ROMA – Si aprirà all’insegna del giallo sempre più diffuso e del rosso localizzato la settimana alla fine della quale sarà probabilmente il nuovo governo di Mario Draghi a prendere le sue prime decisioni per il contrasto alla pandemia.
Da domani anche la Sardegna tornerà del colore che indica minime restrizioni, unendosi ad altre 15 regioni e alla Provincia autonoma di Trento. Ma inizierà anche il lockdown in Alto Adige, deciso per tre settimane dalle autorità locali, così come in provincia di Perugia e in alcuni comuni del ternano e abruzzesi. Il resto d’Italia – Puglia, Sicilia e la parte restante dell’Umbria – resterà arancione.
Passato il primo weekend in giallo per la maggior parte del Paese, con folle in città e sulle spiagge, mentre l’epidemia appare stabile su numeri ancora alti, ci si avvia ad un’altra scadenza importante: la fine del divieto di spostamento tra Regioni (anche gialle) il 15 febbraio, con la decadenza del decreto varato per le feste di Natale. Bisognerà vedere cosa deciderà il nuovo esecutivo guidato da Draghi, che secondo alcune previsioni potrebbe giurare prima di venerdì, proprio il giorno del monitoraggio settimanale della cabina di regia e delle eventuali ordinanze del ministro della Salute.
“Sarà il nuovo governo a fare una valutazione, sulla base del quadro epidemiologico, sulla mobilità tra le Regioni – ha detto giorni fa il ministro uscente degli Affari regionali Francesco Boccia – nelle diverse fasce e in particolar modo in fascia gialla, anche perché eventuali misure limitative necessitano di un apposito decreto”.
La fine del divieto di spostamento tra regioni viene invocata tra gli altri dai gestori di impianti sciistici, la cui riapertura, ma solo nelle zone gialle, è stata già avallata dal Comitato tecnico scientifico e prevista proprio per il 15 febbraio. Ma sono altre le sfide che attendono l’ex numero uno della Banca centrale europea nel suo ruolo di presidente del Consiglio.
I lockdown localizzati in Umbria e Abruzzo e quello cosiddetto di Carnevale in Alto Adige sono dovuti in gran parte alla scoperta di casi di variante inglese del coronavirus. E la minaccia costituita dalle mutazioni – anche quella sudafricana e quella brasiliana – si intreccia alla campagna vaccinale, che ha accumulato circa tre settimane di ritardo a causa dei pesanti tagli delle aziende alle forniture di dosi. Il siero di AstraZeneca è arrivato invece con due giorni di anticipo e le 250 mila fiale del primo carico saranno somministrate da martedì agli under 55 in buona salute, a partire da insegnanti e membri delle forze dell’ordine. Contestualmente si procederà a completare la vaccinazione di sanitari e ospiti delle Rsa e si procederà con quella degli ultraottantenni (nel Lazio da domani con 214 mila già prenotati). Queste ultime categorie hanno avuto destinati i vaccini Pfizer-BioNtech e Moderna, per un totale di oltre 2,5 milioni di dosi somministrate finora e oltre 1,1 milioni di italiani che hanno ricevuto anche il richiamo e sono quindi davvero vaccinati. L’obiettivo è immunizzare 4 milioni e mezzo di persone entro fine aprile.
A marzo si prevede che l’Agenzia europea del farmaco (Ema) dia via libera al vaccino della statunitense Johnson&Johnson, monodose, quindi più facile da conservare e da somministrare: l’Italia ne aveva opzionate inizialmente decine di milioni di dosi. Ma viste le brutte sorprese delle ultime settimane da parte di altre aziende, sembra ormai chiaro che la vera campagna di vaccinazione di massa difficilmente inizierà prima di marzo. “Completare la campagna vaccinale” è tra gli obiettivi indicati da Draghi nel suo finora unico breve discorso, al Quirinale.
Intanto, dopo il sabato da “tutto esaurito” nei locali e per le strade, la domenica piovosa ha limitato le uscite degli italiani. E mentre la Coldiretti fa i conti del comunque fruttuoso weekend per i ristoratori (200 milioni di euro), il ministro della Salute Roberto Speranza invita alla “massima prudenza”. Non bisogna, avverte, “vanificare i progressi delle ultime settimane, risultato dei sacrifici fatti finora. Zona gialla non significa scampato pericolo. Il virus circola e il rischio, anche per via delle varianti, resta alto. Non possiamo scherzare con il fuoco”.
A Roma il bilancio dei carabinieri e di 40 multati ed un arrestato, quello della polizia locali è di oltre 60 persone sanzionate per assembramenti, consumo irregolare di alcolici su strada o per il mancato uso della mascherina. Interrotta anche una festa clandestina in un “B&B” nel quartiere Prati: 15 i giovani presenti, di seimila euro la sanzione complessiva. La sindaca Virginia Raggi ha spiegato che sono stati potenziati i controlli ed ha esortato a mantenere il distanziamento ed a indossare la mascherina.
A Milano due feste private sono finite nel mirino della polizia con ben 42 persone multate complessivamente. A Napoli un centinaio i multati nelle zone della movida. Molte le contestazioni per mancanza di mascherina e per violazione del coprifuoco. A Venezia il capo della Polizia municipale annuncia un inasprimento delle misure nelle aree affollate per gli aperitivi. “L’asporto – spiega – non deve diventare motivo di assembramento”. A Firenze oltre 80 i multati, mentre sono stati chiusi 4 esercizi commerciali.
Ed il Codacons “minaccia” i sindaci: istituiscano il numero chiuso nelle piazze e nelle strade dello shopping o scatterà una denuncia per concorso in epidemia. La Coldiretti è soddisfatta per la “boccata d’ossigeno” del fine settimana per bar, ristoranti, pizzerie ed agriturismi, ma ha ricordato che nel 2020 la ristorazione ha quasi dimezzato il suo fatturato (-48%) per una perdita complessiva di quasi 41 miliardi di euro.
“Le aperture a singhiozzo e le limitazioni – osserva l’associazione – creano ostacoli alla programmazione dell’attività di ristorazione che si fonda su acquisto e vendita di prodotti deperibili mentre l’esperienza del fine settimana ha dimostrato che il rischio assembramenti è più elevato all’esterno delle strutture. Per questo il prossimo passo deve essere la possibilità in zona gialla di apertura serale per i ristoranti, anche alla luce del progredire delle vaccinazioni e delle importanti misure di sicurezza adottate”.






