calda fino al 2 gennaio. Ma il divieto persiste fino a quando non saranno state bonificate le tubature, e sembra che ci voglia ancora qualche giorno.
Intanto è scoppiata già qualche polemica: qualche utente lamenta il fatto che le comunicazioni del Comune avvengano solo attraverso Facebook e non ci sia un rapporto diretto con i residenti della zona.
“Solo fra il 7 e l’8 si potrà completare l’intervento”, spiega Cialente. La ditta specializzata nell’eseguire l’intervento sull’impianto idraulico è infatti di Milano, come spiega il sindaco, ed è necessario attendere l’arrivo dell’attrezzatura.
“Due giorni – spiega – fa è pervenuto un fax al mio gabinetto, preceduto da una telefonata, da parte dell’Ufficio prevenzione della Asl, che segnalava la presenza di legionella, in misura di 10 alla quarta, nel rubinetto di due appartamenti”.
“Abbiamo provveduto ad attuare le procedure standard: avvisare i residenti a non utilizzare l’acqua calda, e a tentare lo shock termico – scrive Cialente – vale a dire portare la temperatura dell’impianto a 80-90 gradi facendo poi scorrere l’acqua molto calda per almeno 30 minuti nelle tubazioni”.
“Purtroppo l’impianto di riscaldamento termico della piastra – spiega ancora – non è in condizioni di superare i 60-65 gradi di temperatura per cui, tramite Manutencoop, abbiamo chiamato la società specializzata che interviene in questi casi in cui è necessario procedere con alternative rispetto allo shock termico. Ho dato indicazione di chiedere alla Asl altri interventi a campione, e comunque , se necessario, attueremo anche interventi per la rimozione dalle tubazione di quella sorta di “velo” di calcare nel quale alligna il batterio. Comunque si tratta di un rischio ubiquitario, per alberghi, piscine, appartamenti e condomini, uffici fabbriche ecc.. Questa volta il progetto C.a.s.e. non ha colpe.”.
Una volta arrivata l’apparecchiatura, la disinfezione totale dovrebbe essere effettuata nel giro di qualche giorno.





