L’AQUILA – Scoppia il caso degli espropri di alcuni terreni della zona industriale di Pile (L’Aquila) per la sicurezza idraulica e la riqualificazione ambientale del torrente Raio e del fiume Aterno, lavori che costeranno in tutto 2,5 milioni di euro.

Un progetto gestito dal commissario straordinario nominato dal ministero dell’Ambiente, Emilio Santori, in carica da due anni, che si trascina da tempo (porta la data del 26 giugno 2012, con la chiusura del bando per la gara d’appalto fissata all’ottobre dello stesso anno) e che ha fatto infuriare i residenti della zona interessata dagli interventi, di cui uno già cominciato con il taglio degli alberi.

Curato dagli uffici dal commissario per il risanamento del bacino dell’Aterno-Pescara, Adriano Goio, secondo quanto si è appreso non ancora saldato per la fase progettuale, è stato affidato nella sua attuazione a Santori, che si occupa della mitigazione del rischio idrogeologico in Abruzzo.

A valutare la situazione sul fronte dei residenti è l’avvocato aquilano Alfonso Ciccozzi, al momento impegnato in una fase di controllo degli incartamenti.

“Il procedimento – spiega ad AbruzzoWeb l’avvocato – è stato notificato con il sistema dell’affissione sull’albo del ministero dell’Ambiente. Si tratta nello specifico di cinque casi di residenti che improvvisamente si sono ritrovati con gli espropri già attivati e che non sanno cosa fare”.

“Ho già sentito il commissario Santori – aggiunge Ciccozzi – al quale invierò una richiesta scritta di chiarimenti. Questo procedimento non mi è chiaro, ma per ora non aggiungo altro. Voglio capire questa faccenda in ogni suo punto”.

Altre polemiche sono sorte perché, secondo alcuni, la struttura di Santori, non avrebbe mai avuto rapporti con il territorio, infatti non si hanno notizie di sue presenze nell’Aquilano, e le decisioni sarebbero state prese tutte a Roma e poi calate sulla testa dei cittadini. Roberto Santilli