L’AQUILA – “Cialente non si rende conto di quello che dice, noi non abbiamo chiesto nulla per sostenere questa maggioranza, siamo fuori dalla Giunta. Mi trovi qualcun altro che ha rinunciato a un assessorato”.

Dopo gli strali del sindaco dell’Aquila che parlando con AbruzzoWeb ha paragonato lo stallo con la lista civica Cattolici e democratici alle diatribe con i dipietristi, arriva la replica rabbiosa di Angelo Mancini, candidato sindaco sconfitto alle scorse elezioni amministrative che si è ritrovato per un cavillo fuori dal Consiglio comunale in seguito all’apparentamento delle sue liste con il centrosinistra di Max.

“La smetta di fare i nomi di Fabio Cortelli e Giuseppe Bernardi – tuona – Noi abbiamo assicurato l’appoggio esterno perché non abbiamo nessuno in Giunta. Coerente con la decisione della nostra lista di apparentamento, anche se io con lui non l’avrei fatto, visto il personaggio che è”.

Secondo Mancini, “Cialente sa bene che ho rifiutato l’assessorato, abbiamo rifiutato come lista diverse cose, come presidenze. Noi siamo tutt’altra cosa. Prima di parlare, è bene che il sindaco pensi. Perché c’è crisi sulla commissione territorio? Deve dirlo alla cittadinanza, perché proprio lì?”.

Risponde il preside. “Insieme a me – ricorda – Enrico Perilli ha difeso il territorio dalla speculazione, quindi Cialente non lo vuole tra i piedi, come non vuole tra i piedi il sottoscritto. Perché non c’è spazio per Rifondazione, quindi Perilli, che negli anni ha dimostrato coerenza ed onestà? Non è un pericolo per la città, ma per gli affari lì dentro. Nel 2007 la stessa roba, fin quando io e Perilli rinunciammo a presidenza e vice-presidenza della commissione”.

“Gli ricordo – insiste ancora – che il primo provvedimento nel 2007 era quello di una variante urbanistica per l’abbattimento delle case Incis a San Bernardino e la costruzione di tre torri in zona alluvionale per 180 appartamenti”.

Ma Cialente durerà? “Se questi sono i punti su cui discute la Giunta, non so quanto durerà – il pronostico di Mancini – Spero, per il bene della città, che di crisi non ce ne siano. Ma sarà molto complicata. Le persone lui non sa distinguerle. Noi siamo rimasti coerenti. Se ci chiederanno un impegno, noi ci saremo, ma non andremo a mendicare nulla come fanno gli altri. È una vergogna per questa città stare fermi perché si deve stabilire chi fa il presidente di una commissione”.

Infine una risposta anche sul giovane eletto Cortelli, entrano nell’assemblea civica proprio al posto di Mancini. “Pretendiamo rispetto per chi, come Cortelli, è stato eletto a 28 anni, che pensa con la sua testa, che come noi tutelerà il pubblico. Cialente la smetta di telefonare a Cortelli per fargli promesse. E di chiamarlo il ‘ragazzo’, come se fosse uno al bar. Ha una laurea ed è intelligente, forse lui non ne ha mai conosciute di persone così”. (r.s.)